Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

“Rebecca, la prima moglie”, di Daphne du Maurier

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Manderley(Una mia foto recente, che mi ha ricordato l’incipit del libro)

Ieri notte ho sognato di tornare a Manderley… Ferma là davanti, muta e immobile, avrei giurato che la casa non era un guscio vuoto ma viveva e respirava come un tempo.

Devo confessare che l’incipit del romanzo “Rebecca, la prima moglie” mi piace molto. L’avevo notato diversi anni fa per poi conservarlo nel “cassetto dell’oblio”; una mia foto recente (vedi sopra) ha riacceso il ricordo.
Ecco l’incipit intero, in lingua originale:

Last night, I dreamt I went to Manderley again. It seemed to me I stood by the iron gate leading to the drive, and for a while I could not enter for the way was barred to me. Then, like all dreamers, I was possessed of a sudden with supernatural powers and passed like a spirit through the barrier before me. The drive wound away in front of me, twisting and turning as it had always done. But as I advanced, I was aware that a change had come upon it. Nature had come into her own again, and little by little had encroached upon the drive with long tenacious fingers, on and on while the poor thread that had once been our drive. And finally, there was Manderley – Manderley – secretive and silent. Time could not mar the perfect symmetry of those walls. Moonlight can play odd tricks upon the fancy, and suddenly it seemed to me that light came from the windows. And then a cloud came upon the moon and hovered an instant like a dark hand before a face. The illusion went with it. I looked upon a desolate shell, with no whisper of a past about its staring walls. We can never go back to Manderley again. That much is certain. But sometimes, in my dreams, I do go back to the strange days of my life which began for me in the south of France…

Nel 1940 dal romanzo è stato tratto un film intitolato “Rebecca”, diretto dal grande Alfred Hitchcock, che vinse l’oscar come miglior film dell’anno!

Written by filippo

4 novembre 2007 at 3:54 PM

Pubblicato su Fotografie, Libri

Recensione “Memory”, di Stephen King

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Stephen King

I ricordi sono dispettosi; se smetti di rincorrerli e ti giri dall’altra parte, spesso ritornano per conto proprio. È quello che sostiene Kamen. Io gli dico che non ho mai rincorso il ricordo del mio incidente. Certe cose, dico, è meglio dimenticarle.
Forse, ma nemmeno questo conta. Così dice Kamen.
Mi chiamo Edgar Freemantle. Ero un pezzo grosso nel settore edilizio. […]

In fondo al volume di “Blaze”, ho avuto la piacevole sorpresa di trovare “Memory”, un racconto di Stephen King, apparso per la prima volta sulla rivista “Tin House” (estate 2006, vol 7, n. 4). È il seme da cui è cresciuto il romanzo intitolato “Duma Key”, che verrà pubblicato nel 2008.

Il racconto si ispira in parte all’incidente che, il 14/09/1999, vide coinvolto l’autore americano durante una delle sue quotidiane camminate sulla Route 5 a Center Lovell, nel Maine.

Quell’episodio ha profondamente segnato l’autore, al punto da influenzarne diversi lavori, non ultimo “L’acchiappasogni” (romanzo a cui si dedicò nel periodo di convalescenza).

“Memory”, nella sua brevità, è riuscito a colpirmi positivamente; qui lo stile è King-recente al 100% (a differenza di “Blaze”, vedi post), con divagazioni sulla vita del protagonista che paiono interrompere la scorrevolezza del romanzo, mentre in realtà sono funzionali alla caratterizzazione del personaggio e a definire i “tormentoni” che lo seguiranno per tutta la storia (altro elemento a cui King ama ricorrere); il tutto è, inoltre, condito con la tipica leggera ironia capace di strappare sorrisi senza interrompere il ritmo della narrazione.

Written by filippo

4 novembre 2007 at 3:35 PM

Pubblicato su Libri, Stephen King

Recensione “Blaze”, di Stephen King

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Stephen King

George era nascosto dal buio. Blaze non lo vedeva ma la sua voce gli giungeva forte e chiara, burbera e un po’ ruvida. La voce di George sembrava sempre quella di una persona raffreddata. Aveva avuto un incidente da bambino. Non aveva mai spiegato quale, ma aveva un fior di cicatrice sul pomo d’Adamo.
“Non quella, scemo, è tutta piena di adesivi. Prendi una Chevy o una Ford. Colore scuro, verde o blu. Due anni. Non uno di più, non uno di meno. Nessuno se le ricorda. E senza adesivi.” […]

Come promesso (vedi post), dico la mia su “Blaze”, l’ultimo romanzo uscito in Italia di Stephen King ;)

Il romanzo è dedicato… A Tommy e Lori Spruce e pensando a James T. Farrell

Non sto a ripetere il lungo “travaglio” del romanzo (vedi post), arrivo subito al punto evitando ogni spoiler.

Il romanzo, sebbene firmato col nome Richard Bachman, presenta soprattutto peculiarità kinghiane.
I precedenti romanzi firmati con lo pseudonimo avevano caratteristiche quali l’estremo cinismo e il linguaggio diretto e privo di fronzoli, mentre in “Blaze” è possibile riconoscere il King prolisso (un pregio, quando è in forma), che ama narrare il passato dei personaggi, in particolar modo la fase a cavallo tra infanzia e adolescenza.

Tutto questo poteva essere previsto, dato che l’autore stesso ha dichiarato di aver dato una “aggiustatina” al romanzo originale, scritto nel 1973, a ben 30 anni di distanza e di conseguenza con uno uno stile diverso e una maturazione letteraria sulle spalle.

