Filippo Venturi Photography | Blog

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Viaggio a Ferrara

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Preparativi

Non ho mai sentito la necessità di festeggiare San Valentino, ma per una serie di circostanze andrò via proprio nel weekend in cui tutti gli innamorati celebrano il proprio amore donando soldi a terzi.

Fin da quando ho letto su un quotidiano che Ferrara ospiterà una mostra su William Turner, dal 16/11/08 al 22/02/09, presso Palazzo dei Diamanti, intitolata “Turner e l’Italia“, mi è ronzata in testa l’idea di andarci una domenica ma, per via delle circostanze già accennate, la gita solitaria in giornata s’è trasformata in un weekend con Micol e la sua amica Laura, oltre al neo-ragazzo di quest’ultima.

William Turner - Roma vista dall'Aventino

William Turner - Roma vista dall'Aventino

Muovendo dalla lezione dei maestri del passato, Turner, nel corso della sua vita, ha letteralmente sovvertito la pittura, superando i limiti della raffigurazione prospettica e creando uno spazio del tutto nuovo, intriso di luce e di colore, che ha aperto la strada al culmine della rivoluzione impressionista dell’ultimo Monet. Nella formazione della sua poetica l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale. Il pittore inglese fu infatti profondamente affascinato dal nostro paese e dalla sua tradizione artistica. Lo testimoniano tanto l’omaggio che Turner rivolse ai maestri italiani o a lungo attivi in Italia – da Tiziano a Veronese, da Poussin a Lorrain – quanto i suoi numerosi soggiorni nella penisola.
[…]

Per comprendere a fondo l’importanza del rapporto che legò Turner al nostro paese, Ferrara Arte e la National Gallery of Scotland di Edimburgo, in collaborazione con lo Szépművészeti Múzeum di Budapest, organizzano una mostra che affronta per la prima volta questo nodo cruciale nella produzione del grande artista. Oltre novanta opere – tra olii, acquerelli, taccuini, incisioni, libri illustrati e documenti inediti – provenienti da importanti musei e collezioni di tutto il mondo, ripercorrono, da questo punto di vista inedito, l’intero arco della carriera di Turner, ricostruendo i suoi viaggi e i suoi spostamenti nella penisola. Ad accogliere il visitatore sono olii e acquerelli che ritraggono “sublimi” scenari montuosi della Gran Bretagna e pittoresche vedute di paesaggi italiani dipinti dal giovane artista prima di recarsi in Italia. Queste opere mostrano come egli guardasse alla pittura di paesaggio britannica di grandi artisti della generazione precedente come Richard Wilson e John Robert Cozens.
[…]

Nel 1819 Turner visita l’Italia per la seconda volta e soggiorna a Venezia, Roma e Napoli. Questo secondo e più approfondito incontro con il nostro paese segna l’immaginazione dell’artista e imprime una svolta decisiva al suo stile. Dall’esperienza di questo viaggio nascono gli splendidi acquerelli che raccontano, con assoluta immediatezza, l’incanto suscitato dall’intensa luce del centro e del sud d’Italia. Al rientro a Londra l’artista espone la monumentale tela, Roma vista dal Vaticano (1820) oggi conservata alla Tate di Londra, una sconfinata veduta immersa nella luce dorata che esalta la grandiosità della città eterna.
[…]

Turner torna in Italia nel 1828 e soggiorna soprattutto a Roma, dove trascorre uno dei periodi più felici della sua carriera. Negli anni seguenti il ricordo di questa esperienza continuò a riaffiorare nella sua pittura, dando forma ad opere originalissime nelle quali, oltre che ispirarsi agli studi dal vero, Turner si affidava alla memoria e al’emozione per cogliere l’essenza della realtà. Nascono così vedute indimenticabili, sempre meno descrittive, ma proprio per questo perfettamente fedeli a ciò che l’artista aveva visto e sentito, come Roma vista dall’Aventino del 1836 e soprattutto Roma moderna. Campo Vaccino del 1839, entrambe provenienti dalla National Gallery of Scotland.
[…]

L’impatto che l’arte, l’architettura e soprattutto la luce di Venezia hanno su Turner, plasma in maniera decisiva la sua produzione. Venezia ispira alcuni dei suoi più straordinari dipinti e acquerelli, vedute atmosferiche in cui i confini tra acqua, aria e terra si annullano e il paesaggio lagunare è dissolto in autentiche sinfonie di luce e colore, come in Venezia. La Piazzetta con il doge che celebra la cerimonia dello sposalizio del mare e Venezia con la Salute, entrambe della Tate, e Arrivo a Venezia della National Gallery of Art di Washington.
[…]

Il comunicato stampa intero è qui.

William Turner - Arrivo a Venezia

William Turner - Arrivo a Venezia

Essendo ormai specializzati nella preparazione dei viaggi, abbiamo prenotato per tempo bed&breakfast e ristorante (evitando così di cenare al macdonald per mancanza di tavoli nei ristoranti più chic, se dobbiamo festeggiare San Valentino che almeno sia una cosa fatta per bene, con laute mance a camerieri e vicini di tavolo).

