Archive for the ‘Libri’ Category
“Rebecca, la prima moglie”, di Daphne du Maurier
(Una mia foto recente, che mi ha ricordato l’incipit del libro)
Ieri notte ho sognato di tornare a Manderley… Ferma là davanti, muta e immobile, avrei giurato che la casa non era un guscio vuoto ma viveva e respirava come un tempo.
Devo confessare che l’incipit del romanzo “Rebecca, la prima moglie” mi piace molto. L’avevo notato diversi anni fa per poi conservarlo nel “cassetto dell’oblio”; una mia foto recente (vedi sopra) ha riacceso il ricordo.
Ecco l’incipit intero, in lingua originale:
Last night, I dreamt I went to Manderley again. It seemed to me I stood by the iron gate leading to the drive, and for a while I could not enter for the way was barred to me. Then, like all dreamers, I was possessed of a sudden with supernatural powers and passed like a spirit through the barrier before me. The drive wound away in front of me, twisting and turning as it had always done. But as I advanced, I was aware that a change had come upon it. Nature had come into her own again, and little by little had encroached upon the drive with long tenacious fingers, on and on while the poor thread that had once been our drive. And finally, there was Manderley – Manderley – secretive and silent. Time could not mar the perfect symmetry of those walls. Moonlight can play odd tricks upon the fancy, and suddenly it seemed to me that light came from the windows. And then a cloud came upon the moon and hovered an instant like a dark hand before a face. The illusion went with it. I looked upon a desolate shell, with no whisper of a past about its staring walls. We can never go back to Manderley again. That much is certain. But sometimes, in my dreams, I do go back to the strange days of my life which began for me in the south of France…
Nel 1940 dal romanzo è stato tratto un film intitolato “Rebecca”, diretto dal grande Alfred Hitchcock, che vinse l’oscar come miglior film dell’anno!
Recensione “Memory”, di Stephen King

I ricordi sono dispettosi; se smetti di rincorrerli e ti giri dall’altra parte, spesso ritornano per conto proprio. È quello che sostiene Kamen. Io gli dico che non ho mai rincorso il ricordo del mio incidente. Certe cose, dico, è meglio dimenticarle.
Forse, ma nemmeno questo conta. Così dice Kamen.
Mi chiamo Edgar Freemantle. Ero un pezzo grosso nel settore edilizio. […]
In fondo al volume di “Blaze”, ho avuto la piacevole sorpresa di trovare “Memory”, un racconto di Stephen King, apparso per la prima volta sulla rivista “Tin House” (estate 2006, vol 7, n. 4). È il seme da cui è cresciuto il romanzo intitolato “Duma Key”, che verrà pubblicato nel 2008.
Il racconto si ispira in parte all’incidente che, il 14/09/1999, vide coinvolto l’autore americano durante una delle sue quotidiane camminate sulla Route 5 a Center Lovell, nel Maine.
Quell’episodio ha profondamente segnato l’autore, al punto da influenzarne diversi lavori, non ultimo “L’acchiappasogni” (romanzo a cui si dedicò nel periodo di convalescenza).
“Memory”, nella sua brevità, è riuscito a colpirmi positivamente; qui lo stile è King-recente al 100% (a differenza di “Blaze”, vedi post), con divagazioni sulla vita del protagonista che paiono interrompere la scorrevolezza del romanzo, mentre in realtà sono funzionali alla caratterizzazione del personaggio e a definire i “tormentoni” che lo seguiranno per tutta la storia (altro elemento a cui King ama ricorrere); il tutto è, inoltre, condito con la tipica leggera ironia capace di strappare sorrisi senza interrompere il ritmo della narrazione.
Recensione “Blaze”, di Stephen King

