Archive for the ‘Fotografie’ Category
Azzeccare i cavalli vincenti
Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole. Direi però, dato che tutti ci s’adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza. È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell’ errore, vivendo in uno stato come d’intontimento o di paura. Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia.
– Charles Bukowski, Altra storia di cavalli
Luigi Ghirri, Il paesaggio impossibile
Il paesaggio impossibile
Giordano Bruno dice che le immagini “sono enigmi che si risolvono col cuore”.
A chi mi chiede a volte che cosa sia la fotografia rispondo con questa frase perchè, tra le possibili risposte anche pertinenti, ma comunque sempre un po’ parziali e restrittive, questa mi pare che sia, nella sostanza, la più vicina a quello che penso.
Questa frase potrebbe apparire anche come una felice semplicifazione ad effetto, penso invece che indichi il modo più giusto di relazionarsi non solo con le immagini e quindi anche con le fotografie, ma anche con altri innumerevoli misteri dello sguardo.
Forse è questo il sentimento che mi guida quando guardo un paesaggio, le linee di un volo, i volumi di un’architettura, le superfici colorate di un muro, le luci incerte di qualche notturno o la strana armonia che le nuvole donano ad ogni paesaggio del mondo.
E’ difficile dire perchè una stanza, le pietre di una strada, un angolo di giardino mai visto, un muro, un colore, uno spazio, una casa diventino improvvisamente familiari, nostri. Sentiamo che abbiamo abitato questi luoghi, una sintonia totale ci fa dimenticare che tutto questo esisteva e continuerà ad esistere al di là dei nostri sguardi.
Mettendoli in fila, uno dopo l’altro, questi luoghi formano una specie di sequenza strana fatta di pietre, chiese, gesti, luci, nebbie, rami coperti di brina, mari azzurri; diventano il nostro paesaggio impossibile, senza scala, senza un ordine geografico per orientarci; un groviglio di monumenti, luci, pensieri, oggetti, momenti, analogie formano il nostro paesaggio della mente che andiamo a cercare anche inconsciamente, tutte le volte che guardiamo fuori da una finestra, nell’aperto del mondo esterno, come fossero i punti di un’immaginaria bussola che indica una direzione possibile.
Luigi Ghirri, Dattiloscritto, 1989
– Passo tratto dal catalogo della mostra “Paesaggi” di Luigi Ghirri e Mario Giacomelli.
Massimiliano Verdino – Inside Rugby
Il volume, con un’introduzione dei giornalisti Marina Itolli e Corrado Sannucci, presenta, attraverso più di 100 immagini inedite, l’opera del fotografo Massimiliano Verdino che ha accostato ai corpi statuari dei rubgisti, fotografati nei momenti di gioco, capolavori di Leonardo Da Vinci, Michelangelo e Canova. Da una mano che trattiene l’avversario in fuga o da corpi attorcigliati in una mischia vengono fuori immagini artistiche che mostrano tutta la grinta, lo sforzo e la voglia di vincere nel pieno rispetto degli altri e delle regole, caratteristiche peculiari di questo sport. (cariparma.it)
“Parlare di sport significa parlare del corpo degli uomini come oggetto sociale, e significa anche parlare di valori: sportività, lealtà, coraggio, cooperazione, quei valori di cui il rugby è riconosciuto portatore. Significa rivisitare la storia umana attraverso l’arte e la cultura occidentale ed è dunque il pretesto per parlare dell’uomo in senso completo, rinascimentale: l’armonia del corpo coincide con la bellezza interiore e il tutto è in armonia con lo spazio nel quale l’uomo compie il suo gesto.” (M. Itolli) (ibs.it)
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Rugby di Daniel D’Ottavio
La forza che guizza dai muscoli e dagli abbracci con compagni e avversari, il rituale, le dinamiche di squadra, la mischia, il continuo mescolarsi di corpi, braccia, gambe, ma anche sangue e sudore… se rientrate nel gruppo dei sedotti dal rugby consiglio di sfogliare il volume dal titolo inequivocabile edito dalla The Silas Finch Foundation che raccoglie gli scatti di Daniel D’Ottavio.
Le fotografie in bianco e nero di Rugby si concentrano sul gioco e gli allenamenti del New York Athletic Club Rugby Team durante la storica stagione del 2008 nella quale vinse il Rugby Super League Championship, prediligendo un punta di vista ravvicinato, quasi più quello del giocatore che quello dello spettatore, dall’erba e il fango più che dagli spalti. (clickblog.it)
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