John De Leo, Vago svanendo
John De Leo’s Grave Combo
Sabato 10 Dicembre 2011
Artificerie Almagià di Ravenna
con
John De Leo, voce live looping sampler
Fabrizio Tarroni, chitarra semi-acustica
Dario Giovannini, chitarra elettrica fisarmonica voce
Franco Naddei, live electronics voce
Christian Ravaglioni, oboe corno inglese fisarmonica
Achille Succi, clarinetto basso sax contralto
Javier Adrian Gonzalez, fagotto
Glauco Benedetti, basso tuba
Massimo Ottoni, video-scenografie
N.E.O. Project Ravenna, interactive live video
Il cantante e compositore romagnolo, sarà in concerto il 10 dicembre 2011 presso l’Almagià di Ravenna, ospite della rassegna Corposamente Winter 2011. John De Leo presenterà i brani del lavoro discografico “Vago Svanendo” (Carosello – 2008) insieme ad una inconsueta sezione fiati caratterizzata da un suono grave di legni e basso tuba. Le improvvisazioni del Combo saranno dirette da De Leo dentro le canzoni, trattate come giocattoli da smontare.
Evento su Facebook.

___
National Geographic Photography Contest Winners: 2011
Fra le varie foto vincitrici del contest, questa di Izabelle Nordfjell è la mia preferita.
Questa fotografia possiede così tanti dettagli ed è così ben composta che riesce a raccontare una storia da sola. Va bene che si tratta del National Grographic, ma non mi accontento di soggetti belli e\o esotici.
La didascala della fotografia recita così:
People Winner – THE FJELLMAN FAMILY: One shot and the reindeer is dead. The Sámi family Fjellman, which lives in Arjeplog, northern Sweden, now have food on their table. In the early autumn they slaughter a couple of their reindeers for food during the cold winter months. Arjeplog, Lappland, Sweden. (Photo and caption by Izabelle Nordfjell)
Tutte le foto sono visibili, ovviamente, su The Big Picture.
All’armi siam sofisti
Ogni tanto gli articoli di Gramellini sento il dovere di divulgarli:
All’armi siam sofisti
La linea l’hanno data Fabrizio Cicchitto e Massimo Boldi, uno dei quali è un comico, anche se non ricordo più chi. Stanare i nullatenenti con Porsche al seguito è un comportamento da Stato di polizia. Come no? Negli Stati Uniti li mettono in galera, ma evidentemente laggiù c’è una dittatura. Non solo: secondo Boldi (o Cicchitto?) si tratterebbe di un colossale abbaglio, perché gli evasori di Cortina sono poveracci che affittano il lusso a rate. Che storia commovente. Ci chiederanno una colletta per pagare il leasing della fuoriserie?
Ormai questa tecnica di difesa dell’indifendibile ha raggiunto vette da far impallidire i sofisti dell’antica Grecia. Se uno viene intercettato mentre truffa, loro non si indignano per la truffa, ma per l’intercettazione. Se ti lamenti di chi ha svaligiato una banca, ti rispondono: parli proprio tu che ai tempi dell’asilo rubasti lo zucchero filato? Se la Finanza bussa a Cortina, si scandalizzano perché non è andata a Capri: forse perché a Capodanno non c’era lo stesso numero di turisti, essendosi dimenticati di sparare la neve artificiale sui faraglioni? Se si cercano i soldi disonesti dove ne girano di più, si strilla contro la caccia al ricco. E se Monti cerca di stanare gli evasori, lo si accusa di non averne titolo, dato che a Capodanno ha mangiato il cotechino a Palazzo Chigi. Assistiamo al delirio scomposto di gente che ha perso il contatto con i propri elettori e lettori. Dovrebbero sapere che al piccolo borghese che vota Lega o Pdl i furbetti di Cortina stanno sulle scatole. Persino più che a qualche corifeo della sinistra, che magari a Cortina ci è pure andato.
Stephen King e i libri natalizi
Come al solito, quando si tratta di fare regali, penso ai libri:

