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In Italy, crime pays and may get you elected

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In Italy, crime pays and may get you elected
[ingrandisci] – [leggi l’articolo del Los Angeles Time]

Dopo aver subliminalmente suggerito cosa non votare, vi suggerisco un motivo per votare citando un articolo di Michele Serra, da “L’amaca” di Repubblica:

“Andare a votare mi è sempre piaciuto, amo la banalità della democrazia, nutro simpatia per i seggi, gli scrutatori, i tabelloni appesi, le guardie che guardano, la matita copiativa. Mi emoziono ogni volta, anche se le volte oramai sono tante. Non ho mai capito l´ignavia dei disinteressati, dei non partecipi per menefreghismo, e fatico a digerire anche la spocchia di quelli che non vanno a votare perché «non si riconoscono» in nessun partito, chissà in che cosa si riconosceranno, nel Re di Atlantide, negli anelli di Saturno, nella barba di Bakunin, nella loro mamma?
Temo proprio che perderò anche questa volta, d´altra parte questo è sempre stato un Paese di destra, cattolico e di destra, gli elettori di sinistra sono abituati a perdere da generazioni, di padre in figlio, ci sono quelli che lo fanno apposta e votano l´estrema perché è bello sentirsi pochi ma buoni, ci sono quelli che invece cercano di fare mucchio (come me) ma passano gli anni e il mucchio non è quasi mai abbastanza grosso per governare. Da quando vado a votare ho vinto solo un paio di volte su venti, è una media da retrocessione. Incredibilmente ci credo ancora, mi piace ancora, specialmente se penso a tutta la brava gente che si è fatta un gran mazzo in campagna elettorale. Ho un paio di amici che rimarranno a casa, a misurare la puzza sotto il naso. Da dopodomani gli vorrò bene lo stesso, oggi no. Oggi li detesto.”

Written by filippo

13 aprile 2008 at 9:33 PM

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Robert Kennedy e il PIL

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Qualche sera fa, a Report (16/03/2008), ho potuto ascoltare un discorso di Bob Kennedy, fratello di John Fitzgerald, entrambi assassinati rispettivamente nel 1968 e 1963.

In questo discorso, risalente al 18/03/1968 e tenuto presso l’Università del Kansas, Robert Kennedy parla del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indice di misura per il benessere di un paese e lo fa in un modo che oggi sarebbe impensabile.

Si potrebbe discutere sul suo eventuale predicare bene e razzolare male, ma al di là di questo credo sia importante trasmette il suo messaggio.
Del resto una cosa intelligente è tale indipendentemente da chi la pronuncia e non viceversa.

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

Written by filippo

31 marzo 2008 at 6:47 PM

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I vincitori degli Oscar 2008

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Oscar 2008

Ieri sera si è tenuta la cerimonia di premiazione degli Oscar 2008: come prevedibile i premi più ambiti sono andati all’ultimo film dei fratelli Coen, “Non è un paese per vecchi”.
Serata deludente per “Il petroliere” che, partendo con 8 nomination, porta a casa soltanto 2 statuette.
Ignorato completamente “Into the wild” di Sean Penn.
Due statuette per gli italiani Dario Marianelli (per la colonna sonora di “Espiazione”), Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (per le coreografie di “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street”).

4 Oscar per “Non è un paese per vecchi”
3 Oscar per “The Bourne Ultimatum” (…)
2 Oscar per “Il petroliere” e “La vie en rose”
ecc.

