Il raptus letterario

"Zuckerman", di Philip Roth
Dopo lunghi periodi di astinenza, in cui sono consapevole del fatto che, se anche non comprassi più un libro, avrei comunque di che leggere per il resto della vita, ci ricasco.
L’ultimo raptus ha fruttato i seguenti acquisti, in ordine per aspettative:
- “Nove racconti” di J. D. Salinger (di cui ho apprezzato molto “Il giovane Holden”);
- “Zuckerman” di Philip Roth (autore molto apprezzato dalla critica e che voglio conoscere);
- “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini (suggeritomi da più persone);
- “Quell’estate di sangue e di luna” di Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri (“Gotico rurale” di Baldini mi è piaciuto molto. Molto);
- “Avvocato di difesa” di Michael Connelly (il mio autore preferito di thriller\polizieschi);
J.D. Salinger, Nove racconti
«Il giovanotto le lasciò andare le caviglie, ritirò le mani e appoggiò una guancia sull’avambraccio destro. – Be’, – disse, – lo sai come vanno queste cose, Sybil. Ero là seduto che stavo suonando. E tu chissà dov’eri, in quel momento. E Sharon Lipschutz è venuta lì e a un certo punto si è messa a sedere vicino a me. Non potevo mica spingerla via, ti pare?
– Sì che potevi.
– Oh no. No. Non potevo fare una cosa simile, – disse il giovanotto. – Ma sai cosa ho fatto, invece?
– Cosa?
– Ho fatto finta che fossi tu».
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