LAV Forlì Cesena, Sit-in contro il Circo con animali
Domenica ho fatto un salto all’Ippodromo per vedere il Sit-in contro il Circo con gli animali della LAV di Forlì-Cesena.
Qualche persona mi ha fatto un po’ girare le palle con la tipica reazione “Sto bene nella mia ignoranza, non venire a minare la mia serenità”.
Poi ho sentito qualche genitore spiegare ai propri figli piccoli cosa c’era scritto nei volantini che venivano distribuiti e che erano contro gli animali nei circhi per via del maltrattamenti e delle condizioni in cui vivono… e questo è stato bello.
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Segue il testo dell’evento Facebook creato per l’occasione:
Domenica 17 aprile 2011, alle ore 17.00, unisciti alla nostra dimostrazione di protesta contro il Circo Bellucci Mario Orfei, attendato a Cesena in zona ippodromo.
Abbiamo bisogno del tuo aiuto per dire un forte NO alle gabbie, alla frusta e alla sofferenza e SI al circo senza animali!
Diamo voce agli animali chiusi nelle gabbie!
Non rimanere indifferente, dobbiamo essere in tanti per farci ascoltare!
Per maggiori informazioni sulla campagna circhi della Lav: http://www.lav.it/index.php?id=235
E’ morto Vittorio Arrigoni
“Stay Human”
“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi la schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.”
A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.
Vittorio Arrigoni, Gaza, 8 gennaio 2011 (guerrillaradio.iobloggo.com)
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Vittorio Arrigoni in tre anni era diventato un “cittadino” di Gaza, rispettato dalla popolazione che assisteva facendo da scudo umano ai contadini al confine con Israele o ai pescatori che si avventuravano oltre le tre miglia dalla costa, dove scatta il blocco israeliano. Ed è a Gaza che ha trovato la morte Vittorio Arrigoni, “Vik” per gli amici, il 36enne attivista lombardo dell’International Solidarity Movement. Il suo gruppo aveva già avuto un morto, la pacifista americana Rachel Corrie schiacciata da una ruspa israeliana nel marzo 2003 mentre tentava di impedire l’abbattimento di alcune case palestinese a Rafah. […] (ilfattoquotidiano.it)
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Gaza, ucciso volontario italiano
Hamas: “E’ stato impiccato”
Rapito ieri mattina nella Striscia, è stato trovato nella notte già morto. Arrestati due sequestratori, si cercano i complici. La cattura del cooperante brianzolo era stata rivendicata da un movimento salafita finora sconosciuto, la sedicente ‘Brigata dei Valorosi Compagni del Profeta Mohammed bin Moslima’. Tradito l’ultimatum: scattava oggi alle 16
Il corpo di Vittorio Arrigoni, l’attivista filopalestinese italiano rapito ieri mattina nella Striscia di Gaza da un commando ultra-estremista salafita, è stato trovato in un appartamento di Gaza City dai miliziani di Hamas, a conclusione di un blitz condotto nel cuore della notte. Arrigoni, che viveva a Gaza dall’agosto 2008, è stato impiccato (secondo altre fonti soffocato) diverse ore prima della scadenza dell’ultimatum che i sequestratori avevano imposto. Forse appena tre ore dopo il sequestro, rivendicato con un video su YouTube. I miliziani minacciavano di uccidere il volontario alle 16 di oggi se Hamas non avesse rilasciato i loro “confratelli” detenuti. […] (ilfattoquotidiano.it)











































