Dormiremo al Privacy Bed&Breakfast in Via Sogari 16 a 65 euro per notte, per la precisione dormiremo nella camera arredata in stile gotico (ma anche quella barocca mi stuzzicava), su gentile proposta di Micol, che ben conosce le mie fisse e le mie passioni.

Da non sottovalutare la presenza della vasca idromassaggio in camera.

Laura e il suo ragazzo (devo ricordarmi di farmi dire il nome, prima di incontrarlo) dormiranno nella stanza arredata in stile barocco.

Piccola mappa dei nostri principali movimenti.

Non ho mai finito di scrivere questo post; ho anche pensato di cancellarlo, ma perchè poi?

Written by filippo

1 febbraio 2009 at 5:52 PM

Pubblicato su Arte, Viaggi, Vita personale

Viaggio a Monaco di Baviera

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Dal 6 al 9 dicembre ho passato 4 bellissimi giorni con Micol, a Monaco di Baviera e dintorni.

Tutte le foto del viaggio sono visibili qui.
Il racconto del viaggio è disponibile anche nel sito di Turisti per caso, qui.

Monaco di Baviera

Easy Palace Station Hotel, Monaco di Baviera - Arrivo all'alba

Day1
Il viaggio di andata è iniziato il 5 dicembre, alle ore 18.13 a Cesena, ed è terminato il 6 dicembre, alle ore 6.30 a Monaco, passando su 3 treni diversi.
Per fortuna io e Micol siamo riusciti a concederci qualche ora di sonno durante il viaggio così che, usciti dalla stazione ferroviaria all’alba e depositati i bagagli all’Easy Palace Station Hotel (a 100 metri dalla stazione e a 300 dal centro di Monaco, costato 250 euro per 3 notti in doppia con bagno compreso), dove ci ha accolto Manuela, abbiamo iniziato subito la nostra visita alla città.

Attraversare il centro alle 7 ci ha immerso in una atmosfera anomala: una città ancora dormiente, con lunghi viali deserti attraversati da venti gelidi, con i monumenti e i palazzi che svettavano indisturbati e potevano impressionarci per la loro imponenza, esaltata dal silenzio mattutino.

Dopo aver visto e ammirato, in ordine:

  • Justizpalast, il palazzo di giustizia;
  • Frauenkirche, la cattedrale, riconoscibile dalle due torri gemelle (di cui una era, purtroppo, coperta da impalcature);
  • La vetrina del centro commerciale Galeria Kaufhof, realizzata con peluche “animati”, piazzati nell’atmosfera natalizia di un paesino innevato, capace di far concorrenza a certi film di animazione della Disney ;)
  • Marienplatz, la piazza principale della città;
  • Neues Rathaus, il nuovo municipio, costruito fra il 1800 e il 1900 in stile neogotico (a dir poco splendido);

Ci siamo rifugiati e scaldati in un bar (Woerners), attendendo che la città finisse di svegliarsi, sorseggiando bevande calde e mangiando per la prima volta, per me almeno, i brezel col burro che Micol tanto adora (io li ho trovati buoni, ma niente di fenomenale).

Neues Rathaus, il nuovo municipio

Neues Rathaus, il nuovo municipio

Verso le 9 abbiamo ripreso il nostro girovagare per il centro di Monaco, appena usciti dal bar abbiamo sentito le urla di giubilo di un folto gruppo di persone poco distante, dirigendoci verso l’origine del coro di voci eccitate siamo finiti davanti ad un Apple store, presumibilmente inaugurato il giorno stesso, a giudicare dai giornalisti e dalle telecamere presenti all’interno del locale, oltre alla sterminata fila di persone all’esterno.
Lo spirito euforico, comunque, è durato tutto il giorno (magia del marketing), cosa che abbiamo verificato passandoci davanti la sera stessa.

La nostra spedizione è proseguita per le varie vie del centro nelle ore successive, interrotta soltanto per la necessità di riscaldarsi nuovamente, approfittando di un chiosco che distribuiva vin brulè in splendide tazze natalizie, che i clienti potevano tenere, rinunciando ai 2-3 euro che avrebbero avuto indietro se avessero restituito la tazza al termine della bevuta (alla fine del viaggio avevamo ben 4 tazze-souvenir nelle nostre borse).

Notevole la vista consentita dalla cima del Neues Rathaus, dalla quale ho fatto diverse foto (al termine del viaggio mi sono ritrovato con quasi 6 giga di foto).

Vista dalla cima del Neues Rathaus

Vista dalla cima del Neues Rathaus

Fattasi ora di pranzo, Micol ha faticato un po’ nel trovare qualcosa di commestibile che non fosse a base di carne (deve essere proprio una “sofferenza” per i vegerariani, vivere in Germania), mentre io non mi sono fatto problemi nel divorare wurstel e crauti.

Dopo pranzo abbiamo fatto ritorno all’hotel, per goderci una doccia calda e riposare un po’ (le mediocri ore di sonno fatte in treno avevano esaurito il proprio effetto).

