Confidenze mute, di J.K. Black (1)
quando apro gli occhi lei è lì.
dorme morbida e silenziosa, un sonno sereno.
ancora prima di pensare che la sveglierò, mi scappa di bocca
– tu che ci fai qui?
spalanca gli occhi, il sonno era sereno ma anche leggero, e risponde
– come?
– che ci fai qui?
– …che dici?
non è importante.
la abbraccio come fosse un appiglio sul vuoto e rimango lì in silenzio.
sento una mano passarmi sulla testa, più volte.
avvolti muti, ascolto i nostri respiri.
batto le palpebre.
un rumore.
tendo le orecchie.
batto le palpebre.
questa volta il rumore è più netto.
scia rumorosa di una macchina.
batto le palpebre.
ora il suono è chiaro e riconoscibile.
dietro le palpebre non è più nero ma c’è una luce rossastra.
batto le palpebre.
lei non c’è più.
le macchine sotto casa si, passano numerose.
farò tardi al lavoro.
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