Serata al bowling
“Nobody fucks with the Jesus” – Il Grande Lebowski (Jesus Quintana / John Turturro)
Mediterraneo, da Courbet a Monet a Matisse – Genova
Mediterraneo, da Courbet a Monet a Matisse
Genova, Palazzo Ducale – Salone del Maggior Consiglio
27 novembre 2010 – 1 maggio 2011
Dopo il grande successo della prima giornata di apertura al pubblico della mostra di Castel Sismondo a Rimini, Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon, con presentazioni, spettacoli e concerti che hanno richiamato quasi tremila persone da tutta Italia, Linea d’ombra è lieta di offrire a tutti i suoi affezionati visitatori altri grandi eventi in occasione della prima giornata di apertura al pubblico, il prossimo 27 novembre, della mostra Mediterraneo da Courbet a Monet a Matisse, presso Palazzo Ducale a Genova. Si tratta dell’attesissima esposizione dedicata a due secoli di pittura francese, dalla metà del Settecento alla metà del Novecento, condotta sulle rive di quel mare e nel suo immediato entroterra provenzale. Una straordinaria mostra sul colore, dal Settecento di Vernet e Robert, all’Ottocento di Courbet, Monet, Van Gogh, Renoir, Cézanne e Munch fino al Novecento di Braque e Matisse.
Il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova sarà teatro, sabato 27 novembre, dalle 18 alle 23, di alcuni importanti appuntamenti, riservati a coloro che saranno in possesso del biglietto d’ingresso alla mostra, che eccezionalmente per quella giornata chiuderà all’una della notte. Dalle ore 17 fino alla chiusura di sabato 27 novembre, il biglietto d’ingresso sarà tra l’altro ridotto per tutti.
Dalle ore 17 biglietto ridotto per tutti i visitatori, mostra aperta fino all’una di notte.
Il biglietto della mostra darà diritto ad assistere agli spettacoli nel Salone del Maggior Consiglio.
- Ore 18.00 – Gianni Mura dialoga con Marco Goldin sul tema: “I paesaggi mediterranei di Van Gogh, Monet, Cézanne al tempo del Tour de France”
- Ore 19.00 – Quartetto Desueto in concerto: “Mari lontani”
- Ore 20.00 – Marco Goldin racconta la mostra “Mediterraneo”, letture di Gilberto Colla dalle lettere di Van Gogh, Monet, Cézanne. Accompagnamento musicale di Renzo Ruggieri alla fisarmonica e Piero Salvatori al violoncello.
- Ore 21.30 – Antonella Ruggiero con la PFM ANTEPRIMA ASSOLUTA nell’eccezionale concerto “Omaggio a De Andrè”
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La mostra
Dipingere il mare, la sua vastità, l’idea che dell’infinito e tuttavia anche della prossimità vi s’inscrive, è cosa che nel XIX secolo assume una rilevanza difficilmente dimenticabile.
Se a nord sono le visioni fortemente spirituali di Friedrich o le tempeste baluginanti e magmatiche di Turner, a sud la costa del Mediterraneo, e naturalmente il suo immediato entroterra provenzale, sono il punto d’incontro di più generazioni di pittori francesi, sicuramente cinque, che dall’ambito del classicismo prima e del realismo poi, si tendono fino alla dissoluzione del colore nella materia mirabile di Bonnard quasi al confine con la metà del XX secolo.
La mostra di Palazzo Ducale vuole studiare, facendo ricorso a circa 80 dipinti provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo, questo itinerario magico dentro il colore, che a Van Gogh fece così scrivere: «Colore cangiante, non sai mai se sia verde o viola, non sai mai se sia azzurro, perché il secondo dopo il riflesso cangiante ha assunto una tinta rosa o grigia.»
Eppure la costa del Mediterraneo francese si impose con notevole ritardo nella percezione che i pittori avevano del paesaggio in quell’inizio di XIX secolo, proprio nel momento in cui Pierre-Henri de Valenciennes pubblicava il suo celebre trattato sulla rappresentazione della natura. Perdurava l’idea che la nozione del Mediterraneo fosse stretta al senso dell’antichità e in primo luogo alla romanità. Per cui il riferimento alla coste italiane, quali luoghi deputati di questo riandare all’antico, dominava la pittura. Un contributo fondamentale a un primo cambiamento, dopo i quadri settecenteschi di Vernet e Robert da cui la mostra prende le mosse, venne da Camille Corot, che dopo un breve transito in Provenza nel 1834, ritornò due anni più tardi assieme all’amico pittore Prosper Marilhat, così da dipingere alcune vedute della zona di Avignone assai significative. A questo tempo del realismo si possono certamente ascrivere anche le opere di Félix Ziem e di Émile Loubon, con i loro quadri realizzati attorno a Marsiglia, Antibes e Nizza.
