Pina 3D di Wim Wenders
Il trailer:
Wenders racconta Pina:
Nel 1985 Wim Wenders vede per la prima volta “Café Müller”, nel quale la coreografa tedesca capofila del teatrodanza, Pina Bausch, danza per 40 minuti insieme ai suoi ballerini sulla musica di Henry Purcell. Ne nasce un’amicizia lunga vent’anni e il progetto di un film insieme, che comincia a concretizzarsi nel 2008, con la scelta del repertorio da filmare (‘Café Müller’, ‘Le Sacre du Printemps’, ‘Vollmond’ and ‘Kontakthof’) ma s’interrompe un anno dopo, con la morte di cancro della stessa Bausch. La familiarizzazione con la tecnica del 3D fornisce a Wenders la spinta per girare il film, il tassello mancante per completare l’opera.
Tanti erano già gli indizi, infatti, di un incontro naturale e proficuo tra il cinema di lui e il lavoro di lei: dalla genesi del Tanztheater negli anni Settanta, dentro un momento di forte messa in discussione della cultura precedente, di reinvenzione necessaria e di assoluta libertà creativa; e l’ispirazione neorealista ma profondamente psicologica, per cui i gesti nascevano dal contributo personale dei ballerini, interrogati sul loro vissuto e chiamati a scrivere una lingua nuova con il corpo, la parola, l’abito “civile” anziché il costume di scena, la nudità. E poi, ancora, il viaggio goethiano alla scoperta dei luoghi del mondo e la fortissima connotazione pittorica degli allestimenti creati da Pina Bausch: di tutti, l’incontro probabilmente più ravvicinato con la ricerca di Wenders.
In Pina e per Pina, il regista tedesco ritrova dunque la materia che sa impastare, l’emozione e l’energia che mancavano da tempo al suo cinema (fatta salva l’ispirata eccezione di Non bussare alla mia porta). Portando i componenti dell’ensemble di Wuppertal in locations industriali o naturali (che evocano i migliori scatti del Wenders fotografo) dà nuova vita ai passi di danza, per contrasto o più spesso in ragione di una tensione condivisa, che invoca e provoca il limite, delle forze umane e naturali, e spazza via dal progetto ogni aura mortifera o agiografica.
Completano il film le interviste alle persone che hanno ballato con Pina, uomini e donne, nuove leve e suoi coetanei, provenienti da tutto il mondo. Wenders li riprende in silenzio e associa la voce in over, come a voler estrapolare i loro pensieri, in un movimento circolare che rincorre la loro sete di carpire ciò che la maestra, tanto amata e temuta, pensava di loro o sentiva danzando, dietro un silenzio che difficilmente interrompeva, se non per ammonire: “continuate a cercare”. Lei, che un suo stretto collaboratore ricorda con l’immagine della sua casa, come un grande attico pieno di cose, si nutriva dei gesti e delle anime dei suoi danzatori, restituendo loro un’immagine di rara forza, che cozzava col suo corpo scheletrico e il volto esangue. Wenders stesso sembra essersi cibato di quella forza, averne ingurgitato un boccone che gli è entrato in circolo e ce lo ha restituito più “in vena” che mai.
fonte: mymovies.it
La resistibile ascesa di Arturo Ui, di Bertolt Brecht (backstage)
Le foto della seconda parte (spettacolo) sono qui.
Le foto della seconda parte (spettacolo) sono qui.
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Opera teatrale: La resistibile ascesa di Arturo Ui
Autore: Bertolt Brecht
Titolo originale: Der aufhaltsame Aufstieg des Arturo Ui
Lingua originale: Tedesco
Composto nel: 1941
Prima assoluta: 1958
Musiche originali: Hans-Dieter Hosalla
Traduzione: Mario Carpitella
Con: Umberto Orsini e (in ordine alfabetico) Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis
Regia: Claudio Longhi
Dramaturg: Luca Micheletti
Scene: Antal Csaba
Costumi: Gianluca Sbicca
Luci: Paolo Pollo Rodighiero
Assistente alla regia: Giacomo Pedini
Video:
- La resistibile ascesa di Arturo Ui, estratto dallo spettacolo
- La resistibile ascesa di Arturo Ui, le prove
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“Buffa” e mordace parabola satirica sulla corruzione del potere, La resistibile ascesa di Arturo Ui racconta la cronaca nera della Berlino degli anni Trenta invasa dalle squadracce naziste, trasferita per invenzione dell’autore in una coeva Chicago in cui l’industria magnatizia del commercio dei cavolfiori prospera all’ombra sinistra del gangster Arturo Ui, satirico “alias” di Adolf Hitler. Scritta tra il 1940 e il ’41 dall’esilio finlandese, Brecht definirà in seguito l’opera una «farsa storica», dato il piglio ironico, salace ed «epico» al contempo con cui essa ricostruisce la tragicomica epopea di un trust scalcagnato in una città corrotta, ammiccante alla situazione economico-politica in dissesto nella Germania dello stesso periodo.
