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Villa Silvia Rock Camp 2011

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Villa Silvia Rock Camp 2011

Villa Silvia Rock Camp 2011

Il “Villa Silvia Rock Camp”, giunto alla sua 7a edizione, si presenta come un grande contenitore di eventi, che si svolgeranno venerdì e sabato 15 e 16 luglio 2011, all’interno della splendida “Villa Silvia” di Lizzano, antica residenza nota anche per aver ospitato di frequente il poeta, nonché Premio Nobel per la letteratura, Giosué Carducci.

Musica, mostre, teatro, performance di vario tipo, banchetti espositivi, lezioni di arti marziali e, soprattutto, i concerti live faranno da sfondo a una manifestazione che lo scorso anno ha visto la partecipazione di seimila giovani.

Altre info qui: villasilviarockcamp.buliro.it

Nell’atelier vi saranno le opere fotografiche di: Antonello Zoffoli, Daniele Montesi, Elena Zanuccoli, Elisa Giunchi, Emanuele Benini, Filippo Venturi, Francesco Fagioli, Luca Benini, Luca Bratti, Matteo Galacci, Paolo Esposito, Renato Rivalta. Il Gruppo Fotografico 93 presenta “Storia di immagini e parole”.

In particolare vi saranno le seguenti mie fotografie:

Written by filippo

15 luglio 2011 at 9:00 am

Punkreas aggrediti durante la notte

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Punkreas aggrediti durante la notte

Punkreas aggrediti durante la notte

Così come ricevuto, pubblico:

Stendiamo il presente comunicato per rendere pubblica la gravissima situazione che ci ha visto involontari protagonisti nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2011 presso l’Euro Hotel di Nichelino, alle porte di Torino.

Dopo il concerto dei Punkreas tenutosi presso il Free Music Festival di Nichelino, ci dirigiamo verso l’albergo insieme alla crew e ai rapper Anti L’Onesto e Dj Noko che hanno chiuso la serata e che viaggiano con noi. Arrivati sul posto, attorno alle ore 02:00 constatiamo la presenza di militari in divisa – carabinieri – che presidiano l’entrata e immediatamente ci si approcciano con modi poco amichevoli. Veniamo inoltre a conoscenza del fatto che l’albergo ospita un alto numero di carabinieri (70-100), presumibilmente destinati a servizio di O.P. in Val di Susa, dove il giorno precedente si sono avuti duri scontri con ampio uso di lacrimogeni contro i manifestanti. Alcuni di noi, come da consolidata tradizione, si ritrovano nella camera di Paletta per parlare del concerto appena effettuato e fare gli ultimi saluti prima di raggiungere le rispettive stanze. Dopo circa un’ora, il gruppetto si scioglie e restano nella stanza solo Paletta, Gagno e il fonico Gianluca Amen, che continuano a chiaccherare.

Quando sono circa le 03:30, senza aver avuto peraltro alcun avviso o richiamo né dalla direzione né dagli ospiti delle stanze confinanti, i 3 sentono dapprima bussare violentemente alla porta e subito dopo cominciano ad avvertire difficoltà respiratorie che in breve diventano sempre più pronunciate, unitamente a bruciore intensissimo a gola e occhi. In breve, si rendono conto che qualcuno sta pompando gas urticante da sotto la soglia della porta della camera. Sentendo rumori e grida di sfida e di scherno dall’esterno, e nonostante la situazione sia resa anche più grave dall’impossibilità di aprire completamente la finestra della camera , i 3 decidono di non uscire, per timore di aggressioni fisiche. Si chiudono momentaneamente nel bagno, sperando così – e con l’ausilio degli asciugamani bagnati – di limitare i danni e resistere a quello che sembra un vero e proprio assalto.

Immaginatevi 3 persone chiuse in una camera satura di gas iniettato dall’esterno da un numero indefinito ma alto di militari che gridano di volersi vendicare di un tono di voce – a loro detta – troppo alto. Nel frattempo qualcuno nelle stanze vicine sente qualcosa. Il primo ad affacciarsi è Anti, che subito si trova la strada sbarrata da tre militari in borghese, muniti di manganello. Il rapper viene schiaffeggiato, malmenato e spinto nel bagno. Gli viene intimato di non uscire dalla stanza e di “farsi i cazzi suoi”. A questo punto si sveglia il band manager Ruvido che si rende subito conto della gravità della situazione e chiama immediatamente ambulanza e carabinieri di Nichelino. Nel frattempo band e crew si compattano per affrontare la situazione. Solo a quel punto, rendendosi conto di avere a che fare con persone che potrebbero godere di attenzione mediatica, i militari cambiano repentinamente atteggiamento tentando di minimizzare l’accaduto. Appaiono graduati che si offrono insistentemente di trovarci dapprima delle nuove camere, poi addirittura un nuovo hotel.

