Filippo Venturi Photography | Blog

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Cari amici, Sergio Bonelli non c’è più.

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Nell’albo di novembre di Dylan Dog, il numero 302, “Il delitto perfetto”, c’è un ricordo di Sergio Bonelli del creatore di Dylan Dog, Tiziano Sclavi:

Cari amici,
Sergio Bonelli non c’è più.
Scrivo queste righe il 27 settembre 2011, voi le leggerete chissà quando. Sergio è morto ieri mattina.
L’avevo incontrato la prima volta alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, al Salone dei Fumetti di Lucca. E’ stato lui a presentarsi, a me perfetto sconosciuto o quasi, e mi ha imbarazzato con parole di apprezzamento per quel poco che avevo fatto allora.
Qualche anno dopo ho cominciato a collaborare con la sua Casa editrice, e nel 1981 sono diventato redattore. Quindi, giusto trent’anni fa.
Sergio allora era spesso in giro per il mondo. Stava via mesi. Soprattutto in Amazzonia, suo grande amore. Quando tornava ci raccontava le sue avventure, trovandone sempre il lato comico e ironico. Era un grande parlatore, un affabulatore, come direbbe qualcuno. Era molto divertente. Era un piacere starlo a sentire.
Nei primi tempi la redazione era composta da tre persone: Sergio, l’allora direttore Decio Canzio e io. Spesso, alla fine della giornata, ci sedevamo tutti nello stesso ufficio, a parlare e soprattutto ad ascoltare lui che raccontava. Erano momenti molto belli. Non sembrava mai che fosse il “capo” ma un collega. E lo era. Caso abbastanza unico, era editore, ma anche sceneggiatore. Con lo pseudonimo di G. Nolitta aveva creato Zagor e Mister No. Per qualche tempo ho avuto l’onore di continuarli. Spero di non averglieli troppo bistrattati. E poi ha scritto molte storie di Tex, creato da suo padre G.L. Bonelli e pubblicato all’inizio da sua mamma, la cara signora Tea, che è mancata tanti anni fa e accanto alla quale Sergio sarà sepolto.
Scriveva a mano, con una calligrafia incomprensibile a tutti tranne che alla sua segretaria che ribatteva a macchina i dialoghi. Poi lui, come descrizione delle vignette per il disegnatore, faceva dei disegnini buffi.
Leggeva e correggeva tutto quello che la Casa editrice pubblicava. Non potrà leggere questo pezzo, chissà se l’avrebbe approvato.
Con il suo talento da show-man, riusciva anche a fare una cosa incredibile: suonava dei motivetti (“Dixie” soprattutto) battendosi con le unghie sui denti come fossero tasti di un pianoforte.
Odiava le barzellette. Amava gli aneddoti un po’ ridicoli della vita. Giocava a tennis con una foga smisurata, inseguendo ogni palla, non dando tregua all’avversario, e per questo, anche se il suo stile non era granchè, vinceva quasi sempre.
Amava gli animali, soprattutto i gatti, faceva delle donazioni all’ente Mondo Gatto.
Si andava spesso a mangiare insieme. Lui diceva sempre che non aveva fame e poi assaggiava da tutti. Però era schizzinoso, non gli piaceva mai niente. E pensare che durante le sue avventure nella giungla mangiava solo scatolette per mesi.
E’ venuto tante volte a trovarmi qui in mezzo al bosco dove mi sono ritirato. Gli piacevano i colori della campagna, i miei gatti e i miei cani.
Cose grandi e piccole che ricordo di lui.
Quando qualcuno muore è un po’ sempre la fine del mondo. Nel caso di Sergio è senz’altro la fine di un mondo. Con lui se n’è andata un’epoca.
Era il migliore degli editori possibili.
Era un grande amico.

Tiziano Sclavi

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Written by filippo

7 November 2011 at 9:40 pm

Posted in Attualità, Fumetti

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