Viaggio a Firenze
(Collage del viaggio)
Dal 23 al 25 novembre, io e Micol abbiamo passato un bellissimo weekend a Firenze, questo è un breve riassunto :)
Tutte le foto del viaggio sono visibili qui.
Il racconto del viaggio è disponibile anche nel sito di Turisti per caso, qui.
23 Novembre 2007
Siamo partiti nel primo pomeriggio e, dopo due ore di treno (con cambio a Bologna), siamo giunti a Firenze alle 16.45.
Avevamo prenotato la camera al “Florence Room B&B“, in Via Fiume 1, a due passi dalla stazione e dalla Chiesa di Santa Maria Novella; la camera onestamente mi ha deluso un po’: dalle foto nel sito sembravano tutte spaziose (oltre che ben arredate)… la nostra però era abbastanza piccola e, noto ora, non compare nelle foto :P
Inoltre proprio sotto la nostra finestra c’era il retro di un ristorante cinese che emanava odori poco raccomandabili, questo limitava l’apertura della finestra della camera.
A parte questo, il B&B era in una zona molto comoda, tra la stazione e il centro della città… e questo ci ha permesso di girare a piedi per tutto il weekend :)
Prezzo: 60 euro a notte.
Dopo esserci riposati e rinfrescati un po’, siamo usciti in cerca di un locale dove tenere la nostra prima cena fiorentina :)
Percorrendo alcune vie, inseguendo le luci dei locali, ci siamo trovati davanti la Cattedrale Santa Maria del Fiore, ovvero il Duomo, rimanendo molto impressionati dalla sua imponenza e bellezza, al punto di sospendere la ricerca del ristorante per dedicargli qualche foto notturna.
Trenta minuti più tardi abbiamo ripreso la nostra spedizione, abbiamo attraversato alcune vie del centro e nel frattempo s’è convenuto che avevamo voglia di pizza, quella sera.
Falliti i nostri tentativi per le vie principali, siamo finiti ad esplorare alcuni vicoli ed è lì che abbiamo trovato il “Ristorante Vecchia Firenze“, in Borgo degli Albizi; con nostra sorpresa la cena è stata squisita, la pizza era veramente buona e il prezzo finale contenuto (30 euro in tutto, per due pizze, vino e acqua).
Dopo cena ci siamo concessi anche il dessert, prendendo due gelati da “Grom” (a dir poco goduriosi) :P
Siccome la stanchezza iniziava a farsi largo, dopo aver saziato i nostri appetiti, siamo tornati al B&B.

(Il sottoscritto sulla Cupola del Brunelleschi)
24 Novembre 2007
Superato il trauma del risveglio, divorata la colazione del B&B, siamo riusciti a metterci in marcia intorno alle 10.00.
Il tempo non era dei migliori, così come il giorno successivo.
Riporto le tappe della nostra giornata, sperando di ricordare correttamente l’ordine cronologico :P
- La prima meta della nostra visita è stata Piazza San Lorenzo, dove abbiamo potuto ammirare la Statua di Giovanni delle Bande Nere.
- Proseguendo, ad un certo punto, abbiamo notato un edifizio molto imponente e, dopo un’occhiata alla cartina, ci siamo resi conto che si trattava di Palazzo Medici Riccardi.
- Successivamente ci siamo premurati di munirci di una piccola scorta di cibo, presso un fornaio in Piazza San Marco, non prima di aver dedicato qualche foto alla Chiesa di San Marco e alla Statua del Generale Manfredo Fanti.
- La tappa successiva è stata in Piazza della Santissima Annunziata, con la bella Statua equestre di Ferdinando I nel centro, rivolta verso il Duomo.
- E’ seguita la visita al Campanile di Giotto: stranamente non c’era fila, ma il motivo ci è stato subito svelato da un cartello all’ingresso che informava dei 414 gradini da salire e dell’assenza di un ascensore. L’arrampicata ha richiesto tempo e sudore, ma una volta in cima siamo stati ripagati da una vista bellissima di tutta la città.
- Per riprenderci un po’, ci siamo sistemati ad un tavolo del “Caffè Il Duomo” dove siamo rimasti per una mezz’oretta.