George era nascosto dal buio. Blaze non lo vedeva ma la sua voce gli giungeva forte e chiara, burbera e un po’ ruvida. La voce di George sembrava sempre quella di una persona raffreddata. Aveva avuto un incidente da bambino. Non aveva mai spiegato quale, ma aveva un fior di cicatrice sul pomo d’Adamo.
“Non quella, scemo, è tutta piena di adesivi. Prendi una Chevy o una Ford. Colore scuro, verde o blu. Due anni. Non uno di più, non uno di meno. Nessuno se le ricorda. E senza adesivi.” […]
Come promesso (vedi post), dico la mia su “Blaze”, l’ultimo romanzo uscito in Italia di Stephen King ;)
Il romanzo è dedicato… A Tommy e Lori Spruce e pensando a James T. Farrell
Non sto a ripetere il lungo “travaglio” del romanzo (vedi post), arrivo subito al punto evitando ogni spoiler.
Il romanzo, sebbene firmato col nome Richard Bachman, presenta soprattutto peculiarità kinghiane.
I precedenti romanzi firmati con lo pseudonimo avevano caratteristiche quali l’estremo cinismo e il linguaggio diretto e privo di fronzoli, mentre in “Blaze” è possibile riconoscere il King prolisso (un pregio, quando è in forma), che ama narrare il passato dei personaggi, in particolar modo la fase a cavallo tra infanzia e adolescenza.
Tutto questo poteva essere previsto, dato che l’autore stesso ha dichiarato di aver dato una “aggiustatina” al romanzo originale, scritto nel 1973, a ben 30 anni di distanza e di conseguenza con uno uno stile diverso e una maturazione letteraria sulle spalle.
King narra la storia di Clayton Blaisdell Jr, alias Blaze, alternando capitoli ambientati nel presente del protagonista ad altri nel passato (forma molto amata dall’autore); questi ultimi descrivono le esperienze che hanno segnato il protagonista e che lo hanno reso l’uomo che è oggi, con tutti i difetti e pregi, fisici e psicologici.
Il romanzo scorre bene, forse più meritevole di interesse la parte sul passato di Blaze, mentre il presente del protagonista sembra passare in secondo piano per diversi tratti.
La combinazione di Bachman e King può, invece, risultato un difetto per chi conosce bene “entrambi” gli scrittori e avrebbe preferito una versione del libro con un unico stile.
Il King migliore rimane distante, ma nel complesso il mio giudizio sul romanzo è positivo e Blaze finisce con l’essere l’ennesimo personaggio kinghiano al quale sarà facile affezionarsi e ricordare anche a distanza di anni…
“Blaze” e “Duma Key” di Stephen King
“Blaze” di Richard Bachman
“Caro Fedele Lettore, questo è un romanzo da cassetto, d’accordo? Voglio che tu lo sappia quando hai ancora lo scontrino in tasca e prima che ci versi sopra del sugo o del gelato e ti diventi così difficile o impossibile restituirlo” (Stephen King)
Martedì 2 Ottobre è uscito “Blaze“, romanzo postumo di Richard Bachman (la prima stesura risale al 1972), scrittore morto per cancro allo pseudonimo (come annunciò Stephen King: un modo originale per ammettere che Bachman era il nome col quale aveva pubblicato alcuni romanzi giovanili).
L’uscita ha oltre 2 mesi di anticipo rispetto alla data ufficiale di Sperling & Kupfer (editore italiano di King) grazie all’iniziativa di Repubblica\Espresso che lo offrono in anteprima.
Il libro è ovviamente di Stephen King, famoso scrittore statunitense, sessantenne da meno di un mese, il quale ha fin da subito rivelato che si tratta di un’opera “da cassetto” ovvero di un libro che per anni è rimasto in un cassetto della sua scrivania (metaforicamente) perchè non apprezzato dall’autore.
A distanza di anni passò ancora tra le mani di King, per essere nuovamente bocciato… fino al 2006, quando ripensò a questa sua opera e alla possibilità di donare in beneficenza alla Haven Foundation (“che ha per finalità l’aiuto agli artisti freelance che hanno avuto incidenti e non hanno un’assicurazione medica. O per artisti, scrittori, pittori, e così via, che non hanno più un posto dove lavorare dopo un disastro naturale come l’uragano Katrina”) gli eventuali proventi.
Dopo una ricerca difficoltosa (al punto che King nella prefazione confessa di aver temuto di averlo smarrito, cosa già successa con altri due romanzi durante la sua carriera!), si accorse di ricordarlo ben più brutto e decise quindi di sistemarlo fino ad ottenerne la versione che è oggi disponibile ai Fedeli Lettori.
Qualche cenno sulla trama: Blaze è un ragazzo che soffre di un ritardo a causa di un incidente subito da bambino, è cresciuto dentro e fuori da riformatori, programmi di riabilitazione e accerchiato da personaggi più o meno loschi. Un giorno, però, incontra George e tutto cambia. Con lui programmerà il colpo del secolo […]
Non vado oltre perchè, quando possibile, amo affrontare i libri nella totale ignoranza ;)