Con Umberto Orsini assoluto protagonista nel ruolo del titolo, affiancato da una troupe giovane e affiatata, lo spettacolo intende assecondare pienamente l’ispirazione grottesca del copione, conferendo all’apologo una dimensione “circense”, dove l’incisiva brevità dei singoli “numeri”, l’equilibristica retorica della sopraffazione mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca narrati e messi alla berlina attraverso la lucida comicità di cui Brecht si serve come arma storico-critica, traducono la parabola in una “rivista” briosa e nitida, caustica ed elegante sul tragico nonsenso del nostro passato.
Inoltre, l’evocazione, legittimata dallo stesso autore, d’un modello d’indiscutibile peso come il chronicle play shakespeariano alla Riccardo III, riferimento classico presente nella riscrittura “comico-realistica” di Brecht come ideale pendant per un confronto parodico, è utile per la definizione del repertorio in cui l’autore prevede che la propria pièce vada inserita: quello del «grotesque» – o del «burlesque» – in fervido, smaliziato, necessario e consapevole dialogo appunto con i classici; un genere, questo, che Brecht conosce bene e interpreta magistralmente fin dai tempi dell’Opera da tre soldi, geniale parodia d’un burlesque vero e proprio, The Beggar’s Opera di John Gay, a sua volta parodia del
melodramma italiano.
In questo fantasioso gioco di specchi non deve mancare l’esaltazione di un aspetto particolare dell’opera e dell’autore, spesso misconosciuto, ossia la vocazione, ardita e buffa insieme, al “surreale” cui il copione, seppure steso con piglio materialista e apodittico, comunque non sfugge. Arturo Ui è infatti anche una versione fantasmagorica, moralistica senza miopie e brillante senza compiacimenti, dell’antico adagio della legge del più forte e del più astuto, quello continuamente riscritto in modi diversi ma analoghi dai commediografi di ogni epoca, da Plauto in poi; così, un po’ come nel nostro Candelaio, rutilante fantasia sul mondo delle ribalderie protobarocche, in Arturo Ui non mancano né i momenti puramente carnascialeschi né i cantucci chiaramente destinati alla riflessione «straniata», utili “controcampi” da cui guardare ai fatti grotteschi rappresentati sulla scena e chiarirsi le idee, prima di continuare, più consapevoli, a ridere.
Gli Scontati al Petrella (2a parte)
La prima parte del servizio fotografico è qui.
La prima parte del servizio fotografico è qui.
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Lorenzo Kruger e Giacomo Toni sono Gli Scontati: concerto omaggio a Paolo Conte.
In tournèe per quattro mesi, dal 16 novembre 2011.
Data Zero del tour 16 novembre – Teatro Petrella – Via 4 novembre – Longiano (FC) – ore 21.00
E’ partito il 16 novembre dal Teatro Petrella di Longiano il tour de Gli Scontati, concerto omaggio a Paolo Conte nato da una sfida musicale tra Lorenzo Kruger e Giacomo Toni:
“Eravamo nell’enoteca sotto casa mia, dove nella parete di fondo è sistemato un bel pianoforte a muro. Una sera io e Giacomo dopo qualche bottiglia di sangiovese iniziamo una sfida di pezzi al piano, il territorio su cui ci sfidavamo era appunto il repertorio di Conte. Dopo diversi scambi, sia noi che il pubblico di amici convenimmo che io cantavo molto bene i pezzi, ma che Giacomo li suonava molto meglio di me. Dopo altre due bottiglie di sangiovese avevamo già messo in piedi Gli Scontati”. L.K.
Lorenzo Kruger e Giacomo Toni, da bravi intrattenitori quali sono, hanno scelto, senza farsi scrupoli, le canzoni più “scontate” e famose del repertorio di Conte, le più bizzarre e ironiche come la Topolino Amaranto, Bartali, Wanda. I due non evitano di abbandonarsi, occasionalmente, ai ritmi più dolci di importanti pezzi come Genova per noi o Via con me.
Come a dire: “Stai serio con la faccia ma però…”, gli Scontati delineano un profilo insolito e divertente di Paolo Conte.
Un tour di soli quattro mesi che porterà Conte dove non è mai stato, un viaggio nella magia della grande canzone d’autore.