A pomeriggio inoltrato siamo tornati nel centro di Monaco, questa volta tutto illuminato da addobbi e luci e invaso dai turisti (soprattutto italiani), ci siamo goduti per bene i mercatini di natale (che, confesso, creavano una bellissima atmosfera, basata sul consumismo, si, ma che allo stesso tempo appagava la mia fanciullesca percezione del natale) e verso ora di cena, ci siamo diretti da Augustiner-Großgaststätten Restaurant, scegliendolo semplicemente per il suo aspetto da ristorante tipico tedesco :D
Cena e spesa sono stati soddisfacenti, il locale era enorme e strapieno, l’atmosfera cordiale.

Dopo cena abbiamo passeggiato un po’, per smaltire il pasto e goderci l’ultima parte della nostra serata (negozi e mercatini alle 8 chiudevano e l’atmosfera perdeva un po’, lasciando il posto a pub e discoteche).

Dachau, l'ingresso dell'ex campo di concentramento

Dachau, l'ex campo di concentramento

Day2
Il secondo giorno, dopo esserci svegliati molto presto e aver fatto una sostanziosa colazione nell’hotel a base di toast, marmellate, nutella, succo di frutta e thè, ci siamo diretti in treno a Dachau, per visitare l’ex campo di concentramento.

Appena entrati, ci siamo trovati davanti la scritta “Arbeit macht frei” ( “Il lavoro rende liberi”), l’ironica e crudele frase che accoglieva i prigionieri all’arrivo in diversi campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale.

La visita è stata molto interessante, il museo interno inoltre era così ben curato e colmo di informazioni, da risultare difficilmente visibile in una singola giornata. Penso che il semplice turista possa limitarsi a leggere e consultare soltanto alcuni pannelli e reperti, per non finire con l’ “ubriacarsi”, mentre lo storico appassionato potrebbe passarci giorni interi prima di saziarsi.

Molto belli i monumenti inseriti all’interno del campo in memoria delle vittime.

La giornata era grigia e la pioggia cadeva ad intervalli, questo ha reso l’atmosfera ancora più cupa e malinconica di quanto già non fosse.

Durante la visita abbiamo visto anche le celle dei prigionieri, la camere a gas e i forni crematori… sui quali c’è poco da dire, ognuno dovrebbe vederle e prendersi successivamente (lì per lì, penso sia difficile farlo, visti i numerosi visitatori e le distrazioni) un po’ di tempo per rifletterci e trarne le proprie conclusioni.

Dachau, l'ex campo di concentramento

Dachau, l'ex campo di concentramento

Verso le 15 siamo tornati a Monaco,  in centro, in un clima più festoso e cordiale, “pranzando” con una porzione di patate dolci fritte con polpa di mela (almeno credo) e uno spiedino di frutta caramellata, girando ancora fra negozi e mercatini, guardando oggetti vari e souvenir ;)

Il freddo nel centro di Monaco era veramente difficile da sostenere per ore, senza appunto fare qualche breve spuntino o sorseggiare qualcosa di caldo, cosa che abbiamo fatto prendendo 2 thè al caffè-bistro Schuhbecks Orlando (locale abbastanza fighetto, ma tranquillo), per poi andare a cena all’Hofbräuhaus, la più antica e celebre birreria della città (all’ingresso c’era pure un negozio con i gadget del locale, dai prezzi a dir poco improponibili), enorme, molto caotica, al punto da domandarsi come faccia il personale a star dietro a tutti i clienti.

Abbiamo preso posto a fatica, girando fra le varie stanze in cerca di 2 posti liberi, anche in altre tavolate (un po’ come la sera prima, presumo che sia normale in questo genere di locale sedere al tavolo con sconosciuti e, soprattutto, girare per diversi minuti fra i tavoli in cerca di posto).

Hofbräuhaus, la più antica e celebre birreria della città

Hofbräuhaus, la più antica e celebre birreria della città

La cena ci è stata servita da una cameriera, destinata alla nostra zona, che indossava il Dirndl, il tipico vestito delle donne in Germania (e Austria), non lesinando sull’esposizione del seno prosperoso e sul chinarsi per scrivere le nostre ordinazioni :P

Nel complesso la cena non è stata male, ma il locale perdeva molto nella cura e nell’attenzione al cliente per via della dimensione abnorme del posto e della quantità di clienti (inoltre io e Micol sospettiamo che la cameriera, che ci ha fatto pagare il conto a metà cena, sia rimasta delusa dalla nostra mancia e ci abbia servito con molto ritardo i dessert: il gelato di Micol era sciolto e il mio strudel di mele è arrivato dopo quasi un ora). Insomma si può fare a meno di andarci.

La giornata si è conclusa con la lunga passeggiata che ci ha riportato all’hotel, esausti ma soddisfatti.

