Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Archive for the ‘Cinema’ Category

Charlie Chaplin, 30 anni dopo.

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(“Il Grande Dittatore”, discorso all’umanità – Charlie Chaplin)

Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato.

L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto.

L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa.

Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!

Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto – “Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo” – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi, voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura.

Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo.

Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!

Hannah puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia. Guarda in alto Hannah le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità.

Guarda in alto Hannah l’animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.

Written by filippo

25 dicembre 2007 at 9:08 PM

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Rosencrantz e Guildenstern sono morti

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Rosencrantz e Guildenstern sono morti

Vidi questo film, per la prima volta, a 11 anni. Forse 12.
Pochi per capire i tanti riferimenti shakespeariani e l’aspetto grottesco.
(In quegli anni noleggiavo film a tutto spiano… purtroppo in ogni VHS c’erano i trailer di altri film che mi ispiravano e da li era inevitabile finire in un circolo vizioso)

Ma non dimenticherò mai il “gioco delle domande”, che trovo geniale tutt’oggi ;)

Prima Partita
Rosencrantz: Ti va una partita?
Guildenstern: Siamo spettatori.
Rosencrantz: Facciamo il gioco delle domande.
Guildenstern: E come si gioca?
Rosencrantz: Bhè, è semplice, si fanno delle domande.
Guildenstern: Affermazione! Uno a zero.
Rosencrantz: Non vale!
Guildenstern: Perchè?
Rosencrantz: Non avevo ancora cominciato.
Guildenstern: Affermazione. Due a zero.
Rosencrantz: Ma che conti tutto?
Guildenstern: Come?
Rosencrantz: Conti tutto?
Guildenstern: Fallo! Niente ripetizioni. Tre a zero. Partita per me.

Seconda Partita
Rosencrantz: Io non gioco se continui in questo modo.
Guildenstern: A chi il servizio?
Rosencrantz: Ahm…
Guildenstern: Esitazione. Zero a uno.
Rosencrantz: A chi tocca?
Guildenstern: Perchè?
Rosencrantz: Perchè no?
Guildenstern: Perchè cosa?
Rosencrantz: Fallo! Niente sinonimi! Uno pari.
Guildenstern: In nome di Dio, ma che succede?
Rosencrantz: Fallo! Domanda retorica. Due a uno.
Guildenstern: A che equivale tutto questo?
Rosencrantz: Non lo indovini?
Guildenstern: Stai parlando con me?
Rosencrantz: C’è qualcun altro?
Guildenstern: Chi?
Rosencrantz: E io che ne so?
Guildenstern: Ma lo chiedi a me?
Rosencrantz: Ma fai sul serio?
Guildenstern: E’ una domanda retorica?
Rosencrantz: No.
Guildenstern: Negazione! Due pari. Punto partita.
Rosencrantz: Ma che ti prende oggi?
Guildenstern: Quando?
Rosencrantz: Cosa?
Guildenstern: Sei sordo? (in originale: Are you deaf?)
Rosencrantz: Sono morto? (in originale: Am i dead?)
Guildenstern: Sì o no?
Rosencrantz: C’è scelta?
Guildenstern: C’è dio?
Rosencrantz: Fallo! No no, niente teologia, tre a due, una partita a testa.

Terza Partita
Guildenstern: Come ti chiami?
Rosencrantz: E tu? Come ti chiami?
Guildenstern: Prima tu.
Rosencrantz: Affermazione! Uno a zero.
Guildenstern: Come ti chiami quando sei a casa?
Rosencrantz: Tu come ti chiami?
Guildenstern: Quando sono a casa?
Rosencrantz: Perchè è diverso a casa?
Guildenstern: Che casa?
Rosencrantz: Non ce l’hai?
Guildenstern: Perchè me lo chiedi?
Rosencrantz: Dove vuoi arrivare?
Guildenstern: come ti chiami?
Rosencrantz: Ripetizione. Due a zero. Punto partita.
Guildenstern: Ma chi credi di essere?
Rosencrantz: Domanda retorica! Partita e incontro per me!

Il testo in lingua originale si può trovare qui.

Written by filippo

25 dicembre 2007 at 7:03 PM

Pubblicato su Cinema

Tempus fugit

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Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.
(L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera)

Eccomi qua, dopo quasi tre mesi.

La prima cosa che mi viene in mente, in quanto a bei ricordi, è questa:

Micol

Passiamo ora a tutto il resto.

Nonostante i miei propositi iniziali, di fissare la mia vita su un diario virtuale in modo da rallentare il tempo, mi vedo costretto a riassumere tutto ciò che è accaduto dopo il viaggio a Venezia (spero di ricordarmi tutto), prendendo nota del fatto che il tempo mi ha inculato ancora.