- Uscendo dal bar ci siamo accorti che stava piovendo e così siamo finiti col trovare riparo nel Museo Criminale: Serial Killers e Pena di Morte, dove abbiamo visto e ascoltato la visita guidata, un po’ romanzata, sui più famosi serial killers e sui vari tipi di esecuzione della pena capitale.
- E’ stata poi la volta di un altro museo: la Galleria dell’Accademia, di cui ricordo soprattutto la Tribuna del David e una miriade di turisti ipnotizzati dal David di Michelangelo (l’originale), oltre al Ratto delle Sabine di Giambologna (una copia in gesso) e tante altre opere.
- Dopo essere usciti era finalmente cessato di piovere e ci siamo diretti alla Cupola del Brunelleschi: sperando che l’episodio del Campanile di Giotto fosse un episodio isolato. Dopo aver fatto la fila e giunto il nostro momento di fare il biglietto, abbiamo letto un altro cartello che annunciava ben 463 gradini…
Nonostante alcune perplessità, abbiamo concluso che valeva la pena farli.
Anche in questo caso vedere l’interno della cupola, i passaggi stretti e scuri, osservare da vicino gli affreschi della Cupola e, infine, la stupenda vista dalla cima ci ha fatto dimenticare la fatica fatta. O quasi :P
A questo punto eravamo esausti e bisognosi di una doccia. Dopo aver percorso il breve tratto che separava il Duomo dal nostro B&B ci siamo rilassati con una doccia e un po’ di riposo, per poi uscire nuovamente.
Durante il percorso abbiamo trovato anche il tempo di fare tappa al “Disney Store” (in pieno centro) e da “Lush” (per la gioia di Micol :P).
Questa volta la ricerca del ristorante è stata molto più facile, abbiamo cercato posto in un paio di locali visti la sera prima: il primo era pieno, il secondo no, e così siamo finiti al “Ristorante Antico Barile“.
Io ho preso il “Menù tipico”, ovvero: bruschetta di bufala, tortelli “Antico Barile”, scaloppine alle spezie con contorno di stagione e dessert della casa. Per Micol invece il “Menù fiorentino” con ribollita, costata alla “fiorentina”, fagioli all’uccelletto, cantuccini e vin santo e caffè. In aggiunta ai 2 menù abbiamo preso una bottiglia di Chianti, molto buono e non troppo costoso. La cena è stata più che soddisfacente e la spesa totale di 51 euro.
Dopo cena abbiamo rinunciato al bis da “Grom“, perchè fin troppo sazi :)
La serata è terminata col ritorno al B&B e un agognato sonno ristoratore.

(Firenze vista da Piazzale Michelangelo)
25 Novembre 2007
La giornata è iniziata con la consueta colazione offerta dal B&B e una rapida visione di una puntata del cartone animato “Siamo fatti così”, che illustrava i pro del fare esercizio fisico e i contro del non farlo: era l’episodio in cui 2 brutti ceffi fanno lo sgambetto al personaggio riccioluto, mentre fa jogging col suo amico figo, che si rompe una gamba e si ritrova all’ospedale con una frattura e il graduale aumento di ciccia per via dell’immobilità. L’avevo già visto anni fa e sono sicuro che è così per molti di voi, lettori.
La prima tappa è stata alla Fortezza di San Giovanni Battista (o Fortezza da Basso), dove però non siamo entrati per via del poco tempo rimasto a disposizione. Abbiamo quindi proseguito verso Piazza della Signoria: stupenda, piena di opere meravigliose tra le quali una copia del David di Michelangelo, l’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, la Statua equestre di Cosimo I de’ Medici e il Ratto delle Sabine (l’originale), entrambi di Giambologna, oltre alla Fontana del Nettuno e tutte le altre sculture esposte nella Loggia della Signoria.
Abbiamo dovuto rinunciare a visitare Palazzo Vecchio per via della lentezza dei controlli all’ingresso (la fila era corta, ma i tempi d’attesa erano estenuanti) e rimandare l’ingresso alla Galleria degli Uffizi, causa l’interminabile fila.