Hohenschwangau, la zona dei castelli

Hohenschwangau, la zona dei castelli

Day3
Il terzo giorno lo abbiamo dedicato alla visita dei castelli della baviera, in particolare:

  • Il Castello di Hohenschwangau: non è propriamente uno dei “castelli di Ludwig” perchè non venne costruito da Ludwig II (1845-1886) ma moralmente lo è visto il determinante ruolo che ha avuto nella vita del sovrano bavarese, che qui trascorse buona parte della giovinezza e sempre qui ospitò l’amico Richard Wagner (che mai si trattenne nei castelli di Neuschwanstein e Herrenchiemsee). E’ molto probabile che l’atmosfera romantica di Hohenschwangau abbia influenzato in modo determinante il carattere sensibile e sognatore del sovrano […]
    (Fonte)
  • Il Castello di Neuschwanstein: uno dei simboli della Baviera e della Germania nel mondo. E’ il “castello delle favole” per eccellenza, fatto costruire dal “re delle favole” Ludwig II (1845-1886) a partire dal 1869 su progetto dello scenografo Christian Jank. L’idea di edificarlo sullo stile delle antiche residenze feudali tedesche venne al monarca bavarese dopo essere rimasto quasi “folgorato” da una visita nel 1867 alla fortezza medievale di Wartburg in Turingia […] Walt Disney lo prese come modello per i castelli di alcuni tra i suoi più celebri film d’animazione: “Biancaneve e i sette nani”, “Cenerentola”, “La bella addormentata nel bosco”. Le sale interne, riccamente arredate, sono un omaggio al genio musicale di Richard Wagner: “Tannhäuser”, “Lohengrin”, “Tristano e Isotta”, “I maestri cantori di Norimberga” e il “Parsifal”, un inno al romanticismo e alle antiche leggende germaniche[…]
    (Fonte)

Dopo 2 ore di treno, da Monaco siamo arrivati a Füssen, da lì con un autobus siamo giunti in pochi minuti a Hohenschwangau, cioè la zona dei castelli, dove un buon 90% delle persone che abbiamo incrociato parlava italiano, non fosse stato per le varie segnaletiche in tedesco, saremmo potuti essere benissimo in Italia.
Il Castello di Hohenschwangau era raggiungibile con altri 5 minuti di camminata, mentre il Castello di Neuschwanstein ne richiedeva circa 40, a meno di non prendere la carrozza (cosa che all’andata, in salita, abbiamo fatto).

Per fortuna si trattava di una giornata soleggiata e il clima era più caldo: le condizioni ideali per godersi la Baviera.

Già durante il viaggio in treno avevamo ammirato bellissimi paesaggi innevati dai finestrini, ma giunti nella zona dei castelli il tutto diventava indescrivibile, sembrava veramente di stare dentro un film fantasy: i due castelli fiabeschi sopra le nostre teste e paesini da cartolina natalizia, ricoperti di neve e illuminati da addobbi, in lontananza; l’enorme distesa bianca interrotta da vie e laghi che riflettevano gli alberi e i monti.

Paesaggio della Baviera

Paesaggio della Baviera

Il biglietto valido per visitare entrambi i castelli costava circa 20 euro a testa, non poco, considerando che le visite duravano appena 30 minuti l’una, ma al termine delle visite era difficile non rimanere soddisfatti dallo spettacolo appena visto, l’unico modo per rendere vagamente l’idea è vedere qualche foto:

Al termine delle visite ero soddisfatto per quanto visto, anche se mi sarei ritenuto pienamente soddisfatto soltanto se avessi potuto bere qualcosa di caldo dal terrazzo di Ludwig II, nel Castello di Neuschwanstein, con vista su tutta la vallata.

Fra le visite ai due castelli, abbiamo pranzato al Cafe Restaurant Allgäuer Stüberl, un piccolo locale a due passi dalla fermata dell’autobus, dove abbiamo consumato forse il pasto migliore dell’intero viaggio :D

Al termine della visita del Castello di Neuschwanstein, poco dopo le 16, siamo scesi a piedi fino al paesino di Hohenschwangau (le carrozze erano sparite e noi avevamo due biglietti a\r da 5 euro l’uno, inutili), per fortuna c’erano diverse decine di turisti appiedati come noi, il che rendeva la disceva fra le stradine innevate e prive di illuminazione, con il tramonto ormai spento, meno preoccupante di quanto sarebbe potuto essere; in una mezzoretta eravamo al paesino… incredibile la trasformazione che aveva subito in poche ore: i negozi chiusi, le vie deserte e immerse nel buio, i due castelli illuminati in lontananza e i pochi turisti superstiti della giornata accalcati alla fermata dell’autobus, infreddoliti e forse preoccupati di dover passare lì la notte.

Castello di Neuschwanstein

Castello di Neuschwanstein

All’arrivo dell’autobus, la solidarietà che silenziosamente si era instaurata fra noi profughi è svanita in un batter d’occhio, lasciando spazio all’avidità e alla fretta di salire per primo sull’autobus, accaparrandosi i posti a sedere.

Dopo altre 2 ore di treno, ci siamo ritrovati a Monaco, stanchi e affamati.

