Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Nessun uomo è un’isola

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Nessun uomo è un'isola (foto 1)

Nessun uomo è un’isola (foto 1)

Nessun uomo è un'isola (foto 2)

Nessun uomo è un’isola (foto 2)

Nessun uomo è un'isola (foto 3)

Nessun uomo è un’isola (foto 3)

Nessun uomo è un'isola (foto 4)

Nessun uomo è un’isola (foto 4)

Nessun uomo è un'isola (foto 5)

Nessun uomo è un’isola (foto 5)

Nessun uomo è un'isola (foto 6)

Nessun uomo è un’isola (foto 6)

Nessun uomo è un'isola (foto 7)

Nessun uomo è un’isola (foto 7)

Nessun uomo è un'isola (foto 8)

Nessun uomo è un’isola (foto 8)

Nessun uomo è un'isola (foto 9)

Nessun uomo è un’isola (foto 9)

Nessun uomo è un'isola (foto 10)

Nessun uomo è un’isola (foto 10)

Nessun uomo è un'isola (foto 11)

Nessun uomo è un’isola (foto 11)

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Mini-progetto realizzato nella mattinata di sabato 10 aprile 2010, fra le 9 e le 11, al mercato coperto di Cesena, in occasione di un workshop con Giancarlo Torresani presso il GF93.

Partito all’avventura, senza idee già in mente, ho ripensato alla poesia di John Donne quando ho visualizzato la foto n. 3

Celeberrimi sono i suoi versi di Nessun uomo è un’isola contenuti in Meditation XVII e citati da Ernest Hemingway in Per chi suona la campana e da Nick Hornby in Un ragazzo (About a boy). “Nessun uomo è un’isola” è anche il titolo di uno dei migliori libri, del 1955, di Thomas Merton, lo scrittore religioso statunitense autore di oltre sessanta opere importanti. (Wikipedia)

(A sua volta, la canzone For whom the bell tolls dei Metallica, si ispira al romanzo di Hemingway)

Questa è la poesia intera di John Donne:

Nessun uomo è un’isola,
completo in sé stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l’Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell’umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
suona per te.

___

No man is an island,
entire of itself;
every man is a piece of the continent,
a part of the main;
if a clod be washed away by the sea,
Europe is the less,
as well as if a promontory were,
as well as if a manor of thy friends
or of thine own were;
any man’s death diminishes me,
because I am involved in mankind;
and therefore never send to know
for whom the bell tolls;
it tolls for thee.

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Written by filippo

27 Maggio 2010 at 3:34 PM

Pubblicato su Fotografie, Libri

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena

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Cesena, 14 Maggio 2010

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 1)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 1)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 2)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 2)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 3)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 3)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 4)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 4)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 5)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 5)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 6)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 6)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 7)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 7)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 8)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 8)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 9)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 9)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 10)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 10)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 11)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 11)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 12)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 12)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 13)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 13)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 14)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 14)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 15)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 15)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 16)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 16)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 17)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 17)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 18)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 18)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 19)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 19)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 20)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 20)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 21)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 21)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 22)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 22)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 23)

Fabrizio Corona allo Skorpia Tattoo Studio di Cesena (foto 23)

Written by filippo

25 Maggio 2010 at 6:54 PM

Pubblicato su Fotografie

Burn Magazine, Purpose Photo Webmag & Co.

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James Dodd - Olympic Dreams

James Dodd - Olympic Dreams

E’ straordinario, ma allo stesso tempo quasi deprimente, vedere quanti fotografi bravi e quante idee originali girano per il mondo… è un pensiero ricorrente, quando scorro le riviste fotografiche online Burn Magazine e Purpose Photo Webmag, oltre al solito immortale The Big Picture.

C’è tanto da inventare, scoprire e sperimentare.

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(potrebbe sembrare un messaggio promozionale, si tratta invece di autentica ammirazione)

Altre riviste fotografiche online, sono indicate qui.

Written by filippo

25 Maggio 2010 at 11:17 am

Pubblicato su Fotografie

Video del momento (4)

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Lost

Lost

In attesa di vedere l’ultima puntata dell’ultima stagione di Lost:

Elio Germano premiato a Cannes come miglior attore
Ex aequo con Javier Bardem, riceve a Cannes il premio come miglior attore per la sua interpretazione di vedovo proletario in “La nostra vita” di Daniele Luchetti.
“I governanti rimproverano al cinema di parlare male della nostra nazione. Volevo dedicare questo premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere il nostro un paese migliore, nonostante la loro classe dirigente”.
(Vedi anche articolo su l’Antefatto)

Marco Travaglio – Silenzio, si ruba (Passaparola del 24/05/2010)
Perché violeremo la legge bavaglio.

Report – L’era del debito (Aggiornamento del 25/10/2009)
Durata: 00:15:24 – Andato in onda il: 23/05/2010
Cercheremo di capire quanti sono gli enti territoriali che rischiano di rimetterci per il possibile fallimento della Grecia, oggi o fra qualche anno, e quali sono le possibili soluzioni per evitare che si propaghi il contagio nell’instabilità dei conti pubblici tra i paesi europei.

Bayern Monaco Inter 0-2 (Highlights di Sky del 22/05/2010 )
Dopo 45 anni, finalmente, l’Inter ha rivinto la Champions League.

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Non è un video, ma vista la piega che ha preso questo post:

La lettera con cui Maria Luisa Busi rinuncia a condurre il TG1 delle 20.00

Ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori. Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: “La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell’ascolto tradizionale”.

Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. È stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del Tg1 è un’informazione parziale e di parte. Dov’è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord-est che si tolgono la vita perché falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il Tg1 l’ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.

L’Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte – un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale. Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore può soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell’affidamento dei telespettatori è al conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.

I fatti de L’Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna “scodinzolini”, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda alla verifica. Un’ultima annotazione più personale. Ho fatto dell’onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto:
1) Respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente – ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della Fnsi – le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c’è più alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l’accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro convention, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di “danneggiare il giornale per cui lavoro”, con le mie dichiarazioni sui dati d’ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni.

Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: “Il Tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche”. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i weekend con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani  Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama – anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta – hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita “tosa ciacolante – ragazza chiacchierona – cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali” e via di questo passo. Non è ciò che mi disse il presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in “Antichi Maestri” scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno. Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.

Written by filippo

24 Maggio 2010 at 8:06 PM

Pubblicato su Attualità, Telefilm, Videos

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010)

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Peccato esserci rimasto soltanto un’oretta, di cui metà passata a mangiare un orrendo panino Al Jazeera e a sorseggiare una birra e l’altra metà ad aspettare che iniziassero gli spettacoli: sembrava interessante.

http://buskerspirata.blogspot.com

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 1

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 1

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 2

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 2

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 3

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 3

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 4

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 4

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 5

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Foto 5

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Volantino

Bologna Festival Buskers Pirata Vol. III (2010) - Volantino

Written by filippo

22 Maggio 2010 at 6:40 am

Pubblicato su Fotografie