Archive for the ‘Fotografie’ Category
Valentina Vannicola – su( l )reale
Valentina Vannicola – su( l )reale
a cura di Nathalie Santini – 7min photography projects
giovedì 17 dicembre 2009 – ore 19:00
fino al 4 febbraio 2010
dal martedì al sabato 10:30-20:00
domenica 11:00-18:00
s.t. foto libreria galleria presenta, per le festività natalizie, una mostra favolosa: il progetto su(l)reale di Valentina Vannicola, giovane artista italiana alla sua prima personale.
Il tema della mostra, curata da Nathalie Santini/7minutes photography, è la trasposizione contemporanea di due classici della nostra storia letteraria e culturale : “La principessa sul pisello” di Hans Christian Andersen e il “Don Chisciotte” di Cervantes.
Valentina Vannicola mette in scena e fotografa, in ambienti naturali, i personaggi e le azioni di queste due storie e ce ne propone, attraverso una sequenza di scatti, la sua interpretazione visiva. Una sfida creativa nella quale si sono cimentati altri artisti prima di lei: dai pittori ottocenteschi –si pensi alle tele monocrome di Honoré Daumier dedicate al cavaliere della Mancha, agli illustratori contemporanei di libri per bambini.
In questo caso, la traduzione del testo scritto in racconto per immagini diviene essa stessa un percorso da compiere attraverso una serie di passaggi e invenzioni.
Valentina Vannicola è infatti disegnatrice, costumista, scenografa ed infine fotografa. Il suo lavoro inizia dunque sulla carta, dal disegno dello story-board, e procede poi attraverso l’ideazione e la confezione dei costumi, la preparazione del set, la disposizione dei personaggi sulla scena. La ripresa fotografica è dunque l’ultimo e decisivo momento di un progetto di riallestimento contemporaneo dei classici della finzione: un lavoro di regia di grande inventiva e originalità, in cui la nostra illustratrice sceglie di svolgere le più diverse mansioni professionali.
Le scene si svolgono nel paesaggio collinoso e brullo della Maremma laziale, in cui domina un cielo spesso grigio e tempestoso: quasi a ricordarci che la narrazione edulcorata dal rischio non appartiene alle favole.
Qui viene composto il sandwich di coloratissimi materassi in cui la spocchiosa regina della fiaba di Andersen ha nascosto il pisello che rende insonne la modesta principessa; e qui sfilano Don Chisciotte, col suo ronzino, e Sancho Panza: tutti attori non professionisti, abitanti dello stesso nucleo cittadino in cui è cresciuta l’artista.
L’attrice co-protagonista della serie Escape –questo il titolo della serie fotografica dedicata al romanzo di Cervantes- è una casalinga di oggi, a tal punto presa dalla lettura del Don Chisciotte da svolgere le sue noiose faccende quotidiane con gli occhi fissi sul libro.
E così il cerchio si chiude: mentre la donna, passando l’aspirapolvere, resta immersa nel mondo della finzione, alle sue spalle il vero Don Chisciotte, si inginocchia ai piedi di una contadinotta, immaginando di vivere una ben altra vicenda d’ amore cavalleresco.
In mostra, oltre alle stampe fotografiche esposte a parete e a una edizione in piccolo formato di entrambe le storie, saranno presentati anche i bozzetti originali del lavoro di messa in scena.
Sul reale e sulla fantasia; per permettere ai sogni di entrare nella realtà e rendere ciò che è ordinario straordinario.
Il lavoro di Valentina Vannicola trasporta lo spettatore in una dimensione surreale, senza gravità, in cui non esistono limiti e chiunque può ritrovarsi eroe. La fotografa ha materializzato il suo immaginario sulle colline dove è cresciuta chiedendo agli abitanti del suo paese natale di rivestire i panni di personaggi di favole spesso re-interpretate e coinvolgendo questi attori improvvisati in un gioco, le cui uniche regole sono curiosità e fantasia. Una ricerca sull’identità, la realtà e l’immaginazione.
Così, negli scatti di Escape, Valentina racconta l’evasione di una casalinga immersa a tal punto nella lettura del Don Chisciotte di Cervantes da venire catapultata all’interno del romanzo mentre si dedica alle faccende di tutti i giorni.
Fotografie in cui la gioia e l’umorismo sono presenti in ogni dettaglio: dal soggetto, ai costumi e alle scenografie (realizzati dalla fotografa), ai colori stessi delle immagini. Con talento e delicatezza Valentina Vannicola ci invita a entrare nel suo universo fantastico.
– Nathalie Santini
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Nata nel 1982, Valentina Vannicola studia fotografia alla Scuola Romana di Fotografia. Inizialmente attratta dal reportage, presto se ne distacca intraprendendo un lavoro di ricerca personale in cui, in un mondo parallelo e fantastico, racconta attraverso le sue immagini ricordi, sogni e realtà. I suoi lavori ricreano un mondo immaginario abitato da persone a lei care che vestono i panni di personaggi inventati, in uno scambio continuo di ruoli.
Mimmo Jodice – Figure del mare (Mostra fotografica a Capri)
Mimmo Jodice, “Figure del Mare”
A cura di Roberta Valtorta
Certosa di San Giacomo, Stanze del Priore, Capri
Periodo: dal 10 luglio al 4 settembre 2010
Mimmo Jodice è uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, la cui opera è riconosciuta a livello internazionale. Dalle prime sperimentazioni sui codici, le tecniche, i concetti della fotografia, alle indagini sui mali sociali di Napoli e del Sud dell’Italia.
