Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Premio Celeste 2011

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Elpis

Elpis

Ho deciso di iscrivermi al Premio Celeste, per la prima volta, su suggerimento di alcuni colleghi e amici.

La mia homepage nel sito Premio Celeste: www.premioceleste.it/filippoventuri

Le 2 opere iscritte nella categoria Foto & Grafica Digitale sono le seguenti:

  1. Elpis
  2. Pain

Vediamo un po’ che succede :)

Written by filippo

30 aprile 2011 at 9:36 am

Pubblicato su Fotografie

Luigi Ghirri architetture e paesaggi, a Cesena

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Luigi Ghirri architetture e paesaggi, a Cesena

Luigi Ghirri architetture e paesaggi, a Cesena

“Luigi Ghirri architetture e paesaggi”
Inaugurazione martedì 10 maggio 2011, alle ore 17.30
Dal 10 maggio al 19 giugno 2011 (* prolungata fino al 10 luglio 2011)
Presso la Chiesa dello Spirito Santo, Via Milani – Cesena
Orari: lunedì – venerdì 16.30 – 19.30, sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 16.30 – 19.30

Interverranno:
Gino Malacarne, Preside della Facoltà di Architettura “Aldo Rossi”
Giovanni Chiaramonte, Fotografo
Paola Borgonzoni Ghirri, Archivio Eredi di Luigi Ghirri
Giordano Gasparini, Direttore della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia

La “Facoltà di Architettura Aldo Rossi” presenta martedì 10 maggio 2011 la mostra di fotografia “Luigi Ghirri architetture e paesaggi”, presso la ex Chiesa dello Spirito Santo a Cesena.

Luigi Ghirri è tra gli autori più importanti e influenti nel panorama della fotografia contemporanea, di cui rappresenta e costituisce un importante punto di riferimento.
La sua produzione fotografica è ormai considerata di valore universale. Per il cambiamento che ha impresso al modo di rappresentare il paesaggio nel corso degli anni, si può infatti parlare, a proposito della sua opera, di un vero e proprio patrimonio culturale.
Di lui lo scrittore Gianni Celati ha scritto “Per lui la fotografia era un lavoro del pensiero, come la filosofia e la poesia. E rientrava in una attività che è sempre esistita, quella di formarci immagini del mondo, che siano una misura dell’esperienza”.

Attraverso ricerche che hanno visto Luigi Ghirri al centro di un animato dibattito culturale sul significato dei luoghi della vita dell’uomo e sul ruolo che la fotografia può svolgere per una loro più autentica conoscenza, il fotografo emiliano ha svolto una lunga e profonda riflessione sul tema del paesaggio, raggiungendo una essenzialità da intendersi come riflesso e misura dei caratteri del paesaggio italiano e dell’architettura dei suoi luoghi.
Inoltre le fotografie di Ghirri hanno cambiato il modo di intendere la fotografia di architettura, definendo un punto di vista particolare oltre lo specialismo.
Restituiscono, infatti, un’immagine dei luoghi, dove lo sguardo del fotografo registra il risultato inatteso dell’incontro tra l’artificio del progetto, la città storica e il dato naturale, costruendo di fatto paesaggi capaci di suscitare atmosfere impreviste ed emozionali.

La mostra si articola nell’esposizione di 67 fotografie sul tema dei luoghi dell’architettura e del paesaggio, e presenta una sezione dedicata alla rappresentazione dell’opera di Aldo Rossi.
La realizzazione della mostra e del catalogo è stata resa possibile grazie al prestito delle fotografie da parte dell’archivio Eredi di Luigi Ghirri e della Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, dove sono conservati i negativi e le diapositive originali. L’archivio Eredi di Luigi Ghirri ha gentilmente messo a disposizione anche alcune fotografie della collezione vintage.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo, a cura di Gino Malacarne, Ildebrando Clemente e Alessandra Moro, con la collaborazione scientifica di Paola Borgonzoni Ghirri, per la collana Architettura, della Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dell’Università di Bologna, edita da CLUEB. Nel catalogo sono riprodotte tutte le fotografie presenti in mostra, in quadricromia, e sono ripubblicati alcuni importanti testi di Luigi Ghirri e un testo che lo scrittore Gianni Celati ha dedicato al lavoro di Ghirri, oltre ad alcuni scritti dei curatori. Inoltre sono presenti un’intervista di Emanuela Teatini a Luigi Ghirri e una nota biografica.
Si ringrazia la Fondazione Aldo Rossi per la concessione della riproduzione delle immagini relative alle opere e allo studio di Aldo Rossi.

