Filippo Venturi Photography | Blog

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Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania 20-20

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Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 1)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 1)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 2)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 2)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 3)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 3)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 4)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 4)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 5)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 5)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 6)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 6)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 7)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 7)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 8)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 8)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 9)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 9)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 10)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 10)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 11)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 11)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 12)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 12)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 13)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 13)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 14)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 14)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 15)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 15)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 16)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 16)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 17)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 17)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 18)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 18)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 19)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 19)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 20)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 20)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 21)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 21)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 22)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 22)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 23)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 23)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 24)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 24)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 25)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 25)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 26)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 26)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 27)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 27)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 28)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 28)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 29)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 29)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 30)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 30)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 31)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 31)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 32)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 32)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 33)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 33)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 34)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 34)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 35)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 35)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 36)

Romagna Rugby VS Amatori Rugby Catania (foto 36)

Written by filippo

3 ottobre 2011 at 11:44 PM

Pubblicato su Fotografie, Rugby

17 Marzo, Una giornata Italiana

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Passione Italia: 17 Marzo, Una giornata italiana

Passione Italia: 17 Marzo, Una giornata italiana

Fra le foto esposte al Teatro Bonci di Cesena, ce ne sono alcune mie.

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PASSIONE ITALIA
17 MARZO 2011 – UNA GIORNATA ITALIANA
Mostra fotografica a Cesena, foyer Teatro Alessandro Bonci
A cura del Gruppo Fotografico 93 – Cesena

Allestita una mostra nel foyer del Bonci per raccontare con le immagini un sentiero lungo 150 di Italia unita con uno scorcio ai giorni nostri. Porte aperte fino al sei novembre.

Il GRUPPO FOTOGRAFICO 93, la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) e SEAT Pagine Gialle sono liete di annunciare uno dei più importanti eventi fotografici mai realizzati nella storia della fotografia: Passione Italia. 17 marzo 2011 – Una giornata Italiana che vedrà il suo momento culminante con l’inaugurazione della Mostra Nazionale il 24 settembre 2011 presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) a Bibbiena (AR) e con l’inaugurazione in contemporanea di 200 Mostre locali dislocate su tutto il territorio nazionale.

Il nostro territorio contribuisce al progetto nazionale con il lavoro dei suoi fotografi, che hanno operato nelle giornate del 16 e del 17 marzo 2011 per raccontare la vita della nostra città e della nostra Regione. La nostra mostra locale, insieme con le 200 mostre contemporaneamente aperte in tutta la nazione, testimonia l’impegno civile e culturale degli appassionati di fotografia partecipando attivamente a una celebrazione importante per tutta la collettività.

La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Teatro Alessandro Bonci e con la collaborazione con Comune di Cesena, Biblioteca Malatestiana, Museo di Scienze Naturali. L’inaugurazione si terrà presso foyer Teatro Alessandro Bonci in Cesena – Piazza Guidazzi n. 8 il giorno 24 settembre 2011 alle ore 16,00.

L’apertura e gli orari della mostra nel foyer dal 24 settembre al 6 novembre 2011 sono i seguenti: dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

La mostra lungo i corridoi e le scale che portano fino al loggione (allestita anch’essa dal 24 settembre) rimarrà fino alla fine della stagione 2012 (giugno), la visibilità di queste foto sono per gli spettatori del Teatro, durante l’apertura per gli spettacoli.

Inoltre presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore il 24 settembre si inaugurerà la mostra fotografica Passione Italia – 17 marzo 2011 – Una giornata Italiana che raccoglie una selezione di oltre 1.000 immagini tra le centinaia di migliaia scattate il 16 e il17 marzo 2011 in tutta Italia da
oltre 4.500 fotografi.

Fonti: gf93.it, e20romagna.it, cesenatoday.it

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Written by filippo

2 ottobre 2011 at 5:08 PM

Pubblicato su Fotografie, Mostre e musei

Gioia

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Gioia

Gioia

Mi ero dimenticato di aver scattato questa foto.
Michela che, stesa sul letto, osserva la propria gatta Gioia fuori sul balcone.

