Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Archive for the ‘Fotografie’ Category

Stephen Shore, Uncommon Places

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Written by filippo

12 luglio 2012 at 7:12 PM

René Aubry Ensemble

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Rene Aubry, photo 1

Rene Aubry, photo 1

Rene Aubry, photo 2

Rene Aubry, photo 2

Rene Aubry, photo 3

Rene Aubry, photo 3

Rene Aubry, photo 4

Rene Aubry, photo 4

Rene Aubry, photo 5

Rene Aubry, photo 5

Rene Aubry, photo 6

Rene Aubry, photo 6

Rene Aubry, photo 7

Rene Aubry, photo 7

Rene Aubry, photo 8

Rene Aubry, photo 8

Rene Aubry, photo 9

Rene Aubry, photo 9

Una manciata di foto del concerto di René Aubry nell’ex Abbazia Benedettina di Monastier.
La location è fanstastica; perfetta per la musica di René.

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René Aubry Ensemble
Sabato 7 Luglio 2012, ore 21.30
Ex Abbazia Benedettina – Monastier (Treviso)

“René Aubry nasce a Epinal nel 1956.
Ha composto diverse colonne sonore per film e musiche per balletti, per artisti come Carolyn Carlson, Pina Bausch e Philippe Genty.
Se la musica di René Aubry fosse un colore sarebbe il rosso di un tramonto estivo, se fosse una città sarebbe la Sua città, Parigi, se fosse una colonna sonora probabilmente sarebbe quella di un film di Fellini.
Chiamatelo mister gentilezza, definite la sua musica quanto di più delicato si possa ascoltare in giro, ditegli pure che a suo modo è un genio: non ve ne avrà di certo a male. 15 album alle spalle, disparate colonne sonore, René Aubry stupisce sempre.”

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Written by filippo

10 luglio 2012 at 7:07 PM

Pubblicato su Fotografie

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1984: Fotografie da Viaggio in Italia

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1984: Fotografie da Viaggio in Italia. Omaggio a Luigi Ghirri

1984: Fotografie da Viaggio in Italia. Omaggio a Luigi Ghirri
11 Luglio – 26 Agosto 2012
A cura di Roberta Valtorta

Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6, 20121 –  Milano.

Orari: Martedì – Domenica 10.30 – 20.30, Giovedì 10.30 – 23.00
Ingresso: Gratuito

Il Museo di Fotografia Contemporanea rende omaggio a Luigi Ghirri in occasione del ventennale della morte proponendo al pubblico una selezione di fotografie dalla mostra “Viaggio in Italia”, il progetto da lui curato nel 1984 che divenne il manifesto della “scuola italiana di paesaggio”. Le fotografie, ora parte delle collezioni del Museo, vengono per la prima volta presentate al pubblico dopo il restauro finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno e la collaborazione scientifica della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (PaBAAC).

Alla fine degli anni Settanta Luigi Ghirri, uno dei grandi maestri della fotografia contemporanea italiana e internazionale, concepisce uno straordinario progetto di “rifondazione” dell’immagine del paesaggio italiano. Nel 1984 il progetto “Viaggio in Italia” prende forma in una mostra alla Pinacoteca Provinciale di Bari e in un libro pubblicato dal Quadrante di Alessandria, con un testo di Arturo Carlo Quintavalle e uno scritto di Gianni Celati. Vi prendono parte venti fotografi, per la maggior parte italiani: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giannantonio Battistella, Vincenzo Castella, Andrea Cavazzuti, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Carlo Garzia, Guido Guidi, Luigi Ghirri, Shelley Hill, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Claud Nori, Umberto Sartorello, Mario Tinelli, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Cuchi White. Molti di loro sono oggi artisti molto noti a livello internazionale.

Le fotografie di “Viaggio in Italia” rappresentano un calmo e raffinato esercizio della visione e propongono un nuovo ABC del paesaggio italiano indagato nei suoi elementi primari grazie a un approccio intellettuale e al tempo stesso affettivo, privo di retorica, stereotipi, gerarchie. Sono fotografie on the road, apparentemente semplici, silenziose, un po’ pensose, attente ai molti luoghi della provincia ma anche alle città: lontane dal reportage sensazionalistico, sono un invito a rivolgere lo sguardo alla quotidianità e alla normalità carica di poesia del paesaggio che ci sta intorno.

A distanza di quasi trent’anni, il progetto ghirriano offre una emozionante riflessione sull’identità del “Bel Paese” ricercata nel racconto di luoghi che ormai si sono completamente trasformati, spesso perdendo quella armonia tra natura e cultura che era un tratto così profondamente italiano.