Abbiamo placato il ruggito dei nostri stomaci cenando al ristorante vegetariano Prinz Myshkin, dove per 2 birre, un antipasto a base di nachos e due portate (vedo ora che nel sito c’è il menù, quindi: Tagliatelle Amanda per Micol e Crespelle al forno per me, buonissime queste ultime), ci hanno chiesto 40 euro tondi.

Dopo cena abbiamo fatto la solita passeggiata fino all’hotel, dove addormentarsi è stato un attimo.

Micol e un brezel

Micol e un brezel

Day4
Il quarto e ultimo giorno a Monaco è stato molto breve, visto che avevamo il treno alle 11.30.

Dopo la consueta colazione in hotel, siamo tornati in centro decisi a comprare finalmente i souvenir che avevamo adocchiato nei giorni precedenti e che avevamo rimandato all’ultimo giorno, così da farci prima una idea di cosa comprare e dove comprarlo.

Nella fretta, ci siamo ritrovati in centro quando ancora negozi e bancarelle erano ancora chiusi, così ci siamo nuovamente fiondati da Woerners, per un ultimo brezel al caldo, e successivamente all’Apple store, aspettando che si facessero le 10 (ora in cui aprivano ufficialmente le bancarelle).

A malincuore ho rinunciato a comprarmi un boccale, visti i prezzi proibitivi: un boccale medio stava tranquillamente sui 30-40 euro, mentre quelli più economici costavano 15-20 euro, ma erano anche molto piccoli.

Boccale di birra da 1 litro

Boccale di birra da 1 litro

A differenza dei londinesi, abbiamo notato che a Monaco la gente non si fa tanti scrupoli a farsi largo fra la folla e, in qualche caso, anche con una certa maleducazione.
La differenza è stata evidente quando una turista inglese ci ha dedicato due “Sorry” consecutivi a seguito di un minimo contatto, i primi che abbiamo sentito in tutto il viaggio.

Il viaggio poteva forse essere pianificato meglio, visto che a Monaco ci siamo persi un paio di mete che avremmo voluto vedere, ma alla fine dei conti sono ampiamente soddisfatto: ho visitato il centro di Monaco e respirato l’atmosfera dei mercatini natalizi , ho visitato la triste ma interessante Dachau, ho visto i paesaggi incantevoli dei castelli della baviera, condividendo il tutto con Micol.

Mercatini di Natale

Mercatini di Natale

Written by filippo

17 dicembre 2008 at 6:44 PM

Pubblicato su Viaggi, Vita personale

Viaggio a Londra

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Continua dal post: Londra, day 0 – Preparativi per il viaggio

Tutte le foto del viaggio sono visibili qui.

Londra

Volo Ryanair Treviso - London Stansted

Work in progress…

Written by filippo

17 dicembre 2008 at 6:32 PM

Pubblicato su Viaggi, Vita personale

Londra, day 0 – Preparativi per il viaggio

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Londra

Londra

Ci siamo, finalmente!

Dopo anni e anni a sentire amici e nemici, conoscenti e sconosciuti, vecchi e bambini narrarmi dei loro numerosi viaggi a Londra, durante i quali hanno vissuto avventure incredibili: cambi della guardia, comizi allo speaker’s corner, pacche sul sedere alla regina, fughe da infetti rabbiosi velocisti, indagini con investigatori muniti di pipa e assistente baffuto, avvistamenti di squartatori di prostitute, incontri con maghi occhialuti che parlano il serpentese e dibattiti con aspiranti Guy Fawkes, finalmente è il mio turno.

Dal 23 al 28 ottobre sarò a Londra con Micol :D

Negli ultimi giorni è difficile non pensare ai preparativi, ai dettagli, all’itinerario e a tutto ciò che potrò fare e vedere e, più in generale, vivere.

Il viaggio sarà molto costoso, ma non ho intenzione di condurre una vita casta e di rinunce; ancora non siamo partiti e abbiamo già speso una cifra non indifferente. Ricapitoliamo:

  • Volo Ryanair A/R per 2 persone: 248.54 €.