Dal lungo lavoro sulla complessità del paesaggio contemporaneo e sulle grandi città di molte parti del mondo, all’approfondimento del tema dell’archeologia, dell’arte antica, della cultura del Mediterraneo, fino alla narrazione del mare come luogo assoluto, la sua opera vasta e intensa attraversa più di quattro decenni.
Questa mostra, in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo raccoglie la riflessione più profonda e più recente dell’artista, nella quale due grandi temi si intrecciano: la visione del mare come luogo del vuoto, dell’assenza di paesaggio, del silenzio, della sospensione temporale come risposta al caos della vita contemporanea; la persistenza del passato nel presente, attraverso la rappresentazione di frammenti di corpi e di volti di sculture della classicità, resti dell’antica civiltà del Mediterraneo che il mare stesso si è incaricato di conservare, rimodellare e infine restituirci.
Il Mediterraneo, ventre e laboratorio di storia e di cultura, è per Jodice un luogo sentimentale e mentale che gli permette di portare a piena espressione, nella stagione della maturità, la coincidenza tra immagine ed emozione che aveva caratterizzato le irrequiete ricerche dei suoi esordi.
Il titolo della mostra, Figure del mare, indica non solo la plasticità di questi antichi volti e corpi restituiti dall’acqua, ma anche il mare stesso come vera e propria figura che appartiene profondamente al pensiero e alla visionarietà di Jodice, artista lontano da un’idea di fotografia come strumento descrittivo e documentario e invece da sempre sostenitore di un tipo di immagine carica di memoria, ricca delle molte forme dell’arte, orientata verso un sentimento metafisico della realtà visibile.
LeRoy Grannis, Surf Photography of the 1960s and 1970s
“When most surf photographers were shooting from the beach with telephoto lenses, LeRoy Grannis was living the sport. His action shots capture the kinetic exhilaration of the waves.”
– Men’s Health, New York
LeRoy ‘Granny’ Grannis (born August 12, 1917) is a retired photographer. His portfolio of photography of surfing and related sea images from the 1960s enjoys a reputation that led The New York Times to dub him “the godfather of surfphotography.” He was born in Hermosa Beach, California. (wikipedia)
LeRoy Grannis, Surf Photography of the 1960s and 1970s
Heimann, Jim (Editor) – Barilotti, Steve / Grannis, LeRoy
Hardcover, 24 x 31.5 cm (9.4 x 12.4 in.), 256 pages – $ 19.99
ISBN: 978-3-8365-2397-4
Multilingual Edition: English, French, German
Availability: September 2010
taschen.com
Enjoy (Gay) Rugby in the Capital of Love
Mi ha molto colpito questa campagna pubblicitaria del 2007, che ho scoperto di recente.
Per altre foto sul rugby, vedi il mio blog fotografico dedicato al rugby: www.rugbyphotographer.org
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I parigini scelgono il rugby gay per attirare gli spettatori
(23/07/2007)
E’ risaputo: Parigi è la capitale dell’amore. Quest’autunno, proprio questa capitale, come il resto del paese, diventerà anche la città del Rugby attraverso l’organizzazione della Coppa del Mondo, dal 7 settembre al 20 ottobre.
Ebbene, per l’occasione, il Comitato Regionale del Turismo dell’Ile de France ha lanciato una campagna pubblicitaria sulla stampa inglese e sui muri della metropolitana londinese che sta facendo discutere parecchio.
“Enjoy rugby in the capital of love” si legge sui manifesti in questione. E si vedono due squadre di rugby (una in divisa blu, come quella dei Francesi, e l’altra, fatta da bei ragazzotti muscolosi, con delle maglie bianche come la squadra inglese) nel bel mezzo di un’ammucchiata. Presi nell’abbraccio agonistico, tuttavia, i due avversari non sembrano affatto provare nessuna forma di odio l’uno verso l’altro, visto che le due prime linee si abbraccio e si baciano appassionatamente in bocca, mentre quelli dietro si toccano in modo equivoco, con mani sui sederi e sotto le magliette dei compagni.
Per l’ufficio del turismo, l’obiettivo è stato raggiunto. La pubblicità ha fatto parlare di sè al di là della Manica. In un paese in cui l’omosessualità nello sport rimane largamente un tabù, nessun giornale si è rifiutato di pubblicare la pubblicità nelle sue pagine.
L’Europa, ancora una volta, ci ha dato una lezione di civiltà e chi, dalle nostre parti, si è scandalizzato per la pubblicità del Gay Village con gli orsetti, dovrebbe veramente vergognarsi.
Secondo il giornale gay Tetu, l’edizione del Times tuttavia è stata bloccata alla dogana dell’Emirato arabo di Dubai dalla commissione di censuale, fin quando non è stato dato il consenso ritenendo che “questa pubblicità rappresenta uno sporto di contatto. In realtà i giocatori non si abbracciano in un atto quasi sessuale, ma sembrano piuttosto essere sul punto di mordersi”.
Insomma, anche dove esiste una qualche forma di censura, la ragionevolezza e l’intelligenza riescono a far trovare degli escamotage (anche se veramente assurdi) per riuscire a sorridere su una bella trovata pubblicitaria.
La Moratti, forse, dovrebbe andare a prendere lezioni a Dubai…
Fonte: queerway.it





