La mostra presenta 100 fotografie da “Viaggio In Italia”, una serie di fotografie di Giovanna Calvenzi che documentano la mostra e il convegno che si tennero nel 1984 alla Pinacoteca Provinciale di Bari, e il film di Maurizio Magri con sceneggiatura di Vittore Fossati “Viaggio in Italia. I fotografi vent’anni dopo”, prodotto dal Museo di Fotografia Contemporanea nel 2004, ormai esaurito e ristampato per l’occasione.

Il pubblico potrà trovare in vendita presso il bookshop della Triennale il dvd del film di Maurizio Magri, il libro “Racconti dal paesaggio. 1984-2004 A vent’anni da Viaggio in Italia” edito da Museo di Fotografia Contemporanea/ Lupetti Editori di Comunicazione nel 2004, una tiratura straordinaria di multipli d’autore di fotografie di Mario Cresci, Guido Guidi e Mimmo Jodice realizzati con la tecnologia Epson Digigraphie® a cura dell’associazione Amici del Museo di Fotografia Contemporanea.

Fonte: triennale.it

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Written by filippo

9 luglio 2012 at 10:54 am

Michael Nyman, Cine Opera

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Michael Nyman, Cine Opera, photo 1

Michael Nyman, Cine Opera, photo 1

Michael Nyman, Cine Opera, photo 2

Michael Nyman, Cine Opera, photo 2

Michael Nyman, Cine Opera, photo 3

Michael Nyman, Cine Opera, photo 3

Michael Nyman, Cine Opera, photo 4

Michael Nyman, Cine Opera, photo 4

Michael Nyman, Cine Opera, photo 5

Michael Nyman, Cine Opera, photo 5

Michael Nyman, Cine Opera, photo 6

Michael Nyman, Cine Opera, photo 6

Michael Nyman, Cine Opera, photo 7

Michael Nyman, Cine Opera, photo 7

Michael Nyman, Cine Opera, photo 8

Michael Nyman, Cine Opera, photo 8

Michael Nyman, Cine Opera, photo 9

Michael Nyman, Cine Opera, photo 9

Michael Nyman, Cine Opera, photo 10

Michael Nyman, Cine Opera, photo 10

Michael Nyman, Cine Opera, photo 11

Michael Nyman, Cine Opera, photo 11

Michael Nyman, Cine Opera, photo 12

Michael Nyman, Cine Opera, photo 12

Michael Nyman, Cine Opera, photo 13

Michael Nyman, Cine Opera, photo 13

Michael Nyman, Cine Opera, photo 14

Michael Nyman, Cine Opera, photo 14

Michael Nyman, Cine Opera, photo 15

Michael Nyman, Cine Opera, photo 15

Michael Nyman, Cine Opera, photo 16

Michael Nyman, Cine Opera, photo 16

The Michael Nyman Band – Cine Opera
Inaugurazione “Emilia Romagna Festival 2012”
Martedì 3 Luglio 2012
Piazzetta della Misura, Forlì

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La società è in crisi, la cultura vacilla e la terra trema, ma l’Emilia Romagna Festival non ha dubbi: “il concerto si farà”. Questa la frase che sigla il cartellone della XII edizione del più grande festival d’area italiano, che ogni anno propone un viaggio musicale tra le splendide città della regione.

Il concerto d’inaugurazione sarà sotto il segno del cinema. Martedì 3 luglio, alla Piazzetta della Misura di Forlì, Michael Nyman & Band apriranno il festival con una PRIMA MONDIALE: Cine Opera.

Già protagonista del concerto di beneficenza del 2 luglio, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla popolazione emiliana colpita dal sisma, Michael Nyman torna sul palco in un concerto che affianca l’immagine alla musica dal vivo.

Cineopera offre un minuzioso intreccio di immagini reali, raccolte come in un diario durante decenni di tournée a contatto con le più diverse culture, guardando con freddezza all’estetica dei reality, e con tenerezza ai gesti quotidiani.

Nella seconda parte, il percorso visivo e musicale proseguirà con NYman With A Movie Camera, progetto già presentato con successo al Torino Film Festival, che propone una ricostruzione del film di Dziga Vertov attraverso l’occhio della camera di Nyman : un mosaico dell’immaginario ricamato con lo stesso filo usato da Vertov nei cinegiornali.