Miglior film: “Non è un paese per vecchi” di Joel e Ethan Coen
Miglior regia: Joel e Ethan Coen per “Non è un paese per vecchi”
Miglior attore protagonista: Daniel Day Lewis per “Il petroliere”
Miglior attrice protagonista: Marion Cotillard per “La vie en rose”
Miglior attore non protagonista: Javier Bardem per “Non è un paese per vecchi”
Miglior attrice non protagonista: Tilda Swinton per “Michael Clayton”
Oscar alla carriera: Robert Boyle
Miglior film di animazione: “Ratatouille” Disney Pixar
Miglior scenografia: Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per “Sweeney Todd”
Miglior sceneggiatura originale: “Juno” di Diablo Cody
Miglior sceneggiatura non originale: “Non è un paese per vecchi” di Coen Bros.
Miglior film straniero: “The Counterfeiters” di Stefan Ruzowitzky (Austria)
Miglior fotografia: Robert Elswit per “Il petroliere” di P.T. Anderson
Miglior montaggio: Christopher Rouse per “The Bourne Ultimatum” di Paul Greengrass
Migliori costumi: Alexandra Byrne per “Elizabeth”
Miglior trucco: Didier Lavernie per “La vie en rose”
Migliori effetti speciali: Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris e Trevor Wood per “La bussola d’oro”
Miglior colonna sonora: “Espiazione” di Dario Marianelli
Miglior cortometraggio: “Les Mozart De Pickpockets” di Pilippe Pollet-Villard
Miglior cortometraggio di animazione: “Peter and The Wolf” di Suzie Templeton e Hugh Welchman
Miglior canzone: “Falling slowly” da “Once”
Miglior documentario: “Taxi to the Dark Side” di Alex Gibney, Eva Horner
Miglior cortometraggio documentario: “Freeheld” di Cynthia Wade e Vanessa Roth
Migliori sonoro (montaggio): Karen Baker Landers e Per Hallberg per “The Bourne Ultimatum” di Paul Greengrass
Migliori sonoro (mixaggio): Scott Millan, David Parker e Kirk Francisper “The Bourne Ultimatum” di Paul Greengrass

Segue il riepilogo delle nomination:

Miglior film
“Espiazione”
“Juno”
“Michael Clayton”
“Non è un paese per vecchi”
“Il petroliere”

Miglior regia
“Juno” — Jason Reitman
“Michael Clayton” — Tony Gilroy
“Non è un paese per vecchi” — Joel e Ethan Coen
“Il petroliere” — Paul Thomas Anderson
“Lo scafandro e la farfalla” — Julian Schnabel

Miglior attore protagonista
George Clooney in “Michael Clayton”
Daniel Day-Lewis in “Il petroliere”
Johnny Depp in “Sweeney Todd”
Tommy Lee Jones in “Nella valle di Elah”
Viggo Mortensen in “La promessa dell’assassino”

Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett in “Elizabeth: The Golden Age”
Julie Christie in “Away from Her – Lontano da lei”
Marion Cotillard in “La vie en rose”
Laura Linney in “La famiglia Savage”
Ellen Page in “Juno”

Miglior attore non protagonista
Casey Affleck in “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford”
Javier Bardem in “Non è un paese per vecchi”
Philip Seymour Hoffman in “La guerra di Charlie Wilson”
Hal Holbrook in “Into the Wild – Nelle terre selvagge”
Tom Wilkinson in “Michael Clayton”

Miglior attrice non protagonista
Cate Blanchett in “Io non sono qui”
Ruby Dee in “American Gangster”
Saoirse Ronan in “Espiazione”
Amy Ryan in “Gone Baby Gone”
Tilda Swinton in “Michael Clayton”

Miglior film di animazione
“Persepolis” — Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
“Ratatouille” — Brad Bird
“Surf’s Up – I re delle onde” — Ash Brannon e Chris Buck

Miglior scenografia
“American Gangster” — Direzione artistica: Arthur Max – Decorazione set: Beth A. Rubino
“La bussola d’oro” — Direzione artistica: Dennis Gassner – Decorazione set: Anna Pinnock
“Espiazione” — Direzione artistica: Sarah Greenwood – Decorazione set: Katie Spencer
“Il petroliere” — Direzione artistica: Jack Fisk – Decorazione set: Jim Erickson
“Sweeney Todd” — Direzione artistica: Dante Ferretti – Decorazione set: Francesca Lo Schiavo

Miglior sceneggiatura originale
“Juno” — Diablo Cody
“Lars e una ragazza tutta sua” — Nancy Oliver
“Michael Clayton” — Tony Gilroy
“Ratatouille” — Brad Bird (soggetto di Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird)
“La famiglia Savage” — Tamara Jenkins

Miglior sceneggiatura non originale
“Espiazione” — Christopher Hampton
“Away from Her – Lontano da lei” — Sarah Polley
“Lo scafandro e la farfalla” — Ronald Harwood
“Non è un paese per vecchi” — Joel e Ethan Coen
“Il petroliere” — Paul Thomas Anderson