Qualche foto dall’archivio di Luigi Ghirri:

Luigi Ghirri, foto 2

Luigi Ghirri, foto 2

Luigi Ghirri, foto 3

Luigi Ghirri, foto 3

Luigi Ghirri, foto 4

Luigi Ghirri, foto 4

Luigi Ghirri, foto 5

Luigi Ghirri, foto 5

Luigi Ghirri, foto 6

Luigi Ghirri, foto 6

Luigi Ghirri, foto 7

Luigi Ghirri, foto 7

Luigi Ghirri, foto 8

Luigi Ghirri, foto 8

Luigi Ghirri, foto 9

Luigi Ghirri, foto 9

Luigi Ghirri, foto 10

Luigi Ghirri, foto 10

Luigi Ghirri, foto 11

Luigi Ghirri, foto 11

Luigi Ghirri, foto 12

Luigi Ghirri, foto 12

Luigi Ghirri, foto 13

Luigi Ghirri, foto 13

Luigi Ghirri, foto 14

Luigi Ghirri, foto 14

Luigi Ghirri, foto 15

Luigi Ghirri, foto 15

Luigi Ghirri, foto 16

Luigi Ghirri, foto 16

Luigi Ghirri inizia la sua personale attività agli inizi degli anni ’70, dopo aver maturato un particolare approccio al mondo della produzione delle immagini all’interno delle esperienze dell’arte concettuale. Negli stessi anni lavora anche come grafico e nel 1975 è indicato come “Discovery” del Photography Year da “Time-Life” su cui pubblica un portfolio di otto pagine; sempre nello stesso anno partecipa alla mostra Photography as Art di Kassel.
Nel 1982 è invitato alla Photokina di Colonia, dove partecipa alla mostra Photographie 1922-1982, e nella quale viene presentato come uno dei fotografi più significativi e importanti del XX secolo. Negli stessi anni all’attività espositiva, sempre più intensa, dà il via a ricerche che verranno pubblicate con i titoli Diaframma 11,1/125 Luce naturale e Italiailati. Del 1972-1974 è il lavoro Colazione sull’erba; nel 1973 realizza Atlante e tiene la prima mostra personale a Modena.
Nel 1977 fonda, insieme a Paola Borgonzoni e Giovanni Chiaramonte, la casa editrice Punto e Virgola, per i tipi della quale pubblica, in Italia e in Francia, Kodachrome (1978), frutto di una ricerca intrapresa all’inizio del decennio e organizza mostre quali Iconocittà (1980), Viaggio in Italia (1984), Esplorazioni sulla Via Emilia (1986). Esperienze che lo vedono all’inizio e al centro di un animato dibattito culturale sul significato dei luoghi della vita dell’uomo e sul ruolo che la fotografia può svolgere per una loro più autentica conoscenza.
Nel 1979 il CSAC dell’Università di Parma gli dedica una grande mostra monografica.
Sono anche gli anni di un ricco sodalizio intellettuale con lo scrittore Gianni Celati col quale “viaggia” per la penisola con l’intenzione di riscoprire e dare un volto ai suoi luoghi essenziali al di là di ogni spettacolarizzazione mediatica, documentaristica o di cronaca, e di qualsivoglia sensazionalismo e asservimento televisivo. La cosiddetta ‘stagione del paesaggio’ degli anni Ottanta, voluta e tenacemente sostenuta da Vittorio Savi, si estese con la collaborazione alla rivista di architettura “Lotus International”, per la quale, nel 1982, fotografa il cimitero di Modena di Aldo Rossi e inizia un intenso lavoro finalizzato all’analisi dell’architettura e del paesaggio italiano realizzando volumi su Capri (1983), con Mimmo Jodice, l’Emilia Romagna (1985-1986), Aldo Rossi (1987).
Questa lunga e profonda riflessione sul tema del paesaggio culmina con la realizzazione dei volumi Paesaggio italiano e Il Profilo delle nuvole, entrambi pubblicati nel 1989 in cui la ricerca di Ghirri approda ad una essenzialità da intendersi come riflesso e misura dei caratteri e della bellezza del paesaggio italiano e dell’architettura dei suoi luoghi.
Svolge anche un’importante opera di organizzazione di progetti espositivi, tra cui Iconicittà (1980) al Pac di Ferrara, Penisola (1983) al Forum Stadtpark di Graz, Viaggio in Italia (1984) mostra itinerante, e Descrittiva (1984) per il Comune di Rimini.
Nel 1985 pubblica un volume sulle opere di Paolo Portoghesi e porta a termine un lavoro sulla Città Universitaria di Piacentini, l’anno successivo intraprende il progetto di lettura del paesaggio padano e più in generale del paesaggio italiano.
Nel 1988 viene pubblicato il volume Il Palazzo dell’Arte di A.C.Quintavalle, corredato da una sua ricerca fotografica sui principali musei italiani e stranieri. Nel 1991 conclude un lavoro su Giorgio Morandi, che lo aveva impegnato per due anni.
Numerose sono le pubblicazioni dedicate alla sua opera. I suoi lavori sono conservati presso varie istituzioni museali nel mondo tra cui: Stedelijk Museum (Amsterdam), Musée-Chateau (Annecy), Musée de la Photographie Réattu (Arles), Polaroid Collection (Cambridge, Massachusetts), Musée Nicéphore Niépce (Chalon-sur- Saone), Museum of Fine Arts (Houston), Galleria Civica (Modena), Canadian Centre for Architecture – Centre Canadien d’Architecture (Montreal), Museum of Modern Art (New York), Cabinets des stampe – Bibliotèque Nationale (Paris), Fond National d’Art Contemporain (Paris), Collection Fnac (Paris), Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Parma), Biblioteca Panizzi – Fototeca (Reggio Emilia), Palazzo Braschi – Archivio Fotografico Comunale (Roma), Fotomuseum – Winterthur (Svizzera), Nouveau Musée National de Monaco (Monaco).