Ovviamente rifiutiamo, raccogliamo i nostri bagagli e ripartiamo da Torino con destinazione casa. Abbiamo deciso di rendere noto l’accaduto non solo perché di per sé vergognoso e meritevole di suscitare indignazione, ma anche perché abbiamo avuto la netta sensazione che le cose sarebbero precipitate ulteriormente se non avessimo dato velocemente l’impressione di avere immediati e sufficientemente influenti contatti esterni (agenzia, ufficio stampa, avvocato). Per una lunghissima mezz’ora noi, e in particolare i 3 chiusi in camera, ci siamo sentiti come devono essersi sentiti Uva, Cucchi, Aldrovrandi, e tanti, tantissimi, troppi altri finiti senza possibilità di difendersi nella mani di chi abusa del suo potere per scopi che nulla hanno a che vedere con l’ordine pubblico.

Punkreas & Crew

Written by filippo

30 giugno 2011 at 6:25 PM

Pubblicato su Attualità, Songs

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi!

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Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 1

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 1

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 2

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 2

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 3

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 3

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 4

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 4

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 5

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 5

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 6

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 6

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 7

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 7

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 8

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 8

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 9

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 9

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 10

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 10

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 11

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 11

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 12

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 12

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 13

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 13

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 14

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 14

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 15

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 15

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 16

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 16

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 17

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 17

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 18

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 18

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 19

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 19

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 20

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 20

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 21

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 21

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 22

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 22

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 23

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 23

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 24

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 24

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 25

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 25

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 26

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 26

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 27

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 27

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 28

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 28

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 29

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 29

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 30

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 30

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 31

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 31

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 32

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi (festa per i 110 anni della Fiom), foto 32

Signori entra il lavoro. Tutti in piedi

Venerdì 17 giugno Michele Santoro ha presentato “Signori entra il lavoro. Tutti in piedi”.
L’evento, che si è svolto al parco di Villa Angeletti di Bologna, è stato organizzato dalla Fiom in occasione dei 110 anni del sindacato ed ha visto una partecipazione di ben 25.000 persone.
Si è parlato di costituzione, diritti e lavoro.

Fra gli ospiti: Michele Santoro, Vauro Senesi, Serena Dandini, Marco Travaglio, Antonio Ingroia, Elisa Anzaldo, Daniele Silvestri, Subsonica, Max Paiella, Maurizio Crozza, i giornalisti di Anno zero e tanti altri… a sorpresa è intervenuto anche Roberto Benigni.

Molto interessante l’intervento del Segretario Nazionale della Fiom, Maurizio Landini (finalmente un vero sindacalista, verrebbe da dire).

L’area stampa era stata intelligentemente posizionata dietro al palco, così che oltre a fotografare in condizioni di luce difficile, spesso si è dovuto osservare gli ospiti di spalle. Non bastasse questo, l’operatore con la steady cam che si muoveva sul palco non perdeva occasione per frapporsi fra l’area stampa e l’ospite sul palco.

E’ stata una gran bella serata, deludente però a livello fotografico.

E’ possibile rivedere online la serata qui.

Written by filippo

23 giugno 2011 at 4:10 PM

Pubblicato su Attualità, Fotografie

Problematiche sullo skateboarding ravennate

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Problematiche sullo skateboarding ravennate

Problematiche sullo skateboarding ravennate

Aggiornamento del 13 Maggio 2011

Il Sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha risposto alla lettera di Marco Morigi. Ecco il testo:

Gentilissimo Signor Morigi,
La ringrazio per avermi scritto.
Sono pienamente d’accordo con Lei sul fatto che lo skateboarding sia un “fenomeno” che va ben oltre l’attività sportiva e costituisca un ottimo strumento di aggregazione giovanile.
Purtroppo i forti tagli imposti al bilancio comunale dalle finanziarie di questo Governo ci hanno costretto a ridurre pesantemente gli investimenti, costringendoci a dover rivedere o “congelare” anche progetti già in essere.
Mi impegnerò, se sarò rieletto, in prima persona, per valutare la possibilità di un eventuale nuovo impianto, come da voi richiesto.
Per quanto riguarda invece la vostra idea di migliorare il Ponte Nuovo Skatepark, ho personalmente verificato con gli uffici interessati (infrastrutture civili, sport), che hanno già visionato la vostra proposta ed hanno in agenda per il prossimo mese una riunione con voi la Polisportiva di Ponte Nuovo per i dettagli tecnici e la predisposizione del progetto che consenta di procedere con i lavori.
Con l’augurio di riuscire nei prossimi anni a ripristinare eventi quali lo “Slam trick”, La saluto cordialmente.