Miglior film straniero
“12” (Russia)
“Beaufort” (Israele)
“Il falsario – Operazione Bernhard” (Austria)
“Katyn'” (Polonia)
“Mongol” (Kazakistan)

Miglior fotografia
“L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford” — Roger Deakins
“Espiazione” — Seamus McGarvey
“Non è un paese per vecchi” — Roger Deakins
“Il petroliere” — Robert Elswit
“Lo scafandro e la farfalla” — Janusz Kaminski

Miglior montaggio
“The Bourne Ultimatum” — Christopher Rouse
“Into the Wild – Nelle terre selvagge” — Jay Cassidy
“Non è un paese per vecchi” — Roderick Jaynes
“Il petroliere” — Dylan Tichenor
“Lo scafandro e la farfalla” — Juliette Welfling

Migliori costumi
“Across the Universe” — Albert Wolsky
“Elizabeth: The Golden Age” — Alexandra Byrne
“Espiazione” — Jacqueline Durran
“Sweeney Todd” — Colleen Atwood
“La vie en rose” — Marit Allen

Miglior trucco
“La vie en rose” — Didier Lavergne e Jan Archibald
“Norbit” — Rick Baker e Kazuhiro Tsuji
“Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo” — Ve Neill e Martin Samuel

Migliori effetti speciali
“La bussola d’oro” — Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris e Trevor Wood
“Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo” — John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson e John Frazier
“Transformers” — Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl e John Frazier

Miglior colonna sonora
“Il cacciatore di aquiloni” — Alberto Iglesias
“Espiazione” — Dario Marianelli
“Michael Clayton” — James Newton Howard
“Quel treno per Yuma” — Marco Beltrami
“Ratatouille” — Michael Giacchino

Miglior cortometraggio
“At Night” — Christian E. Christiansen e Louise Vesth
“Le Mozart des Pickpockets” — Philippe Pollet-Villard
“Il supplente” — Andrea Jublin
“Tanghi argentini” — Guido Thys and Anja Daelemans
“The Tonto Woman” — Daniel Barber e Matthew Brown

Miglior cortometraggio di animazione
“I Met the Walrus” — Josh Raskin
“Madame Tutli-Putli” — Chris Lavis e Maciek Szczerbowski
“Même Les Pigeons Vont au Paradis” — Samuel Tourneux and Simon Vanesse
“Moya Lyubov” — Alexander Petrov
“Peter & the Wolf” — Suzie Templeton e Hugh Welchman

Miglior canzone
“Falling Slowly”, da “Once” — Musica e testo di Glen Hansard e Marketa Irglova
“Happy Working Song”, da “Come d’incanto” — Musica di Alan Menken, testo di Stephen Schwartz
“Raise It Up”, da “La musica nel cuore”
“So Close”, da “Come d’incanto” — Musica di Alan Menken, testo di Stephen Schwartz
“That’s How You Know”, da “Come d’incanto” — Musica di Alan Menken, testo di Stephen Schwartz

Miglior documentario
“No End in Sight” — Charles Ferguson e Audrey Marrs
“Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience” — Richard E. Robbins
“Sicko” — Michael Moore e Meghan O’Hara
“Taxi to the Dark Side” — Alex Gibney e Eva Orner
“War/Dance” — Andrea Nix Fine e Sean Fine

Miglior cortometraggio documentario
“Freeheld” — Cynthia Wade e Vanessa Roth
“La Corona” — Amanda Micheli e Isabel Vega
“Salim Baba” — Tim Sternberg e Francisco Bello
“Sari’s Mother” — James Longley

Migliori sonoro (montaggio)
“The Bourne Ultimatum” — Karen Baker Landers e Per Hallberg
“Non è un paese per vecchi” — Skip Lievsay
“Il petroliere” — Matthew Wood
“Ratatouille” — Randy Thom e Michael Silvers
“Transformers” — Ethan Van der Ryn e Mike Hopkins

Migliori sonoro (mixaggio)
“The Bourne Ultimatum” — Scott Millan, David Parker e Kirk Francis
“Non è un paese per vecchi” — Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff e Peter Kurland
“Ratatouille” — Randy Thom, Michael Semanick e Doc Kane
“Quel treno per Yuma” — Paul Massey, David Giammarco e Jim Stuebe
“Transformers” — Kevin O’Connell, Greg P. Russell e Peter J. Devlin