Poco oltre abbiamo trovato il Ponte Vecchio, pieno di turisti e venditori abusivi dalla strabiliante capacità di raccogliere tutti i propri prodotti in un paio di secondi e sparire nella folla alla prima avvisaglia dell’arrivo di un poliziotto. Proseguendo verso Piazzale Michelangelo ci siamo rassegnati al fatto che era impossibile rimediare un taxi perchè le strade erano chiuse al traffico (per via della maratona che si teneva quel giorno) e abbiamo affrontato la salita a piedi, ormai allenati dalle “scalate” del giorno prima. Giunti al Piazzale ci sono serviti diversi minuti per riprenderci prima di poter finalmente ammirare il bellissimo paesaggio che si ha da lassù. Anche qui era presente una copia del David di Michelangelo.
Colti da fame, abbiamo preso posto al “Ristorante Michelangelo“, che non mi sento di consigliare: il posto non era molto accogliente, il cibo era anonimo e di sicuro i prezzi erano gonfiati, anche perchè sul Piazzale non c’erano alternative più economiche. Spesa complessiva 34,50 euro per crostini, carne e patate fritte. Una fregatura.
Dopo pranzo abbiamo chiamato un taxi, per risparmiare tempo, che ci ha condotto al Ponte Vecchio, da lì siamo presto arrivati alla Galleria degli Uffizi e, con nostro grande stupore, la fila era sparita. Erano le 13.30 circa, probabilmente molti erano andati a pranzo, e nel giro di 5 minuti ci siamo trovati all’interno, pronti a goderci le opere esposte.
Come prevedibile la sala dove ci siamo soffermati di più è stata quella dedicata a Sandro Botticelli, dove sono esposte la “Primavera” e la “Nascita di venere“, anche se va detto che abbiamo apprezzato tante altre opere, anche di autori sconosciuti. A metà della visita, però, abbiamo fatto una pausa al bar, all’aperto, per riposare un po’ i piedi e anche perchè avevamo iniziato a guardare con meno attenzione la seconda ala della Galleria. Qui ho constatato che i crackers che avevo nello zaino erano diventati pane grattugiato e ci siamo messi a lanciare le briciole ai piccioni e ai passerotti che camminavano nell’ernome terrazza del bar; i primi, grazie alle dimensioni, avevano ovviamente la meglio sui secondi e così, usando l’ingegno, i piccoli passerotti avevano concluso che dovevano anticipare i piccioni venendo a prendersi le briciole nelle nostre mani ancora prima che avessimo il tempo di lanciarle :)
Dopo la pausa al bar abbiamo proseguito e terminato la visita della Galleria.
Era ormai ora di prendere il treno, ma lungo la strada abbiamo trovato il tempo per fermarci al “Mel Books Store“, dove ho finalmente trovato una copia de “La fine dell’eternità” di Asimov (lo cercavo da tempo) che ritenevo ormai introvabile (almeno a Cesena) :D
Durante il ritorno in treno è venuto naturale ripensare a questi 3 giorni, intensi e indimenticabili. A tutto ciò che abbiamo visto e a quello che non abbiamo avuto tempo di visitare. All’orgoglio che si prova nel vedere capolavori che tutto il mondo ci invidia e che lasciano a bocca aperta nonostante li si abbia visti decine di volte in foto.
Come prevedibile 3 giorni sono stati pochi per girare la città; per questo ho intenzione di tornarci in futuro.
Con Micol ;)
P.S. e poi ci mancano i passerotti.

Indy 4, ovvero Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
“Sembra di camminare sui biscotti…nooo, non sono biscotti!”
(Shorty – Indiana Jones e il tempio maledetto)
Il mio amore per questa saga iniziò nel 1989 o 1990, probabilmente nel mese stesso in cui “Indiana Jones e l’ultima crociata” uscì a noleggio (qualcuno lo sa?).
Mia zia, che l’aveva noleggiato per i miei cugini, passò la VHS a mio padre chiedendogli il favore di riportarla in videoteca, ma avendo ancora un giorno di tempo prima della riconsegna, la portò a casa quella sera e me lo mostrò :D
Dopo quella sera, penso di aver visto e rivisto i primi 3 film della saga almeno 4 volte.