    • Partenza:
      From Venice (Treviso) (TSF) to London Stansted (STN)Thu, 23Oct08 Flight FR 797 Depart TSF at 14:45 and arrive STN at 15:50
    • Ritorno
      From London Stansted (STN) to Venice (Treviso) (TSF)Tue, 28Oct08 Flight FR 798 Depart STN at 19:05 and arrive TSF at 22:00
    • Dettaglio
      43.96 €. Total Fare
      115.58 €. Taxes, Fees & Charges
      40.00 €. Passenger Fee: BAG
      20.00 €. Passenger Fee: Airport Check in
      29.00 €. Insurance
      248.54 €. Total Paid
  • The Princess Hotel-Bed & Breakfast, doppia per 5 notti: 240 GBP = 310 €. circa
    B&B trovato setacciando per bene il sito Zingarate, per poi scoprire che la mia amica GuardaNuvole aveva già avuto la stessa idea e provato lo stesso B&B, confermandomi l’ottimo rapporto qualità\pulizia\comodità\prezzo.
    (Aronica Management Ltd.) 35-37 Argyle Street – Kings Cross – London – WC1H 8EP – ENGLAND
    Tel: +44 20 72786895 – Fax: +44 20 78330984
    E-Mail: princesshotel@btinternet.com – Web Site: www.princesshotel.co.uk
  • Stansted Express A/R per 2 persone: 43 GBP = 53,92 €.
    Treno che porta dall’aeroporto di Stansted al centro di Londra e ritorno (entro 30 giorni, passati i quali scadono i biglietti).
  • Oyster card per 2 persone: 48,40 GBP = 62 €. circa
    Valida per 7 giorni nelle zone 1-2.
  • Guida Lonely Planet di Londra più spese di spedizione = 19,50 + 6,00 = 25,50 €.
    Sesta edizione, Giugno 2008, 978-88-6040-274-5, Pagine 448
    Autori: Tom Masters, Steve Fallon, Vesna Maric

Senza contare i pasti, i souvenir e i biglietti di ingresso nei vari musei (per fortuna i più importanti sono gratuiti), palazzi storici, ecc.

Le cose da vedere sono tante, troppe, pur avendo quasi una settimana per girare in lungo e in largo Londra, di sicuro non mi perderò: il Big Ben, Westminster Abbey, la Cattedrale di S.Paul, Buckingham Palace, Tower Bridge, London Eye, British Museum, Harrods, Portobello, Piccadilly Circus, Camden Town, Trafalgar Square, Hyde Park, ecc.

Confesso di non vedere l’ora di abbuffarmi con l’english beakfast, memore delle abbondanti colazioni irlandesi dell’anno scorso :P

Nascosto in fondo al cassetto dei miei sogni, c’è l’andare a vivere a Londra (oppure in Irlanda) e probabilmente terrò particolarmente d’occhio le condizioni di vita dei londinesi, il ritmo (presumo frenetico), l’integrazione multirazziale e tutto quanto mi sarà possibile osservare e annotare mentalmente, anche se so che questo sogno sarà difficilmente realizzabile.

A Londra avremo anche l’occasione per rivedere Vera, vecchia conoscenza mia e di Micol :)

Mancano 2 giorni, le aspettative sono tante, vedremo… ;)

Aggiornamento 1
Sul cambio euro-sterlina (le banconote mi piacciono, magari qualcuna la conserverò, se mi avanzerà):

  • (Per Micol) Banca CRC Cesena: 375 sterline = 495,79 euro (+ 3,00 di commissione), cambio = 0,75636862
  • (Per me) Poste Italiane Cesena: 450 sterline = 589.65 euro (+ 2,58 di commissione), cambio = 0,76316458

Aggiornamento 2

  • (Per Micol) Prelievo extra tramite Postepay, a Londra: 80 sterline = 99,51 euro (+ 5,00 di commissione), cambio = 0,80393930

Aggiornamento 3

Written by filippo

20 ottobre 2008 at 8:01 PM

Pubblicato su Viaggi, Vita personale

Viaggio a Firenze

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Collage Firenze(Collage del viaggio)

Dal 23 al 25 novembre, io e Micol abbiamo passato un bellissimo weekend a Firenze, questo è un breve riassunto :)

Tutte le foto del viaggio sono visibili qui.
Il racconto del viaggio è disponibile anche nel sito di Turisti per caso, qui.

23 Novembre 2007

Siamo partiti nel primo pomeriggio e, dopo due ore di treno (con cambio a Bologna), siamo giunti a Firenze alle 16.45.
Avevamo prenotato la camera al “Florence Room B&B“, in Via Fiume 1, a due passi dalla stazione e dalla Chiesa di Santa Maria Novella; la camera onestamente mi ha deluso un po’: dalle foto nel sito sembravano tutte spaziose (oltre che ben arredate)… la nostra però era abbastanza piccola e, noto ora, non compare nelle foto :P
Inoltre proprio sotto la nostra finestra c’era il retro di un ristorante cinese che emanava odori poco raccomandabili, questo limitava l’apertura della finestra della camera.
A parte questo, il B&B era in una zona molto comoda, tra la stazione e il centro della città… e questo ci ha permesso di girare a piedi per tutto il weekend :)
Prezzo: 60 euro a notte.

Dopo esserci riposati e rinfrescati un po’, siamo usciti in cerca di un locale dove tenere la nostra prima cena fiorentina :)
Percorrendo alcune vie, inseguendo le luci dei locali, ci siamo trovati davanti la Cattedrale Santa Maria del Fiore, ovvero il Duomo, rimanendo molto impressionati dalla sua imponenza e bellezza, al punto di sospendere la ricerca del ristorante per dedicargli qualche foto notturna.
Trenta minuti più tardi abbiamo ripreso la nostra spedizione, abbiamo attraversato alcune vie del centro e nel frattempo s’è convenuto che avevamo voglia di pizza, quella sera.
Falliti i nostri tentativi per le vie principali, siamo finiti ad esplorare alcuni vicoli ed è lì che abbiamo trovato il “Ristorante Vecchia Firenze“, in Borgo degli Albizi; con nostra sorpresa la cena è stata squisita, la pizza era veramente buona e il prezzo finale contenuto (30 euro in tutto, per due pizze, vino e acqua).