Written by filippo

25 febbraio 2008 at 1:39 PM

Pubblicato su Attualità, Cinema

Presentatrici in Parlamento, Italia

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Nel teatrino d’Italia mancava solo l’On. Gabriella Carlucci (si si, proprio quella di “Buona domenica”) che ficca il naso nei meriti scientifici del Prof. Luciano Maiani (noto fisico sammarinese), scrivendo una lettera a Romano Prodi, nella quale critica la nomina di Maiani a Presidente del CNR e, a supporto delle proprie osservazioni, cita Sheldon Glashow.

Molto bene, dov’è il problema?

Che la Carlucci sminuisce Maiani facendo diversi riferimenti a feroci critiche che Glashow avrebbe rivolto a Maiani in passato (i due fisici hanno collaborato per anni e quindi si conoscon bene) e, ques’ultimo, è dovuto intervenire scrivendo a sua volta una lettera a Prodi nella quale smentisce la Carlucci.

Tutto qui? No no…

La Carlucci, non soddisfatta, ha dovuto estrarre una perla dal proprio repertorio, scrivendo una lettera a Glashow, dove gli chiede: “Le scrivo solo ora per porLe una semplice domanda: se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel?

Ecco.

Questa è la domanda con cui un Parlamentare italiano pensa di beccare in castagna Glashow, un Nobel di fama mondiale.
Con un simile ragionamento persino Von Neumann (e tanti altri) potrebbe essere ritenuto un garzone del mondo matematico\scientifico.
Questa è l’Italia.

Seguono i testi delle 3 lettere:

Lettera – Carlucci scrive a Prodi e critica Maiani usando Glashow come supporto

Spett.le: Presidente Prodi
Ministro Mussi
Sottosegretario Modica
P.C. : Componenti Commissione
Cultura Camera dei Deputati
Componenti Commissione
Cultura Senato della Repubblica

Nel proporlo alla Presidenza del CNR Luciano Maiani è stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali.
Niente di più falso.
Maiani nel 1969 ha avuto la fortuna di lavorare per un semestre ad Harvard con Sheldon Glashow (Premio Nobel per la Fisica nel 1979) con i quale pubblicò l’unico suo lavoro degno di interesse.
Lavoro che firmò ma che chiaramente non capì visto che nel 1974 lo rinnegò pubblicando un altro lavoro (nota bene: insieme a Cabibbo, Parisi e Petronzio) dove confusero particelle elementari di proprietà fisiche diverse.
Successivamente Glashow addirittura si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al CERN poiché manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore. Cosa, questa, estremamente ridicola.
Tutto questo creò un notevole danno di immagine alla Fisica italiana e alla tanto pubblicizzata scuola romana della Sapienza: i famosi “eredi di Fermi” che ancora non hanno prodotto nulla di scientificamente rilevante ma che sono molto abili nel procurarsi posizioni di potere: Cabibbo è stato Presidente dell’INFN e dell’ENEA, Petronzio è l’attuale Presidente dell’INFN, Parisi ha presieduto il Comitato di Alta Consulenza che ha portato Maiani alla Presidenza del CNR. Maiani è stato Presidente dell’INFN e Direttore del CERN provocando danni devastanti ad entrambe le istituzioni. Particolarmente critica fu la sua gestione del CERN come è dimostrato da numerosi documenti (si veda, per esempio, Nature del 4 ottobre e dell’11 ottobre 2001).
Letizia Moratti, allora Ministro della Ricerca, riuscì a risolvere la crisi e impedì una bruttissima figura all’Italia. Da ricordare che Parisi e Petronzio manifestavano nelle piazze italiane contro la Moratti proprio mentre lei si impegnava a salvare la faccia (e non solo) al loro sodale Maiani.
Tutto questo non potrà essere dimenticato. Sarebbe pertanto utile per il bene di tutti e, soprattutto, del CNR che Maiani facesse un passo indietro. Invito anche i colleghi della Commissione Cultura del centrosinistra ad informarsi meglio prima di esprimere giudizi non basati sui fatti e chiaramente in malafede.
Questo invito è inoltre particolarmente rivolto al Sottosegretario Luciano Modica.
On. Gabriella Carlucci

