Filippo Venturi Photography | Blog

Portrait and Documentary Photographer

Intervista per Bagzine

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Intervista per Bagzine

E’ uscita una mia intervista per il sito Bagzine che ha curiosiato nella mia borsa fotografica :)

Trovate l’articolo originale: www.bagzine.photo/filippo-venturi

 

Mi chiamo Filippo Venturi, ho 37 anni e sono nato a Cesena. Sono un fotografo documentarista, mi occupo di lavori editoriali, aziendali e commerciali; mi dedico inoltre a progetti artistici e personali. Collaboro con quotidiani e magazine internazionali. Negli ultimi 3 anni ho dedicato molto tempo ed energie nello svolgimento di un progetto sulla penisola coreana, iniziato nella supertecnologica Corea del Sud e completato nell’ostica Corea del Nord.

Quando hai iniziato a fotografare e perchè?
Ho iniziato a interessarmi alla Fotografia nel 2008.
Purtroppo non ho una storia romantica dietro il mio ingresso in questo mondo: nessun parente fotografo e nessuna fotocamera ricevuta in regalo. Vidi alcune buone fotografie su internet e, in quell’istante, desiderai di imparare a farle. Da quella scintilla divampò la mia passione per questo linguaggio, che è passata attraverso corsi, workshop e studio (attività che continuerò sempre). Nel 2010 ho iniziato a lavorare come fotografo.

Il tuo / i tuoi generi fotografici?
Nel mio lavoro mi occupo principalmente di fotografia documentaria.
Per interesse personale seguo un po’ tutti i generi.

La tua giornata tipo?
Chi non fa il fotografo forse potrà restarne sorpreso, ma sono più le ore passate a preparare un lavoro e, in seguito, a rifinirlo, che quelle trascorse fotografando.
Quando non sono fuori o in viaggio per un servizio, per essere produttivo ho bisogno di svegliarmi presto e avere una routine durante la giornata, che si basa sulla cura di ogni aspetto della produzione fotografica.
Si inizia col rispondere alle email di lavoro e con l’aggiornamento del sito e dei social network, fondamentali per mantenere i contatti lavorativi e per attirarne di nuovi. In questo modo mi tengo aggiornato sul mondo della Fotografia e sui lavori che stanno facendo i colleghi, che possono essere fonte di ispirazione. Inoltre sono sempre alla ricerca di tematiche poco approfondite, quindi scarto quelle che stanno già affrontando altri.
Per i lavori che svolgo di mia iniziativa – con lo scopo di venderli a riviste, esporli o altro – devo occuparmi della raccolta di informazioni, della ricerca di contatti, di controllare se e come sono già stati fatti lavori sull’argomento, organizzare gli spostamenti a livello pratico e, finalmente, fotografare.
In seguito mi occupo della post-produzione e della distribuzione, che altri preferiscono delegare alle Agenzie. Nei lavori commissionati invece il tutto, solitamente, si semplifica.
Mi aggiorno sull’attualità, leggo libri, guardo film e svolgo tutta una serie di attività che alimentano la mia cultura e il mio interesse per il mondo, non a caso una delle mie citazioni preferite è la seguente: “Non fai solo una fotografia con una macchina fotografica. Metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato” (Ansel Adams).

Puoi raccontarci la fotografia più importante della tua carriera o quella a cui tieni di più?
Ricordo bene una immagine che realizzai nei primi mesi del 2010, quando avevo appena iniziato a lavorare come fotografo, e che misi online nei miei canali. Ricevetti dopo qualche settimana una email da parte di una Agenzia che curava una campagna pubblicitaria di una casa automobilistica giapponese che mi chiedeva il costo di quella fotografia. Non avendone idea, risposi chiedendo qual era il loro budget e loro mi offrirono qualche migliaio di dollari, ben oltre ogni mia aspettativa. Quell’episodio fu importante per 2 motivi: il primo è che capii che potevo sfruttare internet, cioè lo strumento del nostro tempo, per impormi a livello internazionale, anche vivendo in una piccola città come Cesena. Il secondo è che, quando lavori con l’estero, la Fotografia ha tutt’altra considerazione, anche economica.

Cosa c’è dentro la tua borsa fotografica?
Vi risparmio di mostrarvi il contenuto della borsa fotografica quando mi occupo di teatro, sport e altro perché non amo ostentare, perché trovo estremamente noioso vedere sfilze di obiettivi e perché, sebbene debba sempre essere aggiornato sull’attrezzatura, non amo parlarne. Questo è il contenuto della borsa fotografica che uso quando esco per progetti di mia iniziativa:
oltre all’agenda, lo smartphone e il power bank, c’è una Canon 5d Mark III, con obiettivi 24-70mm, 35mm e 50mm (inoltre ho sempre in albergo o comunque nei paraggi una seconda borsa di backup, con attrezzatura simile, più un 16-35mm, un 70-200mm, flash e varie). Se non sono fuori per lavoro, la mia borsa è identica, ma con una Fuji X-T2 con obiettivo 35mm al posto del materiale Canon.

Cosa pensi di aggiungere  a breve nella borsa e cosa invece pensi di dare via?
Dopo anni di prove ed esperimenti, penso di aver trovato il mix giusto fra ingombro e praticità e quindi non ho intenzione di apporre modifiche, se non dovute ad aggiornamenti di fotocamere e obiettivi.

Il sito di fotografia che visiti più spesso?
Con i social network ho creato una rete di contatti con pagine e gruppi con i quali mi tengo aggiornato quotidianamente. Trovando la condivisione di un progetto interessante, che magari rimanda al sito dell’Agenzia Magnum, oppure la condivisione di un articolo sul New York Times, mi ritrovo a spulciare ogni volta siti diversi.

 

Written by filippo

1 March 2018 at 9:16 am

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