Dopo cena ci siamo concessi anche il dessert, prendendo due gelati da “Grom” (a dir poco goduriosi) :P
Siccome la stanchezza iniziava a farsi largo, dopo aver saziato i nostri appetiti, siamo tornati al B&B.

Io sulla Cupola del Brunelleschi
(Il sottoscritto sulla Cupola del Brunelleschi)

24 Novembre 2007

Superato il trauma del risveglio, divorata la colazione del B&B, siamo riusciti a metterci in marcia intorno alle 10.00.
Il tempo non era dei migliori, così come il giorno successivo.
Riporto le tappe della nostra giornata, sperando di ricordare correttamente l’ordine cronologico :P

  • La prima meta della nostra visita è stata Piazza San Lorenzo, dove abbiamo potuto ammirare la Statua di Giovanni delle Bande Nere.
  • Proseguendo, ad un certo punto, abbiamo notato un edifizio molto imponente e, dopo un’occhiata alla cartina, ci siamo resi conto che si trattava di Palazzo Medici Riccardi.
  • Successivamente ci siamo premurati di munirci di una piccola scorta di cibo, presso un fornaio in Piazza San Marco, non prima di aver dedicato qualche foto alla Chiesa di San Marco e alla Statua del Generale Manfredo Fanti.
  • La tappa successiva è stata in Piazza della Santissima Annunziata, con la bella Statua equestre di Ferdinando I nel centro, rivolta verso il Duomo.
  • E’ seguita la visita al Campanile di Giotto: stranamente non c’era fila, ma il motivo ci è stato subito svelato da un cartello all’ingresso che informava dei 414 gradini da salire e dell’assenza di un ascensore. L’arrampicata ha richiesto tempo e sudore, ma una volta in cima siamo stati ripagati da una vista bellissima di tutta la città.
  • Per riprenderci un po’, ci siamo sistemati ad un tavolo del “Caffè Il Duomo” dove siamo rimasti per una mezz’oretta.
  • Uscendo dal bar ci siamo accorti che stava piovendo e così siamo finiti col trovare riparo nel Museo Criminale: Serial Killers e Pena di Morte, dove abbiamo visto e ascoltato la visita guidata, un po’ romanzata, sui più famosi serial killers e sui vari tipi di esecuzione della pena capitale.
  • E’ stata poi la volta di un altro museo: la Galleria dell’Accademia, di cui ricordo soprattutto la Tribuna del David e una miriade di turisti ipnotizzati dal David di Michelangelo (l’originale), oltre al Ratto delle Sabine di Giambologna (una copia in gesso) e tante altre opere.
  • Dopo essere usciti era finalmente cessato di piovere e ci siamo diretti alla Cupola del Brunelleschi: sperando che l’episodio del Campanile di Giotto fosse un episodio isolato. Dopo aver fatto la fila e giunto il nostro momento di fare il biglietto, abbiamo letto un altro cartello che annunciava ben 463 gradini…
    Nonostante alcune perplessità, abbiamo concluso che valeva la pena farli.
    Anche in questo caso vedere l’interno della cupola, i passaggi stretti e scuri, osservare da vicino gli affreschi della Cupola e, infine, la stupenda vista dalla cima ci ha fatto dimenticare la fatica fatta. O quasi :P

A questo punto eravamo esausti e bisognosi di una doccia. Dopo aver percorso il breve tratto che separava il Duomo dal nostro B&B ci siamo rilassati con una doccia e un po’ di riposo, per poi uscire nuovamente.

Durante il percorso abbiamo trovato anche il tempo di fare tappa al “Disney Store” (in pieno centro) e da “Lush” (per la gioia di Micol :P).

Questa volta la ricerca del ristorante è stata molto più facile, abbiamo cercato posto in un paio di locali visti la sera prima: il primo era pieno, il secondo no, e così siamo finiti al “Ristorante Antico Barile“.

Io ho preso il “Menù tipico”, ovvero: bruschetta di bufala, tortelli “Antico Barile”, scaloppine alle spezie con contorno di stagione e dessert della casa. Per Micol invece il “Menù fiorentino” con ribollita, costata alla “fiorentina”, fagioli all’uccelletto, cantuccini e vin santo e caffè. In aggiunta ai 2 menù abbiamo preso una bottiglia di Chianti, molto buono e non troppo costoso. La cena è stata più che soddisfacente e la spesa totale di 51 euro.

Dopo cena abbiamo rinunciato al bis da “Grom“, perchè fin troppo sazi :)
La serata è terminata col ritorno al B&B e un agognato sonno ristoratore.