Le immagini si fonderanno indissolubilmente alla musica. Tra i brani proposti ci saranno composizioni originali e le colonne sonore più premiate della sua eclettica carriera. Nyman è infatti celebre per aver firmato le musiche dei film di Peter Greenaway, come I misteri del giardino di Compton House e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante; Fine di una storia di Neil Jordan; alcune pellicole di Michael Winterbottom, tra cui Wonderland; l’hollywoodiano Gattaca e, naturalmente l’indimenticabile Lezioni di Piano, il film del ’93 di Jane Campion, della cui colonna sonora sono state vendute oltre tre milioni di copie.

Le musiche saranno eseguite dalla Michael Nyman Band. Nata sul palcoscenico del National Theatre come immaginaria band di strada veneziana nel Campiello di Goldoni, il gruppo usava unicamente strumenti musicali antichi. Quando gli strumenti antichi furono sostituiti da equivalenti moderni, la Campiello Band divenne l’attuale formazione amplificata, che accompagna il compositore minimalista ormai da quasi 40 anni.

L’Emilia Romagna Festival celebra così i cinquant’anni dalla nascita del minimalismo, confermandosi come strumento di diffusione della musica colta a un vasto pubblico. Scrive infatti il direttore e celebre flautista M° Massimo Mercelli: “Passare qualche momento in compagnia, sentendosi parte integrante di una comunità, ascoltando cose belle, nuove e antiche, con interpreti che sono ambasciatori del passato e tedofori di un futuro (migliore?) è tutto quello che con gioia ERF propone, con l’affetto, la tenacia e la passione di sempre.”

Prima Parte: CINEOPERA (PRIMA MONDIALE)
Video e musiche di Michael Nyman
Slow Walkers
No Bull
Witness 1
Fish Beach
Knowing the Ropes

Seconda Parte: NYMAN WITH A MOVIE CAMERA
Video e musiche di Michael Nyman

Ricostruzione per sequenze dell’Uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov in cui le inquadrature originali sono sostituite da quelle dell’archivio filmico di Michael Nyman.

Musiche di Nyman tratte dalle sue più celebri colonne sonore : The Draughtman’s Contract (Il Mistero del Giardino di Compton House), Prospero’s Books (L’Ultima Tempesta), The Piano (Lezioni di Piano), etc.

Fonico: Ralph Harrison

CineOpera – Prima Nazionale (durata: 25min circa):

Cine Opera comprende una serie di video girati dall’artista Michael Nyman in diverse parti del mondo durante gli ultimi quindici anni.

Nata dai suoi viaggi in giro per il mondo, da un percorso introspettivo e dalle scoperte dettate dai cambiamenti della vita, questa collana è una raccolta di più di 45 registrazioni cinematografiche che documentano alcune pillole dalla vita di tutti i giorni, fatti spontanei e altre circostanze scelte attraverso un’osservazione diretta.
Questo lavoro è un tentativo di catturare le culture esistenti e le tradizioni dimenticate in un format che esemplifica uno studio cronistico della vita quotidiana moderna. Sebbene un facile parallelo evidente possa essere fatto con il fenomeno attuale dei reality TV nella cultura popolare e in alcuni casi con la discussione sui diffusissimi sistemi di sorveglianza CCTV in molti Paesi, le intenzioni di Nyman vanno oltre la semplice osservazione e un’ovvia critica del controllo costante e del voyeurismo nelle società contemporanee. “Cine Opera” si appropria dei contenuti della vita di tutti i giorni e ci consegna una visione non convenzionale ma allo stesso tempo spietatamente vera del mondo nel quale viviamo.

I filmati sono meravigliosamente accompagnati dalle colonne sonore di Nyman, profondamente influenzate dai suoni dei luoghi e dal suo ampio repertorio musicale. Il risultato è che l’ordinario diventa bizzarro, l’ignoto romantico e ciò che era trascurato viene improvvisamente richiamato alla mente.

La raccolta appare come uno studio approfondito dei nostri tempi complessi e tenta di riflettere sulla condizione umana in questo inizio di secolo.

Tra i più amati e innovativi compositori inglesi, MICHAEL NYMAN ha scritto opere, colonne sonore, concerti per quartetti d’archi e orchestre. Molto più di un compositore, Nyman è inoltre musicista, direttore d’orchestra, pianista, autore, musicologo e ora anche fotografo e regista.

Sebbene sia troppo modesto per accettare la definizione di “Uomo Rinascimentale”, la sua fervente creatività lo ha reso uno delle più affascinanti e influenti icone culturali della nostra epoca.