Riporto di seguito l’intervista di Stephen King a proposito di “Blaze”:
Perché Blaze non è stato pubblicato nel 1973?
“Credevo che fosse troppo sentimentale, che finisse per far ridere”.
Dove lo ha ritrovato e perché ha deciso di pubblicarlo oggi?
“Pensavo che il manoscritto si fosse perso, ma quando ho pensato che si sarebbe potuto revisionarlo e pubblicarlo dando i ricavati in beneficenza, allora ho chiesto alla mia assistente Marsha, di provare a rintracciarne una copia. Era nella biblioteca della University of Maine. Marsha ne ha fatto una fotocopia. Non si fidava a darmi l’originale!”
Che personaggio è Blaze? Cosa pensa del fatto che la gente si identifichi con un criminale?
“Blaze è un uomo con disturbi mentali che diventa un criminale quando la società gli volta le spalle. Se il destino fosse stato più generoso, avrebbe potuto avere una vita produttiva e felice. Considero la sua storia una piccola tragedia del sottoproletariato”.
Stephen King come valuta Richard Bachman come scrittore?
“Bachman era più arrabbiato e pessimista di me”.
Perché usava questo pseudonimo?
“Mi era stato detto che potevo pubblicare solamente un libro l’anno con il mio vero nome, altrimenti saturavo il mercato. A dire la verità molti scrittori, come James Patterson, hanno dimostrato che questo non è vero. Il mio vero pseudonimo era Guy Pillsbury, che era il nome di mio nonno, ma si sparse subito la voce e così mi venne chiesto di cambiarlo all’ultimo momento, con una telefonata. Letteralmente mentre ero al telefono mi dissero di dargli un altro nome”.
E questo nome come le venne in mente?
“Ho detto Richard come Richard Stark perché avevo un suo libro sulla mia scrivania, e Bachman dal gruppo musicale Bachman-Turner Overdrive. La loro canzone Taking Care of Business era alla radio in quel momento”.
Ci ha messo molto le mani? E’ vero che ha fatto le correzioni a matita?
“Sì, è vero le ho fatte proprio a mano: pensavo che revisionando il manoscritto alla vecchia maniera sarei riuscito a ritrovare quei sentimenti e quelle sensazioni che avevo quando l’ho scritto. Per questo l’ho fatto”.
Qual è lo scrittore che l’ha influenzata di più?
“Penso Don Robertson, che ha scritto romanzi ambientati nelle piccole città dell’Ohio. Dopo di lui direi tutti”.
E il libro che preferisce tra quelli che ha scritto?
“La Storia di Lisey, pubblicato l’anno scorso”. (Lisey è la moglie di uno scrittore morto da poco che mentre ne riordina le carte scopre il mondo fantastico del marito. Questo romanzo segna il ritorno al successo di King dopo le difficoltà seguite al tremendo incidente del giugno 1999, quando venne investito durante la sua passeggiata quotidiana, che lo avevano spinto ad annunciare l’abbandono della scrittura).
Come è il suo metodo di lavoro? Quante ore al giorno scrive?
“Scrivo circa tre ore al giorno, quasi sempre la mattina. Il mio metodo non cambia mai: comincio quando la storia comincia nella mia testa e continuo finché tutti i personaggi o muoiono o vivono”.
Quello degli adolescenti è un tema ricorrente nei suoi libri, da It in poi, che cosa sono per lei? L’alternativa al male, all’orrore?
Stephen King ci scrive che non può rispondere a questa domanda: “Per farlo dovrei scrivere un saggio e sarebbe lungo”.
In Italia Blaze uscirà prima nelle edicole insieme a questo giornale e poi nelle librerie. E’ la prima volta che accade, cosa ne pensa?
“Penso che sia fantastico, è un ritorno all’era di Dickens. Vi auguro un grande successo”.
Il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto alla Haven Foundation. Di cosa si occupa questa fondazione?
“La Haven Foundation è stata creata per aiutare artisti freelance che hanno avuto incidenti e non hanno un’assicurazione medica. O per artisti, scrittori, pittori, e così via, che non hanno più un posto dove lavorare dopo un disastro naturale come l’uragano Katrina. Al contrario delle persone con lavori fissi, tante persone creative che lavorano come freelance non hanno una “rete di sicurezza” che li protegge quando le cose vanno male. Non possiamo aiutarli tutti, ma speriamo di poter aiutare i più sfortunati e i più meritevoli. Mi permetterei di invitare i vostri lettori a contribuire, se ne hanno voglia. Le informazioni si possono trovare sul mio sito, www. stephenking. com”.
E sul suo sito sono piovuti in questi giorni migliaia di messaggi di auguri per il compleanno, a cui ha risposto annunciando che da questo momento comincierà a contare gli anni alla rovescia: “Il prossimo anno ne festeggerò 59, e per il 2017 ne avrò 50 di nuovo”.
(2 ottobre 2007)
Appena avrò terminato la lettura, provvederò a recensirlo :)
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“Duma Key” di Stephen King
Il prossimo romanzo kinghiano uscirà negli USA il 22 Gennaio 2008 e da qualche mese è disponibile la copertina:

La versione più grande è reperibile qui.
Il romanzo è ambientato in Florida e narra la storia di un uomo che, dopo un brutto incidente, soffre di momenti di ansia e di scatti d’ira eccessivi che lo portano a divorziare con la moglie. Il desiderio di un cambio di vita, una svolta qualsiasi, lo riporta alla sua grande passione, la pittura. Ma strane cose avvengono ai quadri che dipinge […]
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Qualche link kinghiano
www.stephenking.com
www.stephenking.it
www.stephenkingofficial.it
www.ilredelbrivido.wordpress.com
en.wikipedia.org/wiki/Stephen_King
it.wikipedia.org/wiki/Stephen_King
news.castlerock.it/news_stephenking.php
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Varie ed eventuali
Oltre a “Blaze”, in questi giorni ho intenzione di procurarmi altri tre romanzi:
- “La fine dell’eternità” (1955) di Isaac Asimov, libro che coniuga la genialità dell’autore statunitense (di origine russa) ai viaggi nel tempo e alle conseguenze che comportano;
- “La strada” (2006) di Cormac McCarthy, che si ambienta negli anni successivi ad un olocauso atomico (ambientazione a me cara) e narra la storia di un padre e un figlio che attraversano l’America;
- “Cronache del dopobomba” (1963) di Philip K. Dick, libro che tratta sempre di un ipotetico futuro post-atomico, questa volta però il tema è affrontato da Dick, altro autore geniale;
Tempus fugit
Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.
(L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera)
Eccomi qua, dopo quasi tre mesi.
La prima cosa che mi viene in mente, in quanto a bei ricordi, è questa:

Passiamo ora a tutto il resto.
Nonostante i miei propositi iniziali, di fissare la mia vita su un diario virtuale in modo da rallentare il tempo, mi vedo costretto a riassumere tutto ciò che è accaduto dopo il viaggio a Venezia (spero di ricordarmi tutto), prendendo nota del fatto che il tempo mi ha inculato ancora.
Viaggi, Gite & Foto
Come potrete constatare, negli ultimi tempi mi sono dedicato molto alla fotografia:
- 2007-04-02 in giro per Cesena, con Emanuele, per fare qualche foto ai monumenti e paesaggi della mia città;
- 2007-04-08 in giro per Verucchio, Montebello e Santarcangelo, sempre col mio amico Emanuele, per far visita ad alcuni castelli della zona;
- 2007-04-15 in giro per Cesena e Cesenatico, con la mia cucciola (Micol), Giada e Valentina;
- 2007-04-28,29,30 viaggio a Trieste per weekend “fokoso” con Micol;
- 2007-05-15,16 in giro per Cesena, lungo il “Giro dei gessi”, con Emanuele, per fare qualche sana camminata e alcune foto ai magnifici paesaggi che le colline cesenati offrono :)
- 2007-06-01,02,03 weekend “fokoso” e stupendo a Cesena, con Micol;

Letture
In questi mesi mi sono dedicato soltanto a Joe R. Lansdale, scrittore che già da tempo conosco e apprezzo per lo stile diretto e per la godibilissima ironia dei suoi dialoghi.

Cinema
Non vado spesso al cinema, da diverso tempo, e anche a casa non guardo molti film (ahimè), ma ecco quel che son riuscito a gustarmi:
- Cambia la tua vita con un click, meglio di quanto mi aspettassi;
- 300 (Cinema) questa è SPARTAAAAAAA;
- The good shepherd (Cinema), merita una 2a visione, per essere compreso;
- La vita degli altri (Cinema), veramente bello;
- Jackass number two, da vedere :D;
- Non aprite quella porta – L’inizio, ben fatto, ma niente di nuovo;
- The ringer – L’imbucato, visto soltanto per la presenza di Johnny Knoxville;
- The departed, Scorsese è Scorsese, ma avrebbe meritato l’Oscar più per altri film;
- Lady in the water, carino, ma M.N. Shyamalan ha fatto di meglio, molto meglio;
- Spiderman 3 (Cinema), carino, divertente, inferiore ai primi 2;
- Mio fratello è figlio unico (Cinema), un film italiano che m’è piaciuto. miracolo;
- Miami vice, solita buona regia, ma di Mann preferisco altri film;
- Zodiac (Cinema), intrigante, forse un pò troppo lungo;
- Una scomoda verità, molto interessante.

Scrittura
Nel 2007 ho scritto soltanto un articolo, per il giornalino universitario dove collaboro, intitolato “Stay hungry. Stay foolish.”, di Steve Jobs, dove in realtà introduco un discorso molto interessante del fondatore di Apple.
A dire il vero sono usciti diversi miei articoli nel suddetto giornalino, ma erano già pronti dallo scorso dicembre e vegetavano in un cassetto in attesa di essere pubblicati.
Ho anche creato un sitozzo dove inserire le mie produzioni intitolato “Taccuino di un vecchio sporcaccione“, in omaggio a quel grandissimo scrittore di nome Bukowski :)
Il sito è raggiungibile a questo indirizzo: http://www.kubrick.altervista.org/taccuino
Aggiornamento del 24/06/2009: ho rimosso il sito in questione.