Fonte

Written by filippo

29 aprile 2011 at 9:21 PM

Pubblicato su Fotografie, Mostre e musei

Ritorno da Berlino

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Robert Mapplethorpe, "Charles and Jim", 1974, Polaroid

Robert Mapplethorpe, "Charles and Jim", 1974, Polaroid

Ho dormito 14 ore dopo essere tornato a casa.

Il viaggio a Berlino è stato fantastico.
Sia per la compagnia che per la città.
Enorme, ricca culturalmente e con tante cose da scoprire.

Alexanderplatz, Porta di Brandeburgo, Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa (o Memoriale della Shoah), Monumento per le vittime dello sterminio omosessuale nazista; Siegessäule la statua della Vittoria (vedi Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders), Tiramisus (grazioso locale per il brunch), Hamburger Bahnhof (magnifico), Tacheles, C/O Berlin (con una retrospettiva su Robert Mapplethorpe); Neue Nationalgalerie, MOMA di New York (deludente), Jüdisches Museum: indimenticabile la Torre dell’Olocausto e Shalechet (Fallen Leaves); Camera Work (galleria fotografica molto elegante), Gipsy restaurant, shopping vintage nel quartiere Prenzlauer Berg.

Il tutto muovendoci in bicicletta, a volte sbagliando strada, finendo in quartieri e locali imprevisti, scoprendo la mostra su Mapplethorpe, chiedendo, interagendo… senza mai attese.

“Muovi quel culo, Chiara!”, “Monia nella spaccazza”, “Non va bene, non va bene!”, “Ohdiodiodio”, “Excuse me, where’s the bedroom?”, “Berlino non è capitale”, Chiara che gonfia le ruote delle biciclette a bocca.

Presto le foto.

Aggiornamento: ecco le foto!

Written by filippo

29 aprile 2011 at 9:35 am

Pubblicato su Viaggi, Vita personale

Partenza per Berlino

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Viaggio a Berlino

Viaggio a Berlino

Domani all’alba partirò per Berlino.
Mi aspetto molto da Berlino.

Ero in astinenza da un bel viaggio all’estero: dopo l’Irlanda nel 2007, Londra e Monaco di Baviera nel 2008, Belgio e Olanda nel 2009, avevo interrotto la piacevole tradizione di fare almeno un viaggio all’estero all’anno, rinunciando per motivi familiari al viaggio a Parigi nel dicembre 2010.

Voglio portare a casa tanti bei ricordi.
E fotografie, ovviamente!

Compagne di viaggio saranno Michela, Chiara, Monia e Sabina… insomma un’armata di fotografi, pittrici, artisti ed enologi.

Written by filippo

23 aprile 2011 at 8:12 PM

Pubblicato su Viaggi, Vita personale

Scanno, il paese dei fotografi

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Scanno, il paese dei fotografi (foto 1)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 1)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 2)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 2)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 3)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 3)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 4)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 4)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 5)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 5)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 6)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 6)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 7)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 7)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 8)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 8)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 9)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 9)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 10)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 10)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 11)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 11)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 12)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 12)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 13)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 13)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 14)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 14)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 15)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 15)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 16)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 16)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 17)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 17)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 18)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 18)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 19)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 19)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 20)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 20)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 21)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 21)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 22)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 22)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 23)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 23)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 24)

Scanno, il paese dei fotografi (foto 24)

Scanno è un comune italiano di 1.976 abitanti (al 31/10/10) situato in provincia dell’Aquila, in Abruzzo. Il territorio compreso all’interno dei Monti Marsicani ed in parte entro i confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, fa parte a sua volta della Comunità montana Peligna. È un’importante stazione di soggiorno invernale ed estivo e fa parte del club Club dei Borghi più belli d’Italia. (wikipedia)

Il paese è diventato famoso dopo che Henri Cartier-Bresson e Mario Giacomelli (2 fotografi fra i più importanti e fra i miei preferiti) avevano fotografato il posto ed i suoi abitanti.

Pietro di Rienzo è stato il primo fotografo a scattare delle foto di vita quotidiana a Scanno, attirando così nel paesino abruzzese personaggi del calibro di Henri Cartier-Bresson e Mario Giacomelli ed in seguito anche Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci, Lynn Saville, Giovanni Bucci, Jill Hartley, Yoko Yamamoto, Claudio Marcozzi, Giuliana Traverso e Pepi Merisio.

Written by filippo

22 aprile 2011 at 6:44 PM

Pubblicato su Fotografie