Giunto a questo punto di una lunga e felice carriera, avrebbe potuto accontentarsi di un meritato riposo sui suoi considerevoli allori. Tuttavia, invece di contemplare una vita di successi, che va dalla colonna sonora di Lezioni di Piano (vincitrice agli Oscar) all’opera The Man Who Mistook His Wife For A Hat, passando per una serie di importanti collaborazioni, da Sir Harrison Birtwistle a Damon Albarn, continua a guardare avanti, ampliando sempre i confini della propria arte.

Michael Nyman non è l’artista isolato nella propria torre d’avorio, il suo calendario è pieno di tournée in tutto il mondo con la Michael Nyman Band e di collaborazioni con diversi artisti, come il cantante David MacAlmont, un trio polacco e l’innovativo artista del suono Carsten Nicolai.

Nyman segna il proprio percorso nel mondo della musica a partire dalla fine degli anni Sessanta, quando conia il termine Minimalismo e, poco più che ventenne, si vede assegnata la prima commissione: la stesura del libretto per l’opera di Birtwistle Down By The Greenwood Side.

Nel 1976 dà vita al proprio ensemble, la Campiello Band (ora Michael Nyman Band) che da allora è il laboratorio in cui nascono le sue opere sperimentali e innovative. Da oltre trent’anni gode inoltre di una brillante fama come compositore di colonne sonore, ruolo per cui è principalmente conosciuto dal grande pubblico.

Tra le più celebri colonne sonore composte da Nyman si annoverano una dozzina di film di Peter Greenaway, come I misteri del giardino di Compton House e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante; Fine di una storia di Neil Jordan; alcune pellicole di Michael Winterbottom, tra cui Wonderland e Tristram Shandy: A Cock and A Bull Story; l’hollywoodiano Gattaca e, naturalmente l’indimenticabile Lezioni di Piano, il film del ’93 di Jane Campion, della cui colonna sonora sono state vendute oltre tre milioni di copie. Nel ’99 ha inoltre scritto la musica per L’insaziabile (di Antonia Bird) a quattro mani con l’amico Damon Albarn.

La sua reputazione tra i critici si fonda su un invidiabile insieme di lavori scritti per vari tipi di ensemble. Non solo la Michael Nyman Band, ma anche orchestre sinfoniche, cori e quartetti d’archi. Ha inoltre scritto alcune opere, tra cui The Man Who Mistook His Wife For a Hat (1986) e Facing Goya (2000) e composto musica per balletto per alcuni dei più affermati coreografi del mondo.

Nel 2008 ha pubblicato Sublime, un elegante raccolta di fotografie da lui stesso realizzate. La sua prima mostra, Videofile, in cui le immagini sono esposte accanto a una serie di cortometraggi, è stata allestita anche al De la Warr Pavillion all’inizio del 2009.

In tour con la Michael Nyman Band ha eseguito le musiche dal vivo del film muto del 1929 L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov.

Ha poi realizzato il film NYman WIth a Movie Camera, presentato anche al Torino Film Festival: una ricostruzione per sequenze dell’Uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov in cui le inquadrature originali sono sostituite da quelle dell’archivio filmico di Michael Nyman, un mosaico dell’immaginario ricamato con lo stesso filo usato da Vertov nei cinegiornali.

Continua a portare in concerto con la Michael Nyman Band il ciclo di canzoni The Glare realizzato in collaborazione con il cantante pop David McAlmont, una delle voci più apprezzate nel Regno Unito.

Il prolifico compositore e pianista inglese ha appena vinto il “The Ivors Classical Music Award”. Con la Michael Nyman Band ha realizzato il progetto “6 Celan Songs”, una suite di canzoni basate sulle poesie di Paul Celan, inserite in un programma che include estratti di musiche da film di Nyman relative ad Auschwitz con la presenza in palcoscenico di cantanti ed attori per un concerto reading di grande impatto.

La MICHAEL NYMAN BAND nasce dall’orchestra che accompagnava Michael Nyman durante l’esecuzione del Campiello di Goldoni sul palcoscenico del National Theatre nell’ottobre 1976.

L’immaginaria band di strada veneziana usava unicamente strumenti musicali antichi affiancati da strumenti moderni, così che la ribeca e gli altri strumenti erano miscelati con il sassofono e il banjo per produrre un suono il più forte possibile senza ricorrere all’amplificazione.

Questo gruppo gettò le basi della Campiello Band che ha iniziato ad esibirsi nel foyer del National Theatre nel 1977, e per il quale Michael Nyman scrisse In Re Don Giovanni, incluso negli album Michael Nyman e Michael Nyman… Live.