Stephen King

Giacomo Gardumi

Vivian Maier

Marco Albino Ferrari

Walter Bonatti

Alda Merini
______________________________________________
Stephen King, 22/11/63
Prima di regalarne una copia per Natale, ne avevo comprata una per me (solo nel caso di Stephen King compro le edizioni rilegate dei romanzi, un brutto vizio).
Ho finito di leggere questo libro il 18 dicembre 2011 e la sensazione finale era dolorosa.
Non sempre i finali di King sono azzeccati, ma quando ti lasciano quell’amaro in bocca che sa lasciarti lui (come in It e altri), allora si tratta di un gran libro. Ci vorrà tempo per trovargli una collocazione precisa nella sua bibliografia, non va ad intaccare i 4/5 capolavori forse irripetibili che ha scritto, ma ci va molto vicino.
Il tema del viaggio nel tempo è sempre affascinante e, tralasciando giustamente ogni noiosa spiegazione sul perchè e sul come sia possibile farlo, si addentra nei risvolti psicologici dell’uomo che si trova a manipolare schemi fuori dalla propria portata e ne vede i riflessi sulla propria vita, al livello più intimo: a leggere la trama sul retro sembra tutt’altro, quindi non leggetela, io l’ho fatto solo quando ho terminato la lettura, mentre mi giravo e rigiravo il libro fra le mani e pensavo.
Bello chiudere un libro e passare qualche minuto a riflettere su ciò che si è letto, no?
Non dirò altro sulla trama, è sufficiente. Leggetelo.
___
Interessante l’articolo di Wu Ming 1, che da qualche anno cura le traduzioni di King (chissà che fine ha fatto Tullio Dobner), a proposito del romanzo.
(Meglio che proseguiate con la lettura dell’articolo solo dopo aver terminato il libro!)
[WM1:] Tra pochi giorni, l’8 novembre, uscirà in simultanea mondiale il nuovo romanzo di Stephen King, 22/11/63.
In Italia l’ho tradotto io. Ci ho lavorato sopra molti mesi. Ho accettato una sfida e sono uscito dalla mia “zona di comfort”. Leggendolo, non vi sarà difficile capire cosa intendo. E’ un libro che mi ha gettato raudi tra i piedi, e mi ha posto svariati problemi (e non parlo dello stile). Problemi che non potevo scrollarmi di dosso alzando le spalle, dicendo: non mi riguardano. Perché me li ero scelti. E’ importante, per uno scrittore, uscire dalla propria “zona di comfort”.
22/11/63 è forse il romanzo più “filosofico” di King, e potrei anche togliere le virgolette. Stimola continuamente riflessioni sul tempo, sul corso della storia, su linearità e cicli, sul ricominciare da capo, sul nostro agire ed essere agiti, sul nostro essere soggetti costituiti che si pensano costituenti… e viceversa, in una scorribanda schizofrenogena, tra teoria delle stringhe e allegorie profonde.
Non vorrai dirmi che tu
sei tu o che io sono io.
Siamo passati come passano gli anni.
Altro di noi non c’è qui che lo specimen
anzi l’imago perpetuantesi
a vuoto –
e acque che ci contemplano e vetrate,
ci pensano al futuro: capofitti nel poi,
postille sempre più fioche
multipli vaghi di noi quali saremo stati.
(Vittorio Sereni, «Altro posto di lavoro», 1975)
22/11/63 è il romanzo più intenzionalmente politico di King. Ma forse lo è di più quando crede di esserlo di meno, e viceversa. Per ora, non posso spiegarmi meglio senza rovinare la lettura.
22/11/63, questo posso dirvelo subito, ha un finale bellissimo.
Ma insomma, di che parla, ‘sto romanzo?
Qui sotto, il testo di un immaginario risvolto di copertina. Soltanto un esercizio di stile: sul vero risvolto c’è scritto altro.