Fabrizio Matteucci

___

Il 10 Maggio 2011 Marco Morigi mi ha inoltrato una lettera aperta che ha indirizzato al Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci:

Gentile Sindaco,
chi scrive è un cittadino di Ravenna trentaquattrenne nonché praticante ed appassionato skater dal 1989.
Questa email ha l’intento di segnalare lo stato di fatto della realtà legata alla pratica dello Skateboarding nel nostro territorio, per questo motivo avrei piacere che più persone venissero informate al riguardo, comprese alcune testate di quotidiani ravennati in copia conoscenza nascosta.

Nel Ravennate è una realtà consolidata dai primi anni ’80. Non essendo riconosciuto come uno sport a livello nazionale risulta una disciplina poco considerata anche dagli enti pubblici ma con un potenziale da non sottovalutare. Lo skateboarding è un “fenomeno” che va oltre l’attività sportiva rientrando anche nell’ambito dello Politiche Giovanili ed è spesso definito come uno stile di vita, e’ un ottimo strumento di aggregazione giovanile, un modo giusto per vivere ed affrontare la strada, per crescere, per confrontarsi, per manifestare la propria creatività. In tutti questi anni giovani praticanti ravennati, grazie alla loro passione e determinazione, hanno espresso questa voglia di stare insieme costruendo veri e propri centri di aggregazione privati, gli skatepark!
Prima il “Marianna Skatepark” in Via Basilica a Conventello, poi l’ “Oasi Skatepark” a Marina di Ravenna presso la Taverna Bukowski ed a seguire il “Marianna H.C. Ramp” a Mezzano presso il Centro Sportivo Comunale ed infine, per merito del Comune di Ravenna, il “Ponte Nuovo Skatepark” di Via Ancona a Ravenna presso la Polisportiva Ponte Nuovo.
Quattro impianti di rilevante importanza grazie anche alla continua organizzazione di eventi che hanno ospitato, uno su tutti lo “Slam Trick” per il quale sono il referente.

Purtroppo questi impianti, nonostante il nostro impegno, non sono mai stati e non sono corrispondenti alle esigenze ed al numero di skaters praticanti con un sovraffollamento ed un interesse generale che necessiterebbe di ben altri spazi dedicati alla tavola a rotelle.

Oltre a questa carenza di strutture la situazione allo stato attuale è ben più critica: cause di forza maggiore, compreso l’azzeramento di contributi da parte della Pubblica Amministrazione, hanno fatto si che l’ultima edizione dell’evento Slam Trick abbia avuto luogo nel 2008 terminando la saga che da giugno 2000 connotava (e riempiva gli alberghi) della località di Marina di Ravenna.
L’evento suddetto era fondamentale anche per il mantenimento dell’Oasi Skatepark di Marina di Ravenna che ho dovuto chiudere e smantellare nel 2010 dopo quasi 15 anni di attività.
Adesso è la volta del Marianna Skatepark di Conventello dove non abbiamo più le forze e le risorse per manutentarlo e per gestirlo e verrà purtroppo smantellato nella stagione in corso.

Per i nostri allenamenti rimangono in essere due strutture: il piccolo skatepark presente all’interno della Polisportiva Ponte Nuovo e la rampa “Half-Pipe” all’interno del Centro Sportivo di Mezzano.
Sussiste anche il grave problema di poter praticare la disciplina sulla tavola a rotelle in modo organizzato e continuativo infatti non esiste una struttura al coperto  adeguata ad ospitare un impianto per skateboard all’interno del territorio ravennate e siamo quindi impossibilitati a praticare skateboard durante la stagione invernale.

