Archive for the ‘Libri’ Category
La mia sacca piena di cianfrusaglie
La memoria. Sacca piena di cianfrusaglie che rotolano fuori per caso e finiscono col meravigliarti, come se non fossi stato tu a raccoglierle, a trasformarle in oggetti preziosi.
(Wu Ming)
Ecco parte della mia libreria cicciona, composta da 8 scaffali.
Nella foto si vedono 2 dei 3 scaffali dedicati a Stephen King e al fantasy in generale (ma a guardar bene si trova qualche abusivo), che uso anche per mettervi alcuni souvenir e regali (nella speranza che siano al sicuro, essendo questi gli scaffali più in alto).
- Birra (discreta, bevuta calda, sicuramente guadagna qualche punto se bevuta ghiacciata) comprata all’Iper di Savignano sul Rubicone nell’estate del 2007, quando io e Micol siamo andati a trovare Virgo al lavoro
- Ottima birra belga presa nell’ultima cena all’American Graffiti di Forlì con Micol, nel 2008
- Birra bevuta a cena al ristorante L’Alto Palato, la prima volta che ho portato Micol a Bertinoro nel 2007
- Birra presa a San Marino, quando ci sono andato con Micol nel 2007
- Bicchiere di sidro Bulmers, preso durante il viaggio a Londra nell’ottobre 2008
- Bottiglia di birra presa in Irlanda, sull’isola Inishomore, nel luglio 2007
- Bicchiere di birra preso in Irlanda, nel luglio 2007
- Tazza di Starbucks, presa in Irlanda, a Dublino, nel luglio 2007
- Boccale di birra del Lago di Garda, regalo di Natale 2008 di Micol
- Boccale di Rovigno, regalo fattomi da Micol quando è andata in Croazia nell’estate 2008
- Tazza di vin brulè presa a Monaco di Baviera nel dicembre 2008 (in realtà era di Micol, poi l’ho convinta a lasciarmela :>)
- Tazza di vin brulè presa a Monaco di Baviera nel dicembre 2008, nei pressi della pista di pattinaggio in centro;
- Scatola di thè presa durante il viaggio a Londra nell’ottobre 2008, nel negozio di alimentari di un arabo a due passi dal nostro B&B
- Pupazzetto di Wall-e, regalatomi da Micol durante il viaggio a Londra nell’ottobre 2008
- Peluche di un acaro della polvere, regalatomi da Micol durante il viaggio a Londra nell’ottobre 2008 (per la precisione i peluche dei batteri li abbiamo trovati al Cyberdog di Camden Town)
- Peluche di Gizmo (se non avete visto il film Gremlins non vi parlo più), regalo di Natale 2008 di Micol
- Bicchiere Bire, preso nel locale omonimo di Trieste nell’agosto 2008;
La foto è presente anche su flickr.
Che cosa ti aspetti da me?
Il nostro destino è quello di essere inferiori all’idea che avevamo di noi stessi.

Su consiglio di una collega di lavoro, ho letto “Che cosa ti aspetti da me?” di Lorenzo Licalzi.
Pensava che mi sarebbe piaciuto perchè parla di una realtà con cui siamo a contatto quotidianamente, seppur a distanza, cioè gli anziani ospiti delle case di riposo.
Aveva ragione.
Il romanzo ha una scrittura lineare e semplice, con diverse pagine molto delicate e profonde.
E’ diviso in 3 parti, di cui l’ultima è forse quella meno interessante, al punto che si potrebbe pensare che il libro ne avrebbe guadagnato se fosse finito al termine della seconda parte oppure se la terza fosse stata ampiamente tagliata.
Un altro difetto che ho riscontrato in Licalzi è l’essere fin troppo esplicito nel narrare le sensazione e i pensieri di Tommaso Perez, l’anziano protagonista, risultando a volte persino ripetitivo nel descrivere i suoi stati d’animo, mentre avrei preferito qualcosa di meno diretto e che spingesse il lettore a trarre certe conclusioni anzichè vedersele illustrate ripetutamente.
Paradossalmente, nei pochi buoni passi della terza parte, Licalzi smette di spiegare e si mette a narrare, lasciando che sia il lettore a rimbalzare fra le parole, assimilando il significato indirettamente.
In conclusione, il libro è un buon libro, con diverse parti interessanti, forse più di quelle che ho trovato io, che comunque conosco l’ambiente delle case di riposo e certe cose potrei averle trovate scontate.
Alcuni bei momenti: l’assenza dell’odore del caffè al risveglio, la descrizione del rapporto con Elena, l’uscita al mare e il regalo a sorpresa per il compleanno di Tommaso Perez.
The last Man on Earth – Photobook
Sito ufficiale: http://thelastmanonearth-photobook.blogspot.com
L’idea iniziale era quella di stampare un libro di foto mie, scegliendo personalmente il layout, la sequenza delle foto, le didascalie, il numero di pagine, la copertina rigida e tutto il resto.
Googlando un po’ ho scoperto blurb.com, che rispondeva alle mie esigenze :D
Terminata la composizione e inviato il fotolibro a Blurb, ho considerato la possibilità di metterlo “pubblico” (inizialmente l’avevo un po’ snobbata) così che i visitatori del sito possano vederlo ed eventualmente comprarlo.
Non che conti molto sul fatto di farci qualche soldo (oltre alla soddisfazione di veder apprezzato il mio lavoro, che sarebbe l’aspetto principale, considerando la miseria che guadagnerei da ogni libro venduto), ma al mondo si vende tanta roba, anche più inutile e brutta del mio fotolibro.
Forse.
Libri, qualche appunto personale
Non giova né si assimila il cibo vomitato subito dopo il pasto. […] Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne. […] Leggi sempre, perciò autori di valore riconosciuto e se di tanto in tanto ti viene in mente di passare ad altri, ritorna poi ai primi. Procurati ogni giorno un aiuto contro la povertà, contro la morte e, anche, contro le altre calamità; e quando avrai fatto passare tante cose, estrai un concetto da assimilare in quel giorno.
(Lucio Anneo Seneca)