King narra la storia di Clayton Blaisdell Jr, alias Blaze, alternando capitoli ambientati nel presente del protagonista ad altri nel passato (forma molto amata dall’autore); questi ultimi descrivono le esperienze che hanno segnato il protagonista e che lo hanno reso l’uomo che è oggi, con tutti i difetti e pregi, fisici e psicologici.

Il romanzo scorre bene, forse più meritevole di interesse la parte sul passato di Blaze, mentre il presente del protagonista sembra passare in secondo piano per diversi tratti.

La combinazione di Bachman e King può, invece, risultato un difetto per chi conosce bene “entrambi” gli scrittori e avrebbe preferito una versione del libro con un unico stile.

Il King migliore rimane distante, ma nel complesso il mio giudizio sul romanzo è positivo e Blaze finisce con l’essere l’ennesimo personaggio kinghiano al quale sarà facile affezionarsi e ricordare anche a distanza di anni…

Written by filippo

4 novembre 2007 at 3:22 PM

Pubblicato su Libri, Stephen King

DDUniverse, il ritorno di DrunkenDonkey!

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DDUniverse

Il 26/10/2007, myhead ha fatto il seguente annuncio:

Tutto lo Staff di DD ha il piacere di comunicarvi che i lavori per il ripristino del forum procedono e che è stata introdotta una simpatica Home Page al nostro nuovo indirizzo:
http://www.dduniverse.net
dduniverse è il sostituto di ddgalaxy, l’altro forum è in testing. Non appena avremo l’ok dai tecnici sarà nostra premura comunicarvi il nuovo indirizzo.

Il 03/11/2007, però, arriva il comunicato di new_one2 del rinvio dell’apertura del sito:

Salve a tutti…
Con molto dispiacere devo comunicarvi che l’apertura di DDUniverse http://www.dduniverse.net verrà posticipata!
Proprio in questo momento, se aggiornate i link vedrete sul countdown una nuova data prefissata…
Abbiamo deciso di rinviare per poter offrire una board pronta ad accogliervi e testata in ogni sua parte funzionale e di sicurezza, cosa molto cara a noi.
Si è atteso fino ad ora sperando di riuscire in qualche modo ad andare Up ma purtoppo alla fine le ragioni prevalgono sul cuore!!!
Ancora un piccolo sforzo… siamo proprio dietro l’angolo
Lo staff di DD

Come già detto da tutti gli utenti del forum p2p, ben venga il rinvio se necessario per curare ogni dettaglio al fine di avere un ottimo funzionamento della board.

Si rimane in attesa ;)

Written by filippo

4 novembre 2007 at 1:02 PM

Pubblicato su Informatica

Lost, il telefilm

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Lost Cast 1

Fino ad un mese fa pensavo che, essendo scampato per quasi 3 anni alla mania di Lost, ormai non fossi più a rischio contagio.
Mi sbagliavo.

Trovandomi in un periodo di carenza di telefilm da seguire, con Dr. House ancora in vacanza, The Shield in “anno sabbatico”, ecc… ho commesso l’errore di guardare la prima puntata di Lost :P

Conseguenze: quasi 50 episodi (ossia le prime due stagioni) di Lost visti nel giro di 20 giorni :(

Lost riesce a mantenere, per tutte le puntate che ho fin qui visto, un livello di regia e di sceneggiatura da far invidia a molti lungometraggi.

J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber, i creatori e sceneggiatori della serie, giocano molto sui colpi di scena e sugli indizi a fine puntata, che aprono varchi verso evoluzioni impreviste e geniali… e sebbene sia facile pensare che il trucchetto alla lunga stanchi, ciò non capita per oltre 50 episodi, merito dell’ottima caratterizzazione dei personaggi.

E pare quasi un caso, ma avrei seri dubbi in proposito, che i personaggi più “deboli” finiscano col lasciare la serie, morendo o finendo in secondo piano (per non dire terzo).

Ricordo che con X-files rimasi scottato quando scelsero di passare dalle puntate autoconclusive a quelle con un unico filo conduttore (il complotto governativo)… ma in questo caso è proprio questa la caratteristica vincente di Lost :)

Dopo aver recuperato il tempo perso, consultando forum e siti dedicati con commenti, curiosità e quant’altro, ho scoperto che proprio pochi giorni dopo (il 1 ottobre scorso) sarebbe iniziata la terza stagione.

Dall’iniziale goduria, però, sono passato alla delusione nel realizzare che mi dovrò accontentare di 2 episodi a settimana anzichè un’unica entusiasmante maratona della durata di 1-2 settimane.

Lost Cast 3

Che dire… Lost si inserisce senza dubbio alcuna nel gruppetto dei miei (10-11) telefilm preferiti, che riassumo di seguito, giusto per riordinare un po’ le idee :D

In ordine casuale: Lost, The shield, E.R., Dr. House, Nip/tuck, X-files, Star trek, My name is Earl, Oz, Boston legal e The guardian.

Dimenticavo, tra le conseguenze del guardare Lost c’è il vizio di ascoltare in loop le seguenti due canzoni, che hanno una certa caratteristica/simmetria, che non sto a spiegare onde evitare spoiler puzzolenti:

Petula Clark – Downtown
Mama Cass Elliot – Make Your Own Kind Of Music

Nel caso abbiate già visto le prime due stagioni e l’inizio della terza, ecco qualche curiosità sulle canzone e il loro significato:

http://it.lostpedia.com/wiki/Downtown
http://it.lostpedia.com/wiki/Make_your_own_kind_of_music

Written by filippo

11 ottobre 2007 at 7:25 PM

Pubblicato su Telefilm, Vita personale