Sono circa 17 anni, quindi, che attendo questo 4° film, e lo faccio con piena fiducia nel talento di Steven Spielberg.
Le riprese sono iniziate il 18/06/2007, sono terminate l’11/10/2007… e il film uscirà il 22 Maggio 2008!
Questa saga è caratterizzata da una buona dose di avventura, comicità mai banale o volgare, ottima regia, ottimi attori e ottime musiche (John Williams è una garanzia).
Si può chiedere di meglio ad un film di intrattenimento?
I 4 film:
- I predatori dell’arca perduta (Raiders of the Lost Ark) (1981), ambientato nel 1936;
- Indiana Jones e il tempio maledetto (Indiana Jones and the Temple of Doom) (1984), ambientato nel 1935;
- Indiana Jones e l’ultima crociata (Indiana Jones and the Last Crusade) (1989), ambientato nel 1938;
- Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull) (2008);

Qualche curiosità pescata in giro per la rete:
- La storia di Indiana Jones inizia nel 1973, grazie ad un giovane e neolaureato regista, George Lucas, alla costante ricerca di nuove idee e progetti da sviluppare per il grande schermo. La prima ispirazione per il personaggio, che sarebbe poi divenuto protagonista di un’intera saga, venne da un poster di un vecchio film, mentre il regista si trovava costretto a letto a causa di un incidente stradale nel quale era rimasto ferito alle gambe. La locandina gli riportò alla mente gli anni ’30 e i film d’avventura dell’epoca, suggerendogli così la figura di archeologo dal doppio ruolo, quello di preciso ed impeccabile professore universitario, e quello di avventuriero vestito di giacca di pelle e cappellaccio in testa, con la barba incolta e una frusta come arma, sempre pronto a vagare per il mondo alla ricerca di antichi reperti e civiltà perdute.
- Nel 1977, George Lucas parlò a Steven Spielberg, futuro regista della saga, dell’idea avuta quattro anni prima e poco a poco sviluppata, arrivando già a buttare le basi di una sceneggiatura incentrata sulla ricerca della mitica Arca dell’Alleanza, lo scrigno che, secondo la religione ebraica, conteneva le tavole dei Dieci Comandamenti. Dovettero passare, però, altri quattro anni prima che il progetto andasse finalmente in porto. Nel frattempo, infatti, Lucas si era impegnato anima e corpo nella faticosa e difficile realizzazione di un’altra saga epica, quella di Guerre Stellari, che lo assorbì totalmente per l’uscita dei primi due episodi, nel 1977 e nel 1980.
- Reduce dai confortanti successi, con il terzo episodio già pronto per la produzione, finalmente venne il momento per il progetto dedicato all’archeologo. George Lucas vestì i panni dello sceneggiatore e del produttore, mentre Steven Spielberg lo aiutò con il copione e curò la regia. Per il ruolo del dottor Jones venne scelto inizialmente Tom Selleck, che si tirò indietro all’ultimo momento. L’attore dovette rinunciare alla parte per onorare il contratto di esclusività che aveva con la rete televisiva americana CBS, per la quale girava la fortunata serie TV Magnum PI. I preparativi erano già molto avanti quando arrivò il no della rete, e lo provano i filmati del provino di Tom, vestito già da archeologo, che recita alcune scene del copione.
Quando il veto della CBS fu definitivo, venne scelto l’emergente Harrison Ford, già “sfruttato” da Lucas nella saga di Guerre Stellari. La decisione venne presa a sole tre settimane dal primo ciak. La produzione del film, seppure con qualche difficoltà, procedette abbastanza velocemente, ed in breve tempo I predatori dell’arca perduta si rivelò un grande successo.
- Gli elementi chiave che determinarono la riuscita del film sono l’assoluta libertà creativa di cui i due autori godevano all’epoca, il carisma di Ford (che non fece assolutamente rimpiangere il fatto di essere un ripiego, anzi), la sceneggiatura appassionante, la regia di Spielberg ed il classico scontro buoni contro cattivi, impersonati rispettivamente da Indiana e dai nazisti.