Procurarmi, prima o poi, magari quando escono in edizione economica, tanto i libri da leggere non mi mancano, i seguenti libri:
- Richard Matheson, Io sono Helen Driscoll
- Joe R. Lansdale, Il carro magico
- Oliver W. Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello
- Haruki Murakami, La fine del mondo e il paese delle meraviglie
- Cormac McCarthy, La strada
- Javier Marias, Domani nella battaglia pensa a me
Senza fretta però, vedi mai che Seneca ne sapesse più di me.

Del resto la fotocopia è uno strumento di estrema utilità, ma molte volte costituisce anche un alibi intellettuale: cioè uno, uscendo dalla biblioteca con un fascio di fotocopie, ha la certezza che non potrà di solito mai leggerle tutte, non potrà neanche poi ritrovarle perché incominciano a confondersi tra di loro, ma ha la sensazione di essersi impadronito del contenuto di quei libri. Prima della xerociviltà costui si faceva lunghe schede a mano in queste enormi sale di consultazione e qualcosa gli rimaneva in testa. Con la nevrosi da fotocopia c’è il rischio che si perdano giornate in biblioteca a fotocopiare libri che poi non vengono letti.
(Umberto Eco)
Fino al tardo Ottocento […] era pratica comune per i giovani, e per i lettori impegnati vita natural durante, trascrivere lunghi discorsi politici, prediche, pagine di poesia e di prosa, voci di enciclopedie e capitoli di narrazioni storiche. Questo lavoro di copiatura aveva diversi scopi: il miglioramento del proprio stile, la tesaurizzazione voluta di esempi pronti di argomentazione o di persuasione, il rafforzamento di una memoria accurata (elemento cardinale). Soprattutto, la trascrizione comprende un coinvolgimento totale con il testo, una dinamica reciproca fra lettore e libro.
Questo coinvolgimento totale è la somma dei vari modi di risposta responsabile: marginalia, annotazione sistematica, correzione ed emendamenti filologici, trascrizione. Tutti insieme, essi generano una continuazione del libro che viene letto. La penna attiva del lettore verga «un libro in risposta».
(George Steiner)
L’inferno è ripetizione
(Cit. Stephen King)
Negli ultimi giorni ho constatato che Jon Turteltaub e Dan Brown hanno in comune una cosa.
Hanno scoperto una formula vincente, forse casualmente, forse per bravura, e la stanno riproponendo comodamente seduti dalla propria poltrona.
Finora, però, hanno avuto ragione loro: basta far trascorrere qualche mese tra un loro film \ libro e l’altro per rendere accettabile l’inganno.
Dan Brown ha scritto, in ordine di uscita americana: Crypto ,1998 (Digital Fortress), Angeli e demoni, 2000 (Angels and Demons), La verità del ghiaccio, 2001 (Deception Point), Il codice da Vinci, 2003 (The Da Vinci Code).

Li ho letti tutti (l’ultimo è stato La verità del ghiaccio, ai primi di novembre, a casa dei miei nonni), meno Crypto (presto porrò rimedio) e devo dire che Brown con disinvolta sfacciataggine ha sempre riproposto la stessa identica storia limitandosi a cambiare il nome dei personaggi, l’ambientazione e il mistero da risolvere… il problema è che funziona.
Brown dimostra di riuscire a documentarsi su alcuni tra i temi (incluse alcune teorie bizzarre) che più stuzzicano la curiosità delle persone e creare un intreccio abbastanza credibile da proporre nel romanzo.
Stesso dicasi per Jon Turteltaub e Nicolas Cage.
Domenica 23 dicembre ho visto “Il mistero delle pagine perdute“, fotocopia del precedente “Il mistero dei templari”, con due semplici varianti: Ed Harris al posto di Boromir, nella parte del “cattivo” e l’inserimento della madre di Nicolas Cage \ Ben Gates… idea presa in prestito a Steven Spielberg in “Indiana Jones e l’ultima crociata” (dove appare l’immortale Sean Connery nei panni del padre del mai troppo amato archeologo).
Anche in questo caso devo dire che ho trovato il film gradevole, rilassante, ideale per passare un paio d’ore in compagnia di qualche amico o della morosa. Inoltre qualche gag è riuscita bene, anche se non dimenticherò mai quella a Buckingham Palace, imbarazzante per credibilità e recitazione…