Rivedendola oggi, dopo quel che è successo, percepisco un che di onirico…

Written by filippo

1 ottobre 2011 at 10:01 am

Pubblicato su Fotografie

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore

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Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d'amore

Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d'amore

C’è voluto tempo e ostinazione per capire Carver.
Inizialmente il vuoto, poi tutto.
Mi domando come sia possibile cambiare così radicalmente opinione.
Sulle cose, ma anche sulle persone.

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Un tizio senza mani si è presentato alla porta per vendermi una foto della mia casa. Se non era per gli uncini cromati, sembrava un uomo sulla cinquantina come ce ne sono tanti.
“Come ha fatto a perdere le mani?”, gli ho chiesto dopo che mi aveva detto cosa voleva.
“Quella è un’altra storia”, ha detto lui. “La vuole questa foto o no?”
“Si accomodi”, ho detto io. “Ho appena fatto il caffè”.
Avevo appena preparato anche della gelatina di frutta. Ma quello non gliel’ho detto.
“Magari se posso usare il bagno”, ha detto il tizio senza mani. Volevo vedere come avrebbe fatto a reggere la tazzina. Avevo già capito come faceva a reggere la macchina fotografica.
Era una vecchia Polaroid, grossa e nera. L’aveva assicurata a cinghie di cuoio che gli giravano attorno alle spalle per incrociarsi sulla schiena e così gliela tenevano ferma sul petto. Si piazzava sul marciapiedi davanti alla casa, l’inquadrava nel mirino, premeva il pulsante con un uncino e la foto saltava fuori dalla macchina.
È che l’avevo osservato dalla finestra, capite?
“Dove ha detto che sta il bagno?”
“Laggiù, alla sua destra”.
Curvandosi e stringendo le spalle, si liberò delle cinghie. Appoggiò la macchina sul divano e si rassettò la giacca.
“Mentre sono di là, può dare un’occhiata a questa”.
Ho preso la foto che mi porgeva. C’era un rettangolino di prato, il vialetto, il garage, i gradini d’ingresso, la finestra panoramica e quella più piccola, della cucina, da dove lo stavo osservando. Che cosa ci dovevo fare con una foto della tragedia? L’ho esaminata un po’più da vicino e ho visto una testa, la mia testa, che s’intravedeva all’interno della finestra della cucina.
Mi ha fatto riflettere, vedermi lì così. Ve lo dico io, è una cosa che fa riflettere. Ho sentito l’acqua scrosciare. Lui è arrivato dal corridoio, rassettandosi con un sorriso, con un uncino si reggeva la cintola e con l’altro si sistemava la camicia.
“Be’, che ne pensa?”, ha detto. “Va bene? Personalmente credo sia venuta bene. So quel che faccio, no? Bisogna ammetterlo, ci vuole un professionista”.
Si è sistemato la patta dei pantaloni.
“Ecco il caffè”, gli ho detto.
E lui: “Lei è solo, vero?”
Si è guardato intorno nel soggiorno, poi ha scosso la testa.
“L’è dura, l’è dura”, ha detto.
Si è seduto accanto alla macchina fotografica, si è appoggiato allo schienale con un sospiro e mi ha sorriso come se sapesse qualcosa che non mi avrebbe rivelato.
“Prenda il caffè”, gli ho detto.
Stavo cercando di pensare a qualcosa da dire.
“Sono venuti tre ragazzini che volevano dipingere il mio indirizzo sul marciapiedi. Volevano un dollaro. Non è che ne sa qualcosa?”
L’avevo buttata là a casaccio. Ma l’ho osservato bene lo stesso.
Lui si è chinato in avanti serio, con la tazza in equilibrio tra gli uncini. L’ha posata sul tavolinetto.