Firenze
(Firenze vista da Piazzale Michelangelo)

25 Novembre 2007

La giornata è iniziata con la consueta colazione offerta dal B&B e una rapida visione di una puntata del cartone animato “Siamo fatti così”, che illustrava i pro del fare esercizio fisico e i contro del non farlo: era l’episodio in cui 2 brutti ceffi fanno lo sgambetto al personaggio riccioluto, mentre fa jogging col suo amico figo, che si rompe una gamba e si ritrova all’ospedale con una frattura e il graduale aumento di ciccia per via dell’immobilità. L’avevo già visto anni fa e sono sicuro che è così per molti di voi, lettori.

La prima tappa è stata alla Fortezza di San Giovanni Battista (o Fortezza da Basso), dove però non siamo entrati per via del poco tempo rimasto a disposizione. Abbiamo quindi proseguito verso Piazza della Signoria: stupenda, piena di opere meravigliose tra le quali una copia del David di Michelangelo, l’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, la Statua equestre di Cosimo I de’ Medici e il Ratto delle Sabine (l’originale), entrambi di Giambologna, oltre alla Fontana del Nettuno e tutte le altre sculture esposte nella Loggia della Signoria.

Abbiamo dovuto rinunciare a visitare Palazzo Vecchio per via della lentezza dei controlli all’ingresso (la fila era corta, ma i tempi d’attesa erano estenuanti) e rimandare l’ingresso alla Galleria degli Uffizi, causa l’interminabile fila.

Poco oltre abbiamo trovato il Ponte Vecchio, pieno di turisti e venditori abusivi dalla strabiliante capacità di raccogliere tutti i propri prodotti in un paio di secondi e sparire nella folla alla prima avvisaglia dell’arrivo di un poliziotto. Proseguendo verso Piazzale Michelangelo ci siamo rassegnati al fatto che era impossibile rimediare un taxi perchè le strade erano chiuse al traffico (per via della maratona che si teneva quel giorno) e abbiamo affrontato la salita a piedi, ormai allenati dalle “scalate” del giorno prima. Giunti al Piazzale ci sono serviti diversi minuti per riprenderci prima di poter finalmente ammirare il bellissimo paesaggio che si ha da lassù. Anche qui era presente una copia del David di Michelangelo.

Colti da fame, abbiamo preso posto al “Ristorante Michelangelo“, che non mi sento di consigliare: il posto non era molto accogliente, il cibo era anonimo e di sicuro i prezzi erano gonfiati, anche perchè sul Piazzale non c’erano alternative più economiche. Spesa complessiva 34,50 euro per crostini, carne e patate fritte. Una fregatura.

Dopo pranzo abbiamo chiamato un taxi, per risparmiare tempo, che ci ha condotto al Ponte Vecchio, da lì siamo presto arrivati alla Galleria degli Uffizi e, con nostro grande stupore, la fila era sparita. Erano le 13.30 circa, probabilmente molti erano andati a pranzo, e nel giro di 5 minuti ci siamo trovati all’interno, pronti a goderci le opere esposte.

Come prevedibile la sala dove ci siamo soffermati di più è stata quella dedicata a Sandro Botticelli, dove sono esposte la “Primavera” e la “Nascita di venere“, anche se va detto che abbiamo apprezzato tante altre opere, anche di autori sconosciuti. A metà della visita, però, abbiamo fatto una pausa al bar, all’aperto, per riposare un po’ i piedi e anche perchè avevamo iniziato a guardare con meno attenzione la seconda ala della Galleria. Qui ho constatato che i crackers che avevo nello zaino erano diventati pane grattugiato e ci siamo messi a lanciare le briciole ai piccioni e ai passerotti che camminavano nell’ernome terrazza del bar; i primi, grazie alle dimensioni, avevano ovviamente la meglio sui secondi e così, usando l’ingegno, i piccoli passerotti avevano concluso che dovevano anticipare i piccioni venendo a prendersi le briciole nelle nostre mani ancora prima che avessimo il tempo di lanciarle :)
Dopo la pausa al bar abbiamo proseguito e terminato la visita della Galleria.

Era ormai ora di prendere il treno, ma lungo la strada abbiamo trovato il tempo per fermarci al “Mel Books Store“, dove ho finalmente trovato una copia de “La fine dell’eternità” di Asimov (lo cercavo da tempo) che ritenevo ormai introvabile (almeno a Cesena) :D

Durante il ritorno in treno è venuto naturale ripensare a questi 3 giorni, intensi e indimenticabili. A tutto ciò che abbiamo visto e a quello che non abbiamo avuto tempo di visitare. All’orgoglio che si prova nel vedere capolavori che tutto il mondo ci invidia e che lasciano a bocca aperta nonostante li si abbia visti decine di volte in foto.

Come prevedibile 3 giorni sono stati pochi per girare la città; per questo ho intenzione di tornarci in futuro.
Con Micol ;)

P.S. e poi ci mancano i passerotti.

Birds Collage

Written by filippo

2 gennaio 2008 at 12:03 am

Pubblicato su Viaggi, Vita personale