Quando – per varie ragioni – gli strumenti antichi furono sostituiti da equivalenti moderni, la Campiello Band divenne l’amplificata Michael Nyman Band con l’organico standard di un quartetto d’archi, tre sassofoni, trombone basso, chitarra basso e pianoforte. Tromba e corno sono aggiunti per richieste particolari, così come le voci di Sarah Leonard (Memorial) o Hilary Summers (The Diary of Anne Frank e Cycle of Disquitude).

Fonte: e20romagna.it

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Written by filippo

6 luglio 2012 at 10:49 PM

Saul Leiter al Forma di Milano

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Saul Leiter, Early Colors

22 giugno 2012 – 16 settembre 2012
presso Forma, Piazza Tito Lucrezio Caro 1 – 20136 Milano

Tutti i giorni dalle 11 alle 21
Giovedì e venerdì dalle 11 alle 23
Lunedì chiuso

Costo biglietto: intero: 7,50 euro, ridotto: 6 euro, Scuole: 4 euro
Per informazioni: 02.5811.8067, 02.8907.5419

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La filosofia del vero fotografo di strada, quello che lascia lo studio per correre lungo i marciapiedi e cercare il ritmo della città nelle insegne al neon o nei visi dei passanti, sembra disegnata su misura per Saul Leiter.

Americano di Pittsburgh, classe 1923, Leiter è attratto già durante l’adolescenza dalla pittura. Lascia ben presto gli studi da rabbino e il destino che la famiglia aveva progettato per lui e si sposta a New York dove continua la sua ricerca pittorica.

La visita a una mostra di Cartier-Bresson, nel 1947, deciderà il suo futuro: si procura una Leica e senza trascurare mai del tutto la pittura, comincia a percorrere la città di New York e a fermare in immagini straordinarie, prima in bianco e nero, poi anche a colori, le atmosfere, gli sguardi e gli incontri occasionali, perfino i profumi e gli odori, della metropoli.
Leiter ha collaborato a lungo, soprattutto come fotografo di moda, con riviste come Life o anche Harper’s Bazaar, Elle, Nova, Vogue e Queen e in questi anni non ha mai smesso di osservare e di lavorare sulla visione. O meglio, sulle tante, possibili visioni che una vita di osservatore professionista gli offre.

Le sue trasparenze sono sofisticatissime e semplici, come i titoli delle foto: suole, semaforo rosso, cappello di paglia… Perché è proprio un particolare, sistemato magari al lato estremo dell’inquadratura, che rende significativo quello scorcio, quello sguardo, quel lampo di luce, quella particolare giornata.

E poi, quando i titoli non bastano più, ci saranno tante foto chiamate semplicemente strada, strada, strada: palcoscenico straordinario, regno del voyeurismo e del distacco.

Ancora oggi, non ho perso il piacere di osservare le cose e ammirarle e scattare fotografie o dipingere. A volte, mi sveglio nel mezzo della notte e prendo un libro di Matisse, o di Cézanne o Sotatsu. Un dettaglio che non avevo notato prima, di colpo attrae la mia attenzione. Dipingere è magnifico. Quando mi stendo sul letto penso alla pittura. Amo fotografare ma la pittura è un’altra cosa. Ho sempre fotografato in modo molto libero, senza avere in testa nessuna particolare immagine, fotografia o dipinto, che sia. Chi vede i miei dipinti pensa che esiste una relazione tra l’uso del colore nei miei quadri e nelle fotografie. … Cerco di rispettare determinate nozioni di bellezza anche se per qualcuno si tratta di concetti vecchio stile. Certi fotografi pensano che fotografando la miseria umana, puntano i riflettori su problemi seri. Io non penso che la miseria sia più profonda della felicità. – Saul Leiter

La mostra di Forma, realizzata in collaborazione con la Galleria Howard Greenberg di New York, presenta una selezione straordinaria e inedita di fotografie in bianco e nero, a colori, quadri astratti e figurativi oltre a una serie di splendide polaroid dipinte.

Saul Leiter nasce nel 1923 a Pittsburgh e comincia i suoi studi alla scuola teologica di Cleveland. A 23 anni intraprende la carriera di pittore a New York. Le sue prime foto in bianco e nero vengono esposte al MoMA. Alla fine degli anni Cinquanta le sue foto di moda appaiono su Esquire e su Harper’s Bazaar. Nei successivi venti anni Leiter continua a lavorare per la moda. Vive, dipinge e fotografa a New York.

formafoto.it

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Written by filippo

6 luglio 2012 at 4:51 PM