Links:
Pagina di Wikipedia sul film;
Pagina di Wikipedia su Indiana Jones;
Sito ufficiale;
L’inferno è ripetizione
(Cit. Stephen King)
Negli ultimi giorni ho constatato che Jon Turteltaub e Dan Brown hanno in comune una cosa.
Hanno scoperto una formula vincente, forse casualmente, forse per bravura, e la stanno riproponendo comodamente seduti dalla propria poltrona.
Finora, però, hanno avuto ragione loro: basta far trascorrere qualche mese tra un loro film \ libro e l’altro per rendere accettabile l’inganno.
Dan Brown ha scritto, in ordine di uscita americana: Crypto ,1998 (Digital Fortress), Angeli e demoni, 2000 (Angels and Demons), La verità del ghiaccio, 2001 (Deception Point), Il codice da Vinci, 2003 (The Da Vinci Code).

Li ho letti tutti (l’ultimo è stato La verità del ghiaccio, ai primi di novembre, a casa dei miei nonni), meno Crypto (presto porrò rimedio) e devo dire che Brown con disinvolta sfacciataggine ha sempre riproposto la stessa identica storia limitandosi a cambiare il nome dei personaggi, l’ambientazione e il mistero da risolvere… il problema è che funziona.
Brown dimostra di riuscire a documentarsi su alcuni tra i temi (incluse alcune teorie bizzarre) che più stuzzicano la curiosità delle persone e creare un intreccio abbastanza credibile da proporre nel romanzo.
Stesso dicasi per Jon Turteltaub e Nicolas Cage.
Domenica 23 dicembre ho visto “Il mistero delle pagine perdute“, fotocopia del precedente “Il mistero dei templari”, con due semplici varianti: Ed Harris al posto di Boromir, nella parte del “cattivo” e l’inserimento della madre di Nicolas Cage \ Ben Gates… idea presa in prestito a Steven Spielberg in “Indiana Jones e l’ultima crociata” (dove appare l’immortale Sean Connery nei panni del padre del mai troppo amato archeologo).
Anche in questo caso devo dire che ho trovato il film gradevole, rilassante, ideale per passare un paio d’ore in compagnia di qualche amico o della morosa. Inoltre qualche gag è riuscita bene, anche se non dimenticherò mai quella a Buckingham Palace, imbarazzante per credibilità e recitazione…

Charlie Chaplin, 30 anni dopo.
(“Il Grande Dittatore”, discorso all’umanità – Charlie Chaplin)
Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato.
L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto.
L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!
Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto – “Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo” – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi, voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura.
Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo.
Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!
Hannah puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia. Guarda in alto Hannah le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità.
Guarda in alto Hannah l’animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.
Dimenticavo, è Natale.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Merry Christmas and a Happy New Year.

“Natale”, associazioni:
- “Mamma ho perso l’aereo”, rigorosamente in VHS, dopo essermene innamorato vedendolo al cinema con mio padre.
- “Una poltrona per due”, rigorosamente su Italia1, ormai imparato a memoria. Cult.
- “Canto di Natale di Topolino”, con Zio Paperone nei panni di Ebenzer Scrooge e Topolino in quelli di Bob Cratchit.
- “SOS Fantasmi”, con Bill Murray, altra versione del “Canto di Natale” di Carletto Dickens.
- Le granite fatte con neve raccolta in giardino e sciroppo alla fragola raccolto in cucina, assieme a mia cugina, verso la fine degli anni ’80, mentre il countdown per l’arrivo di Babbo Natale procedeva inesorabile. L’attesa fremente vicino al caminetto affinchè la neve si sciogliesse un po’.
- Fare l’albero e il presepe con mia madre, dopo aver ripescato dalla cantina gli scatoloni coi vari accessori (non lo faccio più da anni)
- Constatare che il 26 Dicembre le aspettative erano costantemente deluse.
- Un pizzico di depressione\solitudine.
- Messa di mezzanotte.