Hugo Alfredo Tale-Yax
La notizie è di aprile, ma l’ho letta oggi, in relazione all’episodio di Roma.
Usa, barbone eroe muore tra l’indifferenza dei passanti
Hugo Alfredo Tale-Yax , 31 anni, ha salvato una donna da un’aggressione ma è stato pugnalato più volte al petto. Nessuno è intervenuto per aiutarlo ed è deceduto sul marciapiede di una strada di New York.
Ha soccorso una donna in una strada di New York, ma è stato pugnalato più volte alle spalle dall’aggressore ed è stato lasciato in una pozza di sangue sul marciapiede. Così è morto domenica scorsa Hugo Alfredo Tale-Yax, 31 anni, senzatetto ispanico. Neanche la donna, a cui aveva appena salvato la vita, ha cercato di aiutarlo. Nel video si vedono i passanti che camminano accanto al corpo del clochard, qualcuno scatta una foto, qualcun altro si allontana. Ma per più di un’ora nessuno lo soccorre. (tg24.sky.it)
Boogie Photographer
Nato e cresciuto a Belgrado, Serbia, Vladimir Milivojevich (in arte Boogie) inizia la sua carriera di fotografo documentando le rivolte e gli scontri durante la guerra civile che ha distrutto il suo paese durante gli anni ’90, periodo in cui inizia la propria ricerca poetica attorno al lato oscuro dell’esesitenza umana. Nel 1998 si trasferice a New York dove tuttora vive, nel quartiere di Brooklin. Ha pubblicato cinque monografie IT’S ALL GOOD (powerHouse Books, 2006), BOOGIE (powerHouse Books, 2007), SAO PAULO (Upper Playground, 2008), ISTANBUL (Upper Playground, 2008) and BELGRADE BELONGS TO ME (powerHouse Books, 2008). E’ l’autore di campagne publicitarie per grandi marchi come Nike e Lee mentre i suoi servizi fotografici sono stati pubblicati da giornali e riviste conosciute a livello internazionale. Le sue recenti mostre personali includono Parigi, New York, Tokio, Istanbul. Il 5 febbraio 2009 è stata invece inaugurata a Milano la personale dal titolo “BOOGIE. 5 Days” negli spazi di Avantagarden Gallery. (avantgardengallery.com)
Boogie per Nike Sportswear a Milano
“I love Italy, and of course I love photography, and when those two come together it’s as good as it gets. Recently I did a shoot for NIKE SPORTSWEAR in Milano and I just got some photos yesterday of how the campaign looks on the streets and in the store. I love it!!
The shoot was documented by my friend Paolo Freschi, an amazing cinematographer…
[Youtube=http://www.youtube.com/watch?v=vrfdfQj8oN0]
Sito ufficiale: www.artcoup.com
Blog ufficiale: boogiephoto.blogspot.com
Claude Monet 1840-1926 al Grand Palais di Parigi
Claude Monet 1840-1926
al Grand Palais di Parigi
dal 22-09-2010 al 24-01-2011
Era dal 1980 che a Parigi non si vedeva una retrospettiva così ampia e completa dedicata a Claude Monet. Dal 22 settembre, in mostra al Grand Palais, ci sono 170 dipinti tra i più significativi dei 60 anni di carriera del pittore impressionista, provenienti per quasi un terzo dal Museo d’Orsay e il resto da prestiti di musei e collezioni private internazionali: si inizia con i paesaggi delle costiere della Normandia, passando per gli scorci di Parigi, come la gare Saint Lazare o il quai du Louvre, e la campagna alle porte della capitale, da Argenteuil a Vetheuil. E ancora il sole e la luce delle riviere del Mediterraneo, la serie delle cattedrali (Rouen), i palazzi di Venezia, fino ai ritratti e alla serie delle ‘Ninfee’. Per gli organizzatori sarà “l’evento culturale” dell’autunno nella capitale francese.
Sono attesi almeno 700.000 visitatori ma l’obiettivo é certo battere i 783.000 della precedente mostra su Picasso. “C’era soprattutto una volontà politica di fare una grande esposizione su Monet – ha spiegato Guy Cogeval, direttore del Museo d’Orsay e uno dei cinque curatori della mostra assieme a Sylvie Patin, Sylvie Patry, Anne Roquebert e Richard Thomson – Monet è considerato ovunque un dio vivente, in America come in Giappone, ed ero piuttosto stupito, arrivando alla testa del museo d’Orsay nel 2008, di constatare che in Francia c’era una certa disaffezione per questo pittore”. Per Cogeval la retrospettiva del Grand Palais, aperta fino al prossimo 24 gennaio, è un’occasione imperdibile per apprezzare appieno l’opera di Monet: “i dipinti provengono dal mondo intero.
In particolare c’é un ritratto di grandi dimensioni di Camille, la sua prima moglie, in abito verde, alcuni frammenti dell’enorme dipinto in più tele di ‘Colazione sull’erbà che Monet voleva presentare al Salone del 1866 e che invece non terminerà mai, oltre a un magnifico schizzo dello stesso celebre quadro che il Museo Pouchkine di Mosca ha infine accettato di prestare”. Non ci sarà invece ‘Impression du soleil levant’, atto fondatore della corrente impressionista, a cui si deve, tra l’altro, il nome, che il vicino Museo Marmottan, nonostante un’accesa polemica, non ha comunque voluto cedere per l’occasione. Per Thomson, Monet “ha trasformato la pratica e la comprensione della pittura del paesaggio. Inoltre, nei suoi dipinti di Venezia, emerge anche la sua emotività. Monet diventa così anche pittore dei sentimenti”.
Negli ultimi anni della sua vita, l’artista si dedica invece in modo quasi ossessivo a rappresentare il suo giardino di Giverny, alle porte di Parigi, in particolare il bacino delle ninfee. “L’esposizione – ha continuato Thomson – dimostra come Monet fosse un artista esigente, in continua ricerca”.
(di Aurora Bergamini)
Fonte: ansa.it
Fonte: monet2010.com