“Io lavoro da solo”, ha detto. “L’ho sempre fatto, sempre lo farò. Che vorrebbe dire?”, ha chiesto.
“Cercavo solo di fare un collegamento”, ho risposto.
Avevo un gran mal di testa. Lo so che il caffè non aiuta, ma certe volte la gelatina funziona. Ho ripreso in mano la foto.
“Stavo in cucina”, ho detto. “Di solito sto sul retro”.
“Succede sempre così”, ha detto lui. “E così hanno preso e l’hanno piantata, vero? Per esempio, prenda me, lavoro da solo. Allora, che ha deciso? La vuole questa foto?”
“La compro”, ho detto.
Mi sono alzato e ho raccolto le tazzine.
“Certo che la compra”, ha detto. “Quanto a me, ho una stanza in città. Niente di speciale. Prendo l’autobus verso la periferia e dopo aver fatto il giro dei quartieri, vado in un’altra città. Capisce cosa voglio dire? Anch’io avevo dei figli una volta. Proprio come lei”, ha detto.
Sono rimasto lì con le tazze in mano a osservarlo mentre cercava di rialzarsi dal divano.
Ha detto: “Sono loro che mi hanno ridotto così”.
Ho guardato bene quegli uncini.
“Grazie per il caffè e per l’uso del bagno. La capisco, sa?”
Ha mosso gli uncini su e giù.
“Me lo dimostri”, ho detto. “Mi dimostri quanto. Faccia altre foto a me e alla casa”.
“Non funzionerà”, ha detto il tizio. “Non torneranno mica”.
Comunque l’ho aiutato a rimettersi le cinghie.
“Le posso fare un prezzo speciale”, ha detto lui. “Tre scatti per un dollaro”. Poi ha aggiunto: “Se le faccio di meno, ci rimetto”.
Siamo usciti. Lui ha regolato l’otturatore. Mi ha detto dove piazzarmi e ci siamo messi al lavoro. Abbiamo fatto il giro della casa. Sistematicamente. A volte guardavo da un’altra parte. Altre, fissavo l’obbiettivo,
“Bene”, diceva. “Così va bene”, diceva, finché non abbiamo fatto tutto il giro della casa e siamo tornati sul davanti. “Sono venti, adesso. Basta così”.
“No”, ho detto io. “Anche sul tetto”, ho aggiunto.
“Gesù!”, ha esclamato. Poi ha dato un’occhiata su e giù per la strada. “Come no?”, ha detto. “Adesso sì che fa sul serio”.
Gli ho detto: “Tutto quanto, baracca e burattini. Se la sono squagliata alla grande”.
“Guardi un po’ qui!”, ha detto il tizio e di nuovo mi ha mostrato gli uncini.
Sono rientrato a prendere una sedia. L’ho sistemata vicino al garage. Ma non era abbastanza alta. Allora ho preso una cassetta e ho messo la cassetta sulla sedia.
Si stava bene lì, sul tetto. Mi sono messo in piedi e mi sono dato un’occhiata intorno. L’ho salutato con una mano e il tizio senza mani mi ha risalutato con gli uncini. È stato allora che li ho visti, i sassi. C’era una specie di nido di sassi sulla grata che copre il buco del comignolo. Sapete come sono i ragazzini. Li tirano lassù, sperando di farne cadere qualcuno giù per il camino.
“Pronti?”, gli ho gridato, poi ho raccolto un sasso e ho aspettato che m’inquadrasse nel mirino.
“Va bene!”, ha risposto.
Ho tirato indietro il braccio e ho gridato: “Ora!” Ho tirato quel figlio di puttana il più lontano possibile.
“Non lo so mica”, l’ho sentito gridare. “Di solito non faccio foto d’azione”.
“Ancora!”, ho urlato, e ho raccolto un altro sasso.

– Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore

Written by filippo

29 settembre 2011 at 1:12 am

Pubblicato su Arte, Fotografie, Libri

Paolo Roversi

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Paolo Roversi, Natalia Vodianova

Paolo Roversi, Natalia Vodianova

www.paoloroversi.com

Written by filippo

26 settembre 2011 at 10:42 PM

Pubblicato su Arte, Fotografie