Anno scorso abbiamo avuto un incontro con l’Assessore allo Sport, incontro fortemente voluto da alcuni genitori in rappresentanza di una qualche decina di nuovi praticanti skaters per capire se esisteva la possibilità di ottenere uno spazio al coperto per l’inverno o in alternativa un nuovo impianto importante in cemento, di tipo bowl ( “piscina” ) che verosimilmente potrebbe essere collocato all’interno dell’esistente Parco Teodorico e/o del futuro Parco Baronio.
La risposta ha visto l’impossibilità di avere uno spazio al coperto ed una valutazione economica generale sulle risorse destinate all’impiantistica sportiva per i nuovi impianti rimandandoci alle nuove figure del dopo elezioni.

Senza perderci d’animo abbiamo deciso di migliorare i pochi impianti rimasti totalmente a nostre spese e con l’obbiettivo di ampliare il Ponte Nuovo Skatepark abbiamo passato l’inverno a studiare e progettare le modifiche attuando una raccolta fondi per i lavori fai da te. Presentata formale richiesta in data 9 febbraio 2011 al Comune per nome e per conto della Polisportiva Ponte Nuovo, allegando documentazione sottoscritta da Tecnico abilitato, ad oggi ci siamo rassegnati sul fatto di poter cominciare i lavori con la primavera aspettando ancora una risposta scritta dal Comune.

Detto questo abbiamo anche potuto constatare con dispiacere che la seguente citazione, presente nelle linee programmatiche del Sindaco Matteucci, non ha avuto nessun tipo di riscontro reale:
“… in concreto l’analisi dei fatti ci suggerisce alcune linee di azione: … giovani adolescenti che desidererebbero nuovi spazi per l’auto-organizzazione di attività meno strutturate quali lo skateboarding …”

Illustrata la situazione e visto il periodo elettorale come cittadino di Ravenna, con gli interessi e la passione di cui sopra (e come me penso un qualche centinaio di praticanti o simpatizzanti), sono a chiedermi quale direzione devo prendere al seggio nella speranza di affidare il mio voto ad una figura che sappia fare fronte alle esigenze dei giovani, è quindi possibile avere una qualche motivazione per confermare la rielezione di Fabrizio Matteucci?

Ringraziando per l’attenzione dedicata rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
Distinti saluti.

Marco Morigi

Written by filippo

11 Maggio 2011 at 7:20 am

Pubblicato su Attualità, Skateboard

E’ morto Vittorio Arrigoni

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“Stay Human”

Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni

“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi la schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.”
A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.
Vittorio Arrigoni, Gaza, 8 gennaio 2011 (guerrillaradio.iobloggo.com)

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Vittorio Arrigoni in tre anni era diventato un “cittadino” di Gaza, rispettato dalla popolazione che assisteva facendo da scudo umano ai contadini al confine con Israele o ai pescatori che si avventuravano oltre le tre miglia dalla costa, dove scatta il blocco israeliano. Ed è a Gaza che ha trovato la morte Vittorio Arrigoni, “Vik”  per gli amici, il 36enne attivista lombardo dell’International Solidarity Movement. Il suo gruppo aveva già avuto un morto, la pacifista americana Rachel Corrie schiacciata da una ruspa israeliana nel marzo 2003 mentre tentava di impedire l’abbattimento di alcune case palestinese a Rafah. […] (ilfattoquotidiano.it)

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Gaza, ucciso volontario italiano
Hamas: “E’ stato impiccato”
Rapito ieri mattina nella Striscia, è stato trovato nella notte già morto. Arrestati due sequestratori, si cercano i complici. La cattura del cooperante brianzolo era stata rivendicata da un movimento salafita finora sconosciuto, la sedicente ‘Brigata dei Valorosi Compagni del Profeta Mohammed bin Moslima’. Tradito l’ultimatum: scattava oggi alle 16

Il corpo di Vittorio Arrigoni, l’attivista filopalestinese italiano  rapito ieri mattina nella Striscia di Gaza da un commando ultra-estremista salafita, è stato trovato in un appartamento di Gaza City dai miliziani di Hamas, a conclusione di un blitz condotto nel cuore della notte. Arrigoni, che viveva a Gaza dall’agosto 2008, è stato impiccato (secondo altre fonti soffocato) diverse ore prima della scadenza dell’ultimatum che i sequestratori avevano imposto. Forse appena tre ore dopo il sequestro, rivendicato con un video su YouTube. I miliziani minacciavano di uccidere il volontario alle 16 di oggi se Hamas non avesse rilasciato i loro “confratelli” detenuti. […] (ilfattoquotidiano.it)

Written by filippo

15 aprile 2011 at 5:55 PM

Pubblicato su Attualità