Così come quelli di Paul Guigou e Adolphe Monticelli, ovviamente assieme a quelli meravigliosi di Gustave Courbet specialmente dipinti dal piccolo villaggio di pescatori di Palavas, nella zona di Montpellier. A questo primo tempo della mostra ne succede un secondo, quello in cui alcuni grandi dell’impressionismo danno conto, in molti quadri sublimi, delle loro visite, o lunghi soggiorni, in Provenza e lungo la costa del Mediterraneo. Da Cézanne a Monet, da Renoir a Boudin a Van Gogh. Cézanne che dagli anni settanta coltiva quello spazio, sia esso il mare o il bosco, come la nascita di una continua, sempre nuova bellezza. Renoir che proprio vicino a Cézanne dipinge, tra 1882 e 1883, scorci bellissimi di natura. E ancora i due soggiorni di Monet net (presente in mostra con una decina di opere) nel 1884 a Bordighera e nel 1888 tra Antibes e Menton, quando il mare è come un tappeto di pietre preziose.
E poi i due anni provenzali di Van Gogh. Anni cui seguono immediatamente quelli del post impressionismo, che hanno soprattutto in Signac tra Saint-Tropez e Antibes la loro punta di diamante. Ma anche Van Rijsselberghe, Cross, Valtat, Guillaumin, Manguin, Camoin solo per dire di alcuni. E dentro una luce precipuamente francese stanno quei quadri che Edvard Munch dipinse a Nizza, nel corso di un periodo di convalescenza, tra 1891 e 1892, quadri quasi tutti in mano privata. La sezione dedicata alla pittura dei Fauves è certamente significativa, con quadri di autori quali Matisse, Derain, Marquet, Braque, Friesz, Dufy, in quel loro indicare come il Mediterraneo, soltanto pochi decenni dopo, sia cosa quasi completamente diversa rispetto alle visioni di Courbet. Già pienamente dentro la modernità di un secolo che si veniva appena aprendo. E che nella regione provenzale, e sulle rive del Mediterraneo, proseguirà con gli esempi in mostra di Felix Vallotton, Chaïme Soutine e Pierre Bonnard, il pittore che più di ogni altro ha saputo consegnare la strabiliante lezione di Monet al secolo nuovo.
ORARIO
Da lunedì a venerdì: ore 9 – 19
Sabato e domenica: ore 9 – 20
Chiuso 24, 25, 31 dicembre 2010
1 gennaio 2011: ore 10 – 20
BIGLIETTI
Intero € 10,00
Ridotto € 8,00: studenti universitari con attestato di iscrizione, oltre i 65 anni, gruppi solo se prenotati (minimo 15, massimo 25 con capogruppo gratuito), iscritti TCI muniti di tesserino.
Ridotto € 6,00: minorenni e scolaresche solo se prenotate (con due accompagnatori a titolo gratuito).
Ingresso gratuito per i bambini fino a cinque anni, giornalisti con tesserino, accompagnatore di portatore di handicap.
Quaderno della Mostra Mediterraneo, da Courbet a Monet a Matisse
Nick Drake – Day is Done
“Un cane dagli occhi neri bussa alla mia porta, un cane dagli occhi neri mi chiede di più, un cane dagli occhi neri che conosceva il mio nome… sto invecchiando e voglio tornare a casa, sto invecchiando e non ne voglio più sapere.”
Nicholas Rodney Drake (Rangoon, 19 giugno 1948 – Tanworth-in-Arden, 25 novembre 1974) è stato un cantautore inglese. (wikipedia)
[Youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Y2jxjv0HkwM]
Day is done
When the day is done
Down to earth then sinks the sun
Along with everything that was lost and won
When the day is done
When the day is done
Hope so much your race will be all run
Then you find you jumped the gun
Have to go back where you begun
When the day is done
When the night is cold
Some get by but some get old
Just to show life’s not made of gold
When the night is cold
When the bird has flown
Got no one to call your own
Got no place to call your home
When the bird had flown
When the game’s been fought
You sped the ball across the court
Lost much sooner that you would’ve thought
Now the game’s been fought
When the party’s through
Seems so very sad for you
Didn’t do the things you meant to do
Now there’s no time to start anew
Now the party’s through
When the day is done
Down to earth then sinks the sun
Along with everything that was lost and won
When the day is done
Fonte: matteomac.com




















