Di seguito le prime date del tour:
- 16 novembre Teatro Petrella Longiano (FC)
- 17 novembre Secret Location Roma
- 18 novembre Lanificio25 Napoli
- 19 novembre Royal Green Larino (CB)
- 2 dicembre El Barrio Torino
- 3 dicembre Tambourine Seregno (MB)
- 8 dicembre Dejavu Cattolica (RN)
- 10 dicembre Arterìa Bologna
- 23 dicembre Club 1799 Acquaviva delle Fonti (BA)
- 28 dicembre Holzhaus Isernia
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Marco Goldin presenta
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Marco Goldin presenta “Da Vermeer a Kandinsky“
Lunedì 28 novembre 2011, dalle ore 20.30 alle ore 23.30, presso la Convention Bureau della Riviera di Rimini.
Lunedì 28 novembre, alle ore 20.45, nel nuovo Palazzo dei Congressi (Via della Fiera, 23) di Rimini, con ingresso libero dalle ore 20.15 fino a eventuale esaurimento dei posti in sala, si terrà la presentazione della mostra “Da Vermeer a Kandinsky”, che assumerà la forma dello spettacolo, con le letture intrecciate dell’attore Gilberto Colla e le musiche eseguite dal vivo da Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica) e Piero Salvatori (violoncello).
Saranno proiettate le più belle immagini, che daranno il senso delle sezioni in cui la mostra è divisa, con autori che vanno da Tiziano a Tintoretto, da Tiepolo a Canaletto, da Vermeer a Van Dyck, da Velazquez a El Greco, da Turner a Manet, da Monet a Degas, da Van Gogh a Picasso, da Matisse a Kandinsky.
Verrà distribuito gratuitamente un quaderno promozionale a colori dedicato alle mostre di Rimini e San Marino.
Come segno di considerazione nei confronti della città che ospita la mostra, verrà distribuito a tutti gli intervenuti un tagliando che darà diritto a una visita guidata gratuita.
(link all’evento facebook)
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Marco Goldin presenta “Da Hopper a Warhol“
Martedì 29 novembre 2011, dalle ore 18.00, presso il Teatro Titano di San Marino.
A San Marino, martedì 29 novembre alle ore 18, con ingresso libero fino a eventuale esaurimento dei posti in sala, il Teatro Titano ospiterà il racconto della mostra Da Hopper a Warhol da parte di Marco Goldin, sempre con attore e musicisti. Saranno proiettati quadri di artisti straordinari da Hopper a Rothko, da Pollock a Warhol.
Anche in questa occasione verrà distribuito gratuitamente un quaderno promozionale a colori dedicato alle mostre di Rimini e San Marino.
(link all’evento facebook)
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Gli Scontati al Petrella (1a parte)
La seconda parte del servizio fotografico è qui.
La seconda parte del servizio fotografico è qui.
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Lorenzo Kruger e Giacomo Toni sono Gli Scontati: concerto omaggio a Paolo Conte.
In tournèe per quattro mesi, dal 16 novembre 2011.
Data Zero del tour 16 novembre – Teatro Petrella – Via 4 novembre – Longiano (FC) – ore 21.00
E’ partito il 16 novembre dal Teatro Petrella di Longiano il tour de Gli Scontati, concerto omaggio a Paolo Conte nato da una sfida musicale tra Lorenzo Kruger e Giacomo Toni:
“Eravamo nell’enoteca sotto casa mia, dove nella parete di fondo è sistemato un bel pianoforte a muro. Una sera io e Giacomo dopo qualche bottiglia di sangiovese iniziamo una sfida di pezzi al piano, il territorio su cui ci sfidavamo era appunto il repertorio di Conte. Dopo diversi scambi, sia noi che il pubblico di amici convenimmo che io cantavo molto bene i pezzi, ma che Giacomo li suonava molto meglio di me. Dopo altre due bottiglie di sangiovese avevamo già messo in piedi Gli Scontati”. L.K.
Lorenzo Kruger e Giacomo Toni, da bravi intrattenitori quali sono, hanno scelto, senza farsi scrupoli, le canzoni più “scontate” e famose del repertorio di Conte, le più bizzarre e ironiche come la Topolino Amaranto, Bartali, Wanda. I due non evitano di abbandonarsi, occasionalmente, ai ritmi più dolci di importanti pezzi come Genova per noi o Via con me.
Come a dire: “Stai serio con la faccia ma però…”, gli Scontati delineano un profilo insolito e divertente di Paolo Conte.
Un tour di soli quattro mesi che porterà Conte dove non è mai stato, un viaggio nella magia della grande canzone d’autore.
Di seguito le prime date del tour:
- 16 novembre Teatro Petrella Longiano (FC)
- 17 novembre Secret Location Roma
- 18 novembre Lanificio25 Napoli
- 19 novembre Royal Green Larino (CB)
- 2 dicembre El Barrio Torino
- 3 dicembre Tambourine Seregno (MB)
- 8 dicembre Dejavu Cattolica (RN)
- 10 dicembre Arterìa Bologna
- 23 dicembre Club 1799 Acquaviva delle Fonti (BA)
- 28 dicembre Holzhaus Isernia
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