Io non ho mani che mi accarezzino il volto
Serie fotografica Io non ho mani che mi accarezzino il volto (1961 – 1963), di Mario Giacomelli

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 01

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 02

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 03

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 04

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 05

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 06

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 07

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 08

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 09

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 10

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 11

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 12

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 13

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 14

Io non ho mani che mi accarezzino il volto - Foto 15
Fonte: www.mariogiacomelli.it
Padre David Maria Turoldo, Io non ho mani
Io non ho mani che mi accarezzino il volto
(duro è l’ufficio di queste parole che non
conoscono amori), non so le dolcezze dei
vostri abbandoni:
ho dovuto essere custode della vostra
solitudine.
Sono salvatore di ore perdute.
Fonte: www.omero.it
Mario Giacomelli. La mia vita intera
Il mio ultimo acquisto: “Mario Giacomelli. La mia vita intera“, a cura di Simona Guerra

"Mario Giacomelli. La mia vita intera" a cura di Simona Guerra
La vita di Mario Giacomelli è stata quella di un uomo speciale, ma di un uomo, prima ancora di essere quella di un celebre fotografo conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un uomo con le stesse paure di milioni di altri uomini, con le stesse domande senza risposte; una persona che nella vita ha affrontato nascite e morti, e che ha avuto gli stessi problemi di tutti i giorni di chiunque altro. Un’esistenza sensibile, che ha scelto la strada della fotografia e della poesia, con le quali egli ha condiviso la sua vita in modo semplice -non facile – puntando al cuore delle cose, alla sostanza; un uomo che ha evitato il superfluo, che è uscito dalla “folla” con le sue immagini apprezzate in tutto il mondo, che ha sempre preferito, alle pubbliche relazioni e alla vita dei grandi centri d’arte del mondo, la pace della sua piccola città e il profilo dolce delle sue colline, che non ha mai smesso, fino alla fine, di fotografare.
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Mario Giacomelli (Senigallia, 1º agosto 1925 – Senigallia, 25 novembre 2000) è stato un tipografo, fotografo, poeta pittore italiano.
Giacomelli lavorò per tutta la vita nella “Tipografia Marchigiana” e si dedicò alla fotografia (e in gioventù anche alla pittura e alla poesia) soltanto nel tempo libero e tutti i giorni dopo cena, fotografando inizialmente i dintorni di Senigallia, dove visse, quindi stampando provini non a contatto. Dal provino, con una lente, individuava il punto interessante e lo andava ad ingrandire poi stampava un 30×40 cm. Le sue immagini sono molto importanti per tutta la storia della fotografia.Dopo il 1955, ma soprattutto dopo che il MOMA di New York acquistò la serie Scanno, nel 1963, acquisì grande fama in Italia e all’estero.
Nelle sue foto, sempre in bianco e nero, di cui curò personalmente la stampa fino a portare a galla i segni che lo interessano, la realtà viene trasfigurata in idee e sensazioni superando il dibattito allora in corso nella fotografia italiana tra formalisti e neorealisti.
Il segno che ottenne nelle sue stampe è molto forte, i neri sono molto carichi, il forte contrasto porta a galla i grafismi, la grana è evidente. Le sue foto rappresentano un mondo ugualmente diviso tra amore e sofferenza sia che si tratti di paesaggi che di lavori a sfondo sociale.
Fonte: Wikipedia
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Serie fotografica Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1954 – 1956), di Mario Giacomelli

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - Foto 01

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - Foto 02

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - Foto 03

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - Foto 04

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Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - Foto 11

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - Foto 12
Fonte: www.mariogiacomelli.it
Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.22 marzo ’50
Fonte: www.classicitaliani.it
Video del momento
Diciannove video che ho (ri)visto negli ultimi tempi e che voglio annotarmi per non dimenticarli:
- The PEN Story, per celebrare il cinquantesimo anniversario della leggendaria macchina fotografica “PEN”, Olympus ha realizzato un bel corto in stop motion (la canzone “Down Below” è di Johannes Stankowski)
- Morning drive in Tokyo, un autista riprende in HD i giri attraverso la città di Tokyo
- Andre Agassi retires from tennis, l’addio al tennis giocato di Andre Agassi
- Dawn of the Dead & Johnny Cash, l’intro del film Dawn of the dead, sulle note di “The man comes around” di Johnny Cash
- Alien Theatrical Trailer, il trailer del film Alien, giudicato il migliore della storia del cinema nella classifica stilata dall’Indipendent Film Channel
- Saturn – Evolution of technology, spot molto visionario :)
- Frankie Hi-NRG MC – Quelli Che Benpensano
- Depression dog
- Last Day Dream di Chris Milk, cortometraggio stupendo
- La nostra Terra “Home” – Yann Arthus Bertrand, il trailer del film
- Mad Men : The Carousel – La ruota del destino, una scena del telefilm Man Men (che sto seguendo proprio in questi giorni)
- Va dove ti porta l’Irlanda 1 e 2
- Franco Corelli sings Nessun Dorma
- Blu in Barcelona – february 2009
- Carousel – Phillips
- Canzone iraniana italianizzata – “Esce ma non mi rosica”
- Time Lapse – Los Angeles to New York City
- Demontage antenne mast Lopik, l’ideale per chi soffre di vertigini
- Completely crazy climbing on a tower crane (no safety), vedi sopra
La seconda parte qui.
The Man Comes Around
“The Man Comes Around” is the title track from Johnny Cash’s American IV: The Man Comes Around, released in 2002 (see 2002 in music). It is one of the last songs Cash wrote in his life. (Wikipedia)
And I heard as it were the noise of thunder.
One of the four beasts saying “come and see”,
and I saw, and behold a white horse.
There’s a man going around taking names,
And he decides who to free and who to blame.
Everybody won’t be treated all the same.
There will be a golden ladder reaching down
When the man comes around.
The hairs on your arm will stand up
At the terror in each sip and in each sup.
Will you partake of that last offered cup?
Or disappear into the potter’s ground
When the man comes around?
Hear the trumpets, hear the pipers.
One hundred million angels singing.
Multitudes are marching to the big kettledrum.
Voices calling and voices crying,
Some are born and some are dying.
It’s Alpha and Omega’s kingdom come.
And the whirlwind is in the thorn tree,
The virgins are all trimming their wicks.
The whirlwind is in the thorn tree,
It’s hard for thee to kick against the pricks.
‘Til Armageddon, no salaam, no shalom.
Then the father hen will call his chickens home,
The wise man will bow down before the throne.
And at his feet, they will cast the golden crowns,
When the man comes around.
Whoever is unjust, let him be unjust still.
Whoever is righteous, let him be righteous still.
Whoever is filthy, let him be filthy still.
Listen to the words long written down when the man comes around.
Hear the trumpets, hear the pipers.
One hundred million angels singing.
Multitudes are marching to the big kettledrum.
Voices calling and voices crying,
Some are born and some are dying.
It’s Alpha and Omega’s kingdom come.
And the whirlwind is in the thorn tree,
The virgins are all trimming their wicks.
The whirlwind is in the thorn tree,
It’s hard for thee to kick against the pricks.
In measured hundred weight and penny pound,
When the man comes around.
And I heard a voice in the midst of the four beasts,
and I looked and behold, a pale horse.
And his name that sat on him was Death, and Hell followed with him.