Lettera – Glashow smentisce la Carlucci e conferma la stima in Maiani
Al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Romano Prodi

Mi hanno mostrato il contenuto di una lettera calunniosa che le ha scritto la sig.ra Gabriella Carlucci il 7 febbraio 2008. Questa lettera è stata pubblicata sul sito Puglia-live ed è stata largamente diffusa. Nella lettera sostiene, falsamente, che io abbia messo in dubbio la competenza scientifica del prof. Luciano Maiani, recentemente eletto presidente del CNR, e che avessi ostacolato la sua nomina al CERN. Queste calunniose dichiarazioni sono parte di un più grande tentativo di sminuire l’operato scientifico del prof. Maiani. La lettera denigra i suoi risultati scientifici ottenuti negli anni e di molti suoi colleghi, come il prof. Cabibbo, Parisi e Petronzio, sostenendo che questi abbiano causato un serio danno all’immagine della fisica italiana nel mondo. Non è così! I commenti che la signora Carlucci mi riferisce sono assolutamente falsi e maligni. Il prof. Maiani ebbe un ruolo chiave nella nostra collaborazione, anni fa, e questo gli è stato riconosciuto internazionalmente con un’alta onorificenza: il premio Dirac Medal and Sakurai.
Le molte ricerche del prof. Maiani, sono state citate oltre ottomila volte (non includendo le oltre 3600 citazioni riguardanti il nostro lavoro comune). Io non ho mai scritto, suggerito o pensato nulla remotamente dispregiativo a proposito delle competenze di questo stellare scienziato italiano. I temi fondanti della lettera della sign.ra Carlucci, sono falsi, calunniosi e maligni. Io ed i miei colleghi nel mondo abbiamo la più alta considerazione degli studiosi italiani sulle particelle fisiche, delle quali il prof. Cabibbo, Petronzio, Parisi e lo stesso Maiani sono luminari che possono essere considerati come ‘gli eredi di Fermi’. E questi non possono in alcun modo aver danneggiato l’immagine delle istituzioni scientifiche del Suo Paese, agli occhi di uno studente straniero se c’è qualcosa che può danneggiare l’immagine del Suo Paese sono la volgarità e l’inganno di questi calunniosi tentativi di denigrare uno dei più esimi scienziati della Sua nazione.
Cordialmente
Sheldon L. Glashow – Premio Nobel e membro dell’Accademia dei Lincei

Lettera – Carlucci risponde a Glashow ed estrae il coniglio dal cilindro
Caro Prof. Glashow, Lei ha scritto al Presidente Prodi insultandomi brutalmente senza però andare alla sostanza delle cose. La informo che i contenuti della lettera che ha suscitato la Sua ira vengono da notizie pubblicate su quotidiani italiani, su Nature e su “Lettere al Nuovo Cimento”. Notizie mai smentite. Le scrivo solo ora per porLe una semplice domanda: se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel ? Eppure la Fisica della Particella italiana (e, in particolare, quella romana) è in percentuale e in valore assoluto fra le meglio finanziate al mondo. Sperò mi risponderà senza insultarmi. E non dica bugie: potrei sorprenderLa. Cordiali saluti.
Gabriella Carlucci

Written by filippo

20 febbraio 2008 at 7:39 PM

You’re gonna need a bigger boat!

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Lo Squalo

Tra le altre cose, il 10 Febbraio 2008, è morto Roy Scheider.
Lo ricordo soprattutto nel film “Lo squalo”, nei panni di Martin Brody, uno dei tanti film che hanno segnato la mia infanzia.
Qualcuno potrà ricordarlo ne “Il braccio violento della legge”, “Il maratoneta”, “Tuono blu” o qualche altro film più recente; fatto sta che ora è irrimediabilmente morto.
Era forse il mio archetipo di padre spaccamaroni che, però, quando serve, ti para il culo.

I segreti di Brokeback Mountain

Il 22 Gennaio, invece, avevo già dovuto rinunciare ad un attore che mi era piaciuto molto in “I segreti di Brokeback Mountain”, Heath Ledger, e che speravo di rivedere in tanti altri film.

Written by filippo

17 febbraio 2008 at 3:32 PM

Pubblicato su Attualità, Cinema, Nostalgia