Claude Monet 1840-1926 al Grand Palais di Parigi
Claude Monet 1840-1926
al Grand Palais di Parigi
dal 22-09-2010 al 24-01-2011
Era dal 1980 che a Parigi non si vedeva una retrospettiva così ampia e completa dedicata a Claude Monet. Dal 22 settembre, in mostra al Grand Palais, ci sono 170 dipinti tra i più significativi dei 60 anni di carriera del pittore impressionista, provenienti per quasi un terzo dal Museo d’Orsay e il resto da prestiti di musei e collezioni private internazionali: si inizia con i paesaggi delle costiere della Normandia, passando per gli scorci di Parigi, come la gare Saint Lazare o il quai du Louvre, e la campagna alle porte della capitale, da Argenteuil a Vetheuil. E ancora il sole e la luce delle riviere del Mediterraneo, la serie delle cattedrali (Rouen), i palazzi di Venezia, fino ai ritratti e alla serie delle ‘Ninfee’. Per gli organizzatori sarà “l’evento culturale” dell’autunno nella capitale francese.
Sono attesi almeno 700.000 visitatori ma l’obiettivo é certo battere i 783.000 della precedente mostra su Picasso. “C’era soprattutto una volontà politica di fare una grande esposizione su Monet – ha spiegato Guy Cogeval, direttore del Museo d’Orsay e uno dei cinque curatori della mostra assieme a Sylvie Patin, Sylvie Patry, Anne Roquebert e Richard Thomson – Monet è considerato ovunque un dio vivente, in America come in Giappone, ed ero piuttosto stupito, arrivando alla testa del museo d’Orsay nel 2008, di constatare che in Francia c’era una certa disaffezione per questo pittore”. Per Cogeval la retrospettiva del Grand Palais, aperta fino al prossimo 24 gennaio, è un’occasione imperdibile per apprezzare appieno l’opera di Monet: “i dipinti provengono dal mondo intero.
In particolare c’é un ritratto di grandi dimensioni di Camille, la sua prima moglie, in abito verde, alcuni frammenti dell’enorme dipinto in più tele di ‘Colazione sull’erbà che Monet voleva presentare al Salone del 1866 e che invece non terminerà mai, oltre a un magnifico schizzo dello stesso celebre quadro che il Museo Pouchkine di Mosca ha infine accettato di prestare”. Non ci sarà invece ‘Impression du soleil levant’, atto fondatore della corrente impressionista, a cui si deve, tra l’altro, il nome, che il vicino Museo Marmottan, nonostante un’accesa polemica, non ha comunque voluto cedere per l’occasione. Per Thomson, Monet “ha trasformato la pratica e la comprensione della pittura del paesaggio. Inoltre, nei suoi dipinti di Venezia, emerge anche la sua emotività. Monet diventa così anche pittore dei sentimenti”.
Negli ultimi anni della sua vita, l’artista si dedica invece in modo quasi ossessivo a rappresentare il suo giardino di Giverny, alle porte di Parigi, in particolare il bacino delle ninfee. “L’esposizione – ha continuato Thomson – dimostra come Monet fosse un artista esigente, in continua ricerca”.
(di Aurora Bergamini)
Fonte: ansa.it
Fonte: monet2010.com





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Mostre, Festival, ecc. 2010 « Blog di Filippo Venturi – Fotografo
7 ottobre 2010 at 11:19 PM