Film vari, Neil Diamond e il cult exiter Harvey Keitel
- Fortapàsc (ottimo film su Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino, ucciso nel 1985 dalla camorra; mi ha ricordato il romanzo “A ciascuno il suo” di Leonardo Sciascia);
- Il nome della rosa (rivisto; il fascino di Sean Connery-William of Baskerville monaco-indagatore e l’ambientazioni sono per me irresistibili; prima o poi dovrò leggere il romanzo di Umberto Eco);
- Smoke (la poesia nella grezza routine quotidiana);
- Holy Smoke (particolare);
- Basilicata coast to coast (molto rilassante e divertente);
Da quando ho meno tempo per vedere film, sto ottimizzando le visioni e tutti i film suddetti sono ampiamente oltre la sufficienza.
Holy Smoke (così come Lezioni di piano, che ho già visto) mi ha confermato che Jane Campion adora il culetto sodo di Harvey Keitel, mentre io adoro Kate Winslet versione cicciottella e confusa.
Di Holy Smoke, però, ricordo con molto piacere i 2 pezzi di Neil Diamond che introducono i 2 protagonisti all’inizio del film.
Mi aspettavo di più però dalla figura del cult exiter Harvey Keitel (il “riprogrammatore”, che dovrebbe recuperare la Winslet dai vaneggiamenti indiani); dopo un inizio promettente e alcuni scambi di battute efficaci, si perde l’approfondimento di questo aspetto.
Un acuto nella scena in cui Keitel, truccato e vestito da donna, si specchia.


a Proposito di Smoke… la mia scena preferita:
Marco (d.o.c.)
9 luglio 2010 at 1:06 PM
Si, è bellissima quella scena ;)
A me piace molto anche il finale… ma tutto il film è pieno di chicche :)
bfox
9 luglio 2010 at 4:17 PM
“prima o poi dovrò leggere il romanzo di Umberto Eco”
ti accorgerai che il film al confronto è una cagata pazzesca
Paolo
24 luglio 2010 at 8:47 PM