«Se mai hai voluto cambiare il mondo, Jake, questa è la tua occasione. Salva Kennedy. Salva suo fratello. Salva Martin Luther King. Ferma le rivolte razziali. E forse fermerai anche la guerra in Vietnam.»
Non importa quante volte scendi nella “buca del coniglio”: sbucherai sempre nel piazzale di una fabbrica tessile di Lisbon Falls, Maine, ore 11:58 del 9 settembre 1958. E non importa se resti in quel passato per giorni, mesi o anni: al tuo ritorno, saranno sempre trascorsi due minuti.
La “buca del coniglio” è nella dispensa della tavola calda di Al Templeton. Puoi usarla per farti un giro… o per salvare il mondo. Potresti scongiurare una guerra civile, nientemeno: quella strisciante che dilaniò gli USA dopo l’uccisione di John F. Kennedy a Dallas, 22 novembre 1963. Escalation in Vietnam, omicidi politici, rivolte urbane, brutalità poliziesca, scandalo Watergate… Puoi impedire tutto questo, fermare la reazione a catena, se sei disposto a donare cinque anni di vita. E a lottare ogni giorno contro il passato. Perché è inflessibile: non vuole essere cambiato. Accetterai la missione?
Be’, dipende da come andrà un «esperimento»… in una città chiamata Derry.
Un quarto di secolo dopo It, monumentale opera sul passato che ritorna, e un decennio dopo Cuori in Atlantide, popolato dai fantasmi degli anni Sessanta, Stephen King ci sorprende ingaggiando un match con la Storia e regalandoci un ambizioso romanzo-fiume. O meglio, un romanzo-spartiacque nel quale il passato richiama il presente: l’America di Barack Obama, dei Tea Party, di nuove tensioni politiche e sociali.
Yokkao Extreme, selezioni finali
- Yokkao Extreme, selezioni finali
- Yokkao Extreme, selezioni finali (backstage)
- King of the Ring
Finale Selezioni Yokkao Extreme, King of the Ring
18 Dicembre 2011
RIMINI – KING OF THE RING (promoter Milani, Brigliadori, Milani)
Come preannunciato, King Of The Ring è stato un vero successo: match spettacolari con atleti provenienti dall’Olanda hanno saputo regalare al pubblico una serata davvero speciale.
Nella finale della selezioni -65kg, Angelo Campoli (Team De Pro) vince ai punti vs Florenzo Pesare: la maggiore abilità di Campoli, nelle tecniche di clinch, segnano il verdetto.
Corrado Zanchi con Stefania Muay Thai Combat
Corrado Zanchi vincitore finale selezioni Yokkao Extreme con Stefania Muay Thai Combat
Angelo Campoli combatterà a Yokkao Extreme sabato 21 gennaio 2012.
Nella finale delle selezioni -70kg, Diego Santuccio (Team De Pro) vince ai punti contro un Esteban Maza (Team Gualtiero) davvero difficile da battere.
Onore al merito per Santuccio e Maza che, pur essendo grandi amici, combattono fino all’ultimo portando alti i valori di questo sport.
Diego Santuccio combatterà a Yokkao Extreme sabato 21 gennaio 2012.
Tra i match della serata segnaliamo la vittoria del talentuoso Aiman Abou El Magd (Fight Club Riccione) vs Filippo Gallerini (Pro Fighting Rimini) per intervento medico dopo una ginocchiata
Vanni Fae’ vs Alan Saitta
Vanni Fae’ (pantaloncini Yokkao neri) vs Alan Saitta (pantaloncini Yokkao gialli)
saltata al mento, la vittoria del titolo europeo WAKO PRO di Annalisa Bucci vs Najat Hasnouni (Team Holland) e il pareggio di Bruno Franchi (Pro Fighting Rimini) vs Verzonden Van Mijn (Team Holland), quest’ultimo assistito all’angolo dal campione It’s Showtime Fast and Fuorious Robin Van Roosmalen.Showtime Fast and Fuorious Robin Van Roosmalen.

























