Viaggi, Gite & Foto

Come potrete constatare, negli ultimi tempi mi sono dedicato molto alla fotografia:

  • 2007-04-02 in giro per Cesena, con Emanuele, per fare qualche foto ai monumenti e paesaggi della mia città;
  • 2007-04-08 in giro per Verucchio, Montebello e Santarcangelo, sempre col mio amico Emanuele, per far visita ad alcuni castelli della zona;
  • 2007-04-15 in giro per Cesena e Cesenatico, con la mia cucciola (Micol), Giada e Valentina;
  • 2007-04-28,29,30 viaggio a Trieste per weekend “fokoso” con Micol;
  • 2007-05-15,16 in giro per Cesena, lungo il “Giro dei gessi”, con Emanuele, per fare qualche sana camminata e alcune foto ai magnifici paesaggi che le colline cesenati offrono :)
  • 2007-06-01,02,03 weekend “fokoso” e stupendo a Cesena, con Micol;

Rocca di Verucchio

Letture

In questi mesi mi sono dedicato soltanto a Joe R. Lansdale, scrittore che già da tempo conosco e apprezzo per lo stile diretto e per la godibilissima ironia dei suoi dialoghi.

Il mambo degli orsi

Cinema

Non vado spesso al cinema, da diverso tempo, e anche a casa non guardo molti film (ahimè), ma ecco quel che son riuscito a gustarmi:

Zodiac

Scrittura

Nel 2007 ho scritto soltanto un articolo, per il giornalino universitario dove collaboro, intitolato “Stay hungry. Stay foolish.”, di Steve Jobs, dove in realtà introduco un discorso molto interessante del fondatore di Apple.

A dire il vero sono usciti diversi miei articoli nel suddetto giornalino, ma erano già pronti dallo scorso dicembre e vegetavano in un cassetto in attesa di essere pubblicati.

Ho anche creato un sitozzo dove inserire le mie produzioni intitolato “Taccuino di un vecchio sporcaccione“, in omaggio a quel grandissimo scrittore di nome Bukowski :)

Il sito è raggiungibile a questo indirizzo: http://www.kubrick.altervista.org/taccuino

Aggiornamento del 24/06/2009: ho rimosso il sito in questione.

Taccuino di un vecchio sporcaccione

Written by filippo

7 giugno 2007 at 7:50 PM

Sabato anomalo.

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Lavorato dalle 7 alle 13 in ufficio.
Pranzato e sistemato alcune cose al piccì.
Alle 15.30 sono andato da Severi Sport dove facevano grossi sconti, causa chiusura di quel punto vendita.

Ho preso una felpa sportiva di Sergio Tacchini, carina, pagata 9 euro.
Mi è leggermente piccola però. Non posso chiudere la cerniera. Un tempo l’avrei chiusa.
:(
Le alternative sono 2: la uso come promemoria del fatto che devo dimagrire di 5 kg oppure la sformo fino a farmela andare bene.

Tornato a casa… mi sono fatto un caffè, ho cazzeggiato un po’ e mi sono steso a letto, iniziando a guardare “Monster house” al piccì.
Dopo mezz’ora ho realizzato che, nonostante il caffè, mi sarei addormentato a breve.
Ho messo in pausa il film e mi sono addormentato.

Mi sono svegliato e ho visto che erano quasi le 4 di domenica mattina, secondo il piccì, ma per il cellulare erano le 3.
Aggiornato tutti gli orologi\cellulari\cazzi\mazzi della mia camera e finito di vedere “Monster house” (niente male).

Alle 5 sono andato in cucina, al frigo, ho mangiato una (U-N-A) fettina di salame, sono stato tentato di farmi un panino, ma subito dopo ho notato di avere indosso la felpa di Sergio Tacchini e ho messo via tutto.

Giunto nuovamente in camera ho fatto partire “I figli degli uomini“, di Alfonso Cuarón, e devo dire che mi ha stupito per regia, musiche, scenografia e attori (ma soprattutto per le prime 2 cose). Uno dei film migliori che ho visto negli ultimi anni.

Momenti clou del film:

  1. I primi 5 minuti;
  2. Il pezzo con in sottofondo “In the court of the crimson king” dei King Crimson;
  3. L’agguato;
  4. La fuga;
  5. La “fermata” degli autobus;
  6. Gli ultimi 15 minuti, indubbiamente;

Altre canzoni belle che si sentono nel film, oltre i King Crimson, sono: “Hush” dei Deep Purple e “Ruby tuesday” cantata da Franco Battiato.

Ieri pomeriggio, mentre lo accompagnavo in negozio, ho saputo da mio babbo che un suo amico, che già sapevo essere malato di cancro, è morto un mese fa.
Pensava di farcela.
Mi ha anche detto che ad un altro suo amico, invece, hanno dato 2 mesi di vita. In passato aveva già superato indenne 2 tumori.
Non pensa di sopravvivere.
Alla fine, mio babbo, s’è lamentato perche’ “Mi stanno morendo tutti i clienti!“, ma nonostante la battuta era indubbiamente giù.
Ancora penso a questo, ma non lucidamente. So di pensarci, ma mi sembra di non voler giungere ad alcuna conclusione.

E’ inutile pensare a queste cose, ma bisogna farlo a volte.

Ora sono le 7.30 di domenica mattina, vado a letto.

P.S.
Rivedere Clive Owen nel film “I figli degli uomini” mi ha fatto ricordare “Closer“, visto 3 anni fa al cinema con una ragazza che non sento più e che non mi manca. 3 anni però. Cazzo 3 anni. Il tempo sta correndo e nessuno può farci un cazzo di niente.

I figli degli uomini

Written by filippo

25 marzo 2007 at 5:48 am

Pubblicato su Cazzeggio, Cinema, Vita personale