Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Chico De Luigi, incontri con l’autore

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Se passa un giorno  in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi. (Richard Avedon)

Interessante (ed anche molto informale) incontro con Chico De Luigi, quello avvenuto stasera (venerdì 2 aprile) a Savignano.

Questi incontri, anzichè alla sera, dovrebbero farli all’alba, dopo cornetto e cappuccino, così da non spegnere l’entusiasmo finale fra le coperte del letto poche ore dopo.

Partendo da un breve racconto autobiografico, sui propri inizi, col padre fotografo e le prime foto fatte durante le partite di basket,  passando dal periodo milanese, agli anni trascorsi sui set come fotografo di scena per Fandango, e così via, condendo il tutto con riferimenti e citazioni di Terry Richardson, Emir Kusturica e Alejandro Jodorowsky (e forse qualcun altro che ho dimenticato), si è percorsa la vita artistica dell’autore, fino a renderlo quel che è oggi e spiegando così l’origine dei suoi progetti più recenti.

Oltre ai ritratti, interessanti i progetti visti durante la serata, fra i quali gambini&©. (ho apprezzato particolarmente “Morte a Venezia”), tongue sur tongue (realizzato al Velvet di Rimini), le foto fatte ai cosplayer durante il Lucca Comics & Games, ecc.

Molto divertente il “backstage” del video ufficiale dei Gattamolesta, quando giravano la scena con l’attrice in bicicletta (in realtà affacciata dal tettuccio di un auto, perchè incapace di andare in bicicletta) :)
Qualche pezzo è visibile qui, qui, qui e qui, ma la versione integrale rende molto di più.

Questo incontro, così come quelli fatti con Silvia Camporesi, Alberto Giuliani, Marco Garofalo, Viola Berlanda e così via, sono estremamente interessanti e stimolanti; mi ritorna alla mente la presentazione di Marco Goldin della mostra “Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon”, in cui raccontava il rapporto di stima e di sano confronto fra i vari impressionisti, a partire dalle uscite domenicali in cui Paul Gauguin si aggregava a Claude Monet, che contribuirono a trasformare il primo dal semplice pittore della domenica al maestro che oggi conosciamo, oltre alle evidenti influenze sullo stile dei pittori, dopo averne conosciuti altri.

I fotografi incontrati sono artisti che hanno poco più della mia età ed è una pugnalata al cuore sentir raccontare loro di quando presero per la prima volta in mano una macchina fotografica, ovviamente in età giovanissima, mentre io ho iniziato ad interessarmene nel gennaio 2008,  a 28 anni, con un corso base.

Poi, però, mi viene in mente il rapporto fra gli impressionisti e i pittori del Salon e quindi mi viene da pormi la domanda, fino a che punto può esserci collaborazione senza interferire artisticamente e professionalmente l’uno sull’altro in maniera negativa? Quando la sana competizione e maturazione, rischia di essere sovrastata dall’invidia e dalla presunzione?

Ma questi sono problemi che, ovviamente, posso trascurare finchè sarò nessuno.

L’euforia stimolante già citata in precedenza e il desiderio di fare e strafare sono però bilanciati dalla consapevolezza del percorso ancora lungo e difficile, che magari porterà ad un vicolo cieco.

Clicco “pubblica” e vado a letto, prima che il flusso di cazzate assuma una portata imbarazzante.

Written by filippo

2 April 2010 at 11:40 pm

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