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Made in Korea al Diecixdieci Festival della Fotografia Contemporanea

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Made in Korea al Diecixdieci Festival della Fotografia Contemporanea

Il mio lavoro Made in Korea ha vinto la Call for Entry di Diecixdieci – Festival della Fotografia Contemporanea!

Il mio progetto sulla Corea del Sud, quindi, farà parte del circuito ufficiale delle mostre esposte dal 28 settembre al 7 ottobre 2018 a Gonzaga (MN) e Luzzara (RE).

Il sito ufficiale del Festival è il seguente: www.festivaldiecixdieci.com

Made in Korea al Diecixdieci Festival della Fotografia Contemporanea

Made in Korea al Diecixdieci Festival della Fotografia Contemporanea

Written by filippo

13 luglio 2018 at 8:24 am

Side Effects, mostra fotografica di Filippo Venturi

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Side Effects, mostra fotografica di Filippo Venturi

SIDE EFFECTS
Mostra Fotografica di Filippo Venturi

Vernissage domenica 3 giugno 2018, ore 17
Buffet di Paolo Teverini

Palazzo del Capitano, Bagno di Romagna (FC)
Dal 3 giugno al 9 settembre 2018
Ingresso gratuito

Presentazione
Tutte le immagini sono rigorosissime e raffinate, nessun elemento appare “troppo” o “troppo poco”. Sorpresa, leggera ironia e mai sarcasmo. Stupore, curiosità e mai preconcetto. L’occhio del fotografo” è preciso, si interroga, esplora, impara e ci restituisce immagini bellissime dove tutto è bilanciato e maledettamente nel posto giusto al momento giusto. Un’eleganza spiazzante, ma ciò che più colpisce è la capacità e la volontà dell’autore di parlare dell’uomo moderno e dei propri malesseri. Come la migliore arte contemporanea. L’approfondimento antropologico, preciso e puntuale, che si accompagna ad ogni immagine, fornisce spunti di riflessione universali su chi siamo e dove stiamo andando. Per questa ragione il lavoro supera il reportage e la fotografia di genere destando un interesse universale, realmente antropologico.
– Davide Grossi

Biografia
Filippo Venturi (Cesena, 1980) è un fotografo documentarista. Collabora con magazine e quotidiani come The Washington Post, Financial Times, Vanity Fair, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Gente, D di Repubblica, Io Donna del Corriere della Sera.
Realizza inoltre progetti artistici e personali su storie e problematiche che ritiene interessanti da approfondire. Da 3 anni si dedica a un progetto a lungo termine sulla penisola coreana, che è stato premiato con il Sony World Photography Awards, il LensCulture Emerging Talent Awards, il Premio Il Reportage, il Premio Voglino e si è aggiudicato il Portfolio Italia – Gran Premio Hasselblad.
I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero, fra i quali il Foro Boario di Modena come “Nuovo Talento” di Fondazione Fotografia Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, alla Somerset House di Londra, allo U Space di Pechino, alla Willy Brandt Haus di Berlino, al Kaunas Photo Festival in Lituania e al Sony Square di New York City.
Nel 2017 è stato inviato da Vanity Fair in Corea del Nord.
Nel 2018 è Testimonial per Fujifilm nell’ambito del progetto fotografico FIAF “La Famiglia in Italia”.

 

Written by filippo

27 aprile 2018 at 9:05 am

Mostra alla Klompching Gallery di New York

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Klompching Gallery a New York

Dal 7 al 17 marzo 2018, alla Klompching Gallery di New York, saranno esposti i lavori fotografici premiati ai LensCulture Emerging Talent Awards, fra cui il mio “Korean Dream” :)

L’inaugurazione sarà mercoledì 7 marzo 2018, dalle ore 18 alle ore 20!
Qui il link all’Evento Facebook.

Maggiori informazioni sui lavori esposti qui:

Premiato ai LensCulture Emerging Talent Awards

Premiato ai LensCulture Emerging Talent Awards

 

Written by filippo

6 febbraio 2018 at 12:01 PM

Demigods in mostra a Parigi

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Demigods in mostra a Parigi

Il mio lavoro “Demigods”, premiato col 3° premio nella categoria Professionisti / Sport, nel concorso PX3 Prix de la Photographie Paris, è stato esposto nella Galleria Espace Beaurepaire di Parigi!

Di seguito il comunicato ufficiale:

PX3 Paris Photography Prize is proud to present you the exhibition of its 11th edition at the Espace Beaurepaire (Paris 75010), from Tuesday July 11th to Saturday July 15th.
The exhibition will gather more than 30 photographs from PX3 2017.
Isabelle Perrachi, ex-ballerina from the Paris Opéra, is the curator of a part of the Px3 exhibition which she has selctionned and organized according to her main area of interest : the movement.
Exhibition : Tuesday 11th to Sunday 15th of July from 11am until 7pm.
Opening-night : Tuesday 11th from 6pm until 9pm

 

Written by filippo

24 agosto 2017 at 10:33 am

E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, in mostra a Cesena!

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E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, in mostra a Cesena!

E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze

 

E IL MARE CONCEDERÀ A OGNI UOMO NUOVE SPERANZE
Mostra fotografica a cura di Filippo Venturi
Anteprima del laboratorio fotografico con i ragazzi rifugiati e richiedenti asilo del Progetto Accoglienza dell’ASP Cesena Valle Savio

Apertura: Venerdì 23 Giugno 2017, dalle ore 18
Periodo della mostra: Dal 23 Giugno al 23 Luglio 2017
Sede: Complesso ex-Roverella, Via Strinati, 59 – Cesena (FC)
Orario di apertura: 23, 24 e 25 Giugno, dalle ore 18 alle ore 24; in seguito dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18. Ingresso libero

L’organizzazione della mostra, nell’ambito dell’evento “Cortili Aperti 2017”, è a cura dell’ASP Cesena Valle Savio, in collaborazione con Bibliostelle, Istituto di Cultura Musicale Arcangelo Corelli, Conservatorio Bruno Maderna, Associazione Musica Meccanica Italiana, Associazione Il Cigno, Project Work Italia, Team Service, L’Aquilone di Iqbal e con il patrocinio del Comune di Cesena.

 

IL PROGETTO

Cerca la foto in mezzo ai documenti frusti, infilati nella giacca. La trova.
Nel porgerla, ci stampa sopra il pollice.
Quasi deliberatamente, come un gesto di possesso.
Una donna o forse un bambino.
La foto definisce un’assenza.
Anche se è vecchia di dieci anni, non fa differenza.
Tiene aperto, preserva lo spazio vuoto che, se tutto va bene, la presenza della persona ritratta un giorno tornerà ad occupare.
La ripone immediatamente nella tasca e senza darle neanche un’occhiata.
Come se la sua tasca ne avesse bisogno.

– “Il Settimo Uomo”, John Berger, Jean Mohr

La bulimia mediatica legata al fenomeno migratorio ha col tempo sepolto l’identità delle persone e offuscato l’empatia verso le necessità e i desideri di chi ha dovuto abbandonare la propria casa e attraversare il mondo alla ricerca dei propri sogni.
Gli unici momenti in cui l’individuo emerge dall’anonimato dai numeri è quando diventa (due volte?) vittima.

Un padre, Osama al-Abdelmohsen, attraversa di corsa il confine serbo-ungherese con il proprio figlio piccolo, Zaid, in braccio; ha già percorso quasi 3.000 km e dovrà affrontarne altri 2.000 per giungere alla sua destinazione, la Spagna. Quel giorno però, lo sgambetto della videoreporter ungherese Petra Laszlo, con conseguente caduta, viene ripreso e fa il giro del mondo.
E’ servito quello sgambetto per convincerci a fermarci e a osservare; per un attimo padre e figlio sono stati riconosciuti come tali e non come numeri o come invasori.
E’ servita l’immagine di Aylan Kurdi, 3 anni, adagiato sulla sabbia e senza respiro, per comprendere cosa significa morire nel tentativo di raggiungere una vita migliore. Per un attimo certe affermazioni che incitano a lasciarli affondare in mare sono emerse in tutta la loro assurdità.

La Fotografia si presta alla contemplazione, a recuperare l’azione premeditata e scelta dell’osservazione, verso ciò che solitamente è un guardare istintivo e frenetico.

La scopo di questo laboratorio – ancora in corso e che prevede anche la raccolta di testimonianze e storie – consiste nel restituire una identità ai ragazzi rifugiati e richiedenti asilo del Progetto accoglienza dell’ASP Cesena Valle Savio.
Hanno scelto di partecipare, aprendosi e mostrandosi, non a livello burocratico, ma a livello umano, verso la città che li ospita e che merita di osservare coi propri occhi e non attraverso l’eco di slogan bianchi o neri.

Una selezione di immagini neutre, dall’archivio ASP, come le fototessere realizzate ai ragazzi al loro arrivo in città; una selezione di ritratti realizzati da un fotografo che ha iniziato a conoscerli e riconoscerli; una selezione di selfie, forma bistrattata di fotografia che svolge un importantissimo e non riconosciuto ruolo sociale, sostituendosi al diario, surrogando la parola; una selezioni di immagini degli ambienti che frequentano e altro ancora.

In questa anteprima è presentata una selezione di fotografie che innalzano un potenziale ponte sul quale, chi vorrà, potrà procedere per avvicinarsi allo sconosciuto, al presunto diverso, forse sorprendendosi e rispecchiandosi.
L’integrazione avviene su due versanti, se da un lato c’è chi porge la mano, dall’altra occorre qualcuno che la accolga nella propria.

 

IL CURATORE

Filippo Venturi (Cesena, 1980) è un fotografo documentarista italiano.
Si dedica inoltre a progetti artistici e personali su temi, storie e problematiche che ritiene interessanti da approfondire.
I suoi reportage sono stati pubblicati su diversi magazine e quotidiani come The Washington Post, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Vanity Fair, Gente, D di Repubblica, Io Donna / Corriere della Sera.
Nel 2015 ha realizzato il progetto “Made in Korea”, sulla Corea del Sud, che è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, al Foro Boario di Modena come “Nuovo Talento” di Fondazione Fotografia Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma nell’ambito della selezione “Emerging Talents” e alla Somerset House di Londra a seguito del premio ricevuto ai Sony World Photography Awards.
Nel 2017 è stato inviato da Vanity Fair in Corea del Nord, dove ha realizzato il reportage “Korean Dream”, completando così il suo progetto sulla penisola coreana.

 

Lo spazio espositivo, prima dei lavori di pulizia e allestimento.

Lo spazio espositivo, prima dei lavori di pulizia e allestimento.

 

Written by filippo

21 giugno 2017